MILANO - Il mercoledì degli annunci da parte del governo Renzi è finalmente arrivato: oggi l'esecutivo dovrà presentare i suoi piani per quanto riguarda il lavoro, la scuola, la casa e soprattutto il taglio del cuneo fiscale. Il premier si è detto tranquillo sul fronte delle coperture, necessarie per tagliare di 10 miliardi il peso delle tasse sulle buste paga attraverso una rimodulazione delle aliquote Irpef e il rafforzamento delle detrazioni per i redditi fino a 15mila euro. Intanto il commissario straordinario alla spending review, Carlo Cottarelli, ha parlato di possibilità di risparmi per 3 miliardi quest'anno, che diventeranno 34 a regime.
In attesa degli sviluppi, previsti per il pomeriggio di oggi, il Tesoro ha superato brillantemente una nuova prova del mercato collocando Bot annuali per 7 miliardi con un rendimento medio in discesa al minimo storico dello 0,592% dallo 0,676% di febbraio. Le richieste hanno raggiunto i 10,7 miliardi di euro con un rapporto di copertura di 1,53. In questo modo continua a ridursi il costo medio del debito italiano dando fiato alle casse dello Stato. Basti pensare la media dei rendimenti del debito pubblico nel 2013 è stata del 2,08% (i Bot a 12 mesi hanno garantito un tasso dello 0,99%): se il trend continuasse per tutto l'anno, il Tesoro potrebbe risparmiare oltre 4,5 miliardi di euro sull'intero 2014. Lo spread, la differenza tra il rendimento di Btp e Bund tedeschi, tratta intanto in rialzo a 180 punti base con i decennali italiani che rendono il 3,40% sul mercato secondario.
I mercati azionari sono ancora estremamente volatili e i listini europei si muovono in ribasso. A Piazza Affari il Ftse Mib chiude in ribasso dello 0,25%; si guarda al Monte dei Paschi, che ha registrato una perdita oltre le attese vicina al miliardo e mezzo; come nel caso di Unicredit, pesano le rettifiche sui crediti maggiori rispetto alla previsioni. Anche Enel ha rilasciato i propri conti, con un utile ordinario in crescita del 10,3% e un dividendo fissato a 13 cent. Ubi Banca ha riportato invece profitti in rialzo a 250 milioni e proposo un dividendo da 6 centesimi. Nel pomeriggio, tra le altre, sarà anche la volta della Popolare di Milano, che presenterà i propri conti. Fanno peggio di Milano le altre Borse europee: Londra chiude in rosso dello 0,97%, Francoforte dell'1,28%, mentre Parigi scivola dell'1%.
Wall Street è debole con il Dow Jones che alla chiusura dei mercati europei cede lo 0,2% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq è invariato. Dagli Stati Uniti si attende l'intervento del segretario al Tesoro Jack Law che spiegherà alla Commissione bilancio della Camera la situazione dell'economia a stelle e strisce. In Spagna, intanto, l'inflazione è quasi ferma con un +0,1% dei prezzi a gennaio.
Sul fronte macroeconomico, si registra il calo della produzione industriale nella zona euro: a gennaio 2014, rispetto a dicembre, è scesa dello 0,2%. A dicembre 2013 era scesa di 0,4%. Positiva invece per l'Italia: a gennaio guadagna l'1% rispetto a dicembre. Secondo i dati di Eurostat, su base annuale la produzione industriale è in crescita sia per la zona euro (+2,1%) sia per l'Italia (+1,4%). Nell'Unione europea a 28 membri sale sia su base mensile (+0,1%) sia annuale (+2,4%).
La seduta di oggi è stata difficile per il Giappone, sul quale ha pesato il calo della fiducia dei consumatori a 38,3 punti a febbraio, dal 40,5 registrato a gennaio. Un netto peggioramento legato anche alla prossima modifica dell'imposta sui consumi, che da inizio aprile passerà dal 5 all'8%, alla quale si somma la crescente aspettativa di inflazione generata dalle politiche del governo di Shinzo Abe. Bisogna poi considerare che le turbolenze sul mercato cinese restano notevoli: dopo il primo fallimento di un bond di un'azienda cinese, si registra oggi la sospensione delle obbligazioni della Baoding Tianwei Baobian Electric dalla Borsa di Shanghai dopo il secondo anno consecutivo di perdite. E così, complice anche un rafforzamento dello yen e il rallentamento dell'economia cinese evidenziato dagli ultimi dati macro, alla fine la Borsa di Tokyo ha chiuso con una brusca correzione del 2,59%.
L'euro chiude in rialzo sopra quota 1,39 dollari, mentre si indeboliscono numerose monete dei paesi emergenti, per i timori sulla Cina e sull'Ucraina. La moneta europea passa di mano a 1,3903 dollari, euro/yen a 142,85 e dollaro/yen a 102,75. Quanto infine alle materie prime, il petrolio ad aprile, già ieri in calo sulla scia di deludenti dati arrivati dalla Cina, cede l'1,70% a 98,31 dollari al barile all'apertura dei mercati Usa. I future dell'oro con la stessa scadenza crescono dell'1,36% a 1.365 dollari l'oncia.
In attesa degli sviluppi, previsti per il pomeriggio di oggi, il Tesoro ha superato brillantemente una nuova prova del mercato collocando Bot annuali per 7 miliardi con un rendimento medio in discesa al minimo storico dello 0,592% dallo 0,676% di febbraio. Le richieste hanno raggiunto i 10,7 miliardi di euro con un rapporto di copertura di 1,53. In questo modo continua a ridursi il costo medio del debito italiano dando fiato alle casse dello Stato. Basti pensare la media dei rendimenti del debito pubblico nel 2013 è stata del 2,08% (i Bot a 12 mesi hanno garantito un tasso dello 0,99%): se il trend continuasse per tutto l'anno, il Tesoro potrebbe risparmiare oltre 4,5 miliardi di euro sull'intero 2014. Lo spread, la differenza tra il rendimento di Btp e Bund tedeschi, tratta intanto in rialzo a 180 punti base con i decennali italiani che rendono il 3,40% sul mercato secondario.
I mercati azionari sono ancora estremamente volatili e i listini europei si muovono in ribasso. A Piazza Affari il Ftse Mib chiude in ribasso dello 0,25%; si guarda al Monte dei Paschi, che ha registrato una perdita oltre le attese vicina al miliardo e mezzo; come nel caso di Unicredit, pesano le rettifiche sui crediti maggiori rispetto alla previsioni. Anche Enel ha rilasciato i propri conti, con un utile ordinario in crescita del 10,3% e un dividendo fissato a 13 cent. Ubi Banca ha riportato invece profitti in rialzo a 250 milioni e proposo un dividendo da 6 centesimi. Nel pomeriggio, tra le altre, sarà anche la volta della Popolare di Milano, che presenterà i propri conti. Fanno peggio di Milano le altre Borse europee: Londra chiude in rosso dello 0,97%, Francoforte dell'1,28%, mentre Parigi scivola dell'1%.
Wall Street è debole con il Dow Jones che alla chiusura dei mercati europei cede lo 0,2% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq è invariato. Dagli Stati Uniti si attende l'intervento del segretario al Tesoro Jack Law che spiegherà alla Commissione bilancio della Camera la situazione dell'economia a stelle e strisce. In Spagna, intanto, l'inflazione è quasi ferma con un +0,1% dei prezzi a gennaio.
Sul fronte macroeconomico, si registra il calo della produzione industriale nella zona euro: a gennaio 2014, rispetto a dicembre, è scesa dello 0,2%. A dicembre 2013 era scesa di 0,4%. Positiva invece per l'Italia: a gennaio guadagna l'1% rispetto a dicembre. Secondo i dati di Eurostat, su base annuale la produzione industriale è in crescita sia per la zona euro (+2,1%) sia per l'Italia (+1,4%). Nell'Unione europea a 28 membri sale sia su base mensile (+0,1%) sia annuale (+2,4%).
La seduta di oggi è stata difficile per il Giappone, sul quale ha pesato il calo della fiducia dei consumatori a 38,3 punti a febbraio, dal 40,5 registrato a gennaio. Un netto peggioramento legato anche alla prossima modifica dell'imposta sui consumi, che da inizio aprile passerà dal 5 all'8%, alla quale si somma la crescente aspettativa di inflazione generata dalle politiche del governo di Shinzo Abe. Bisogna poi considerare che le turbolenze sul mercato cinese restano notevoli: dopo il primo fallimento di un bond di un'azienda cinese, si registra oggi la sospensione delle obbligazioni della Baoding Tianwei Baobian Electric dalla Borsa di Shanghai dopo il secondo anno consecutivo di perdite. E così, complice anche un rafforzamento dello yen e il rallentamento dell'economia cinese evidenziato dagli ultimi dati macro, alla fine la Borsa di Tokyo ha chiuso con una brusca correzione del 2,59%.
L'euro chiude in rialzo sopra quota 1,39 dollari, mentre si indeboliscono numerose monete dei paesi emergenti, per i timori sulla Cina e sull'Ucraina. La moneta europea passa di mano a 1,3903 dollari, euro/yen a 142,85 e dollaro/yen a 102,75. Quanto infine alle materie prime, il petrolio ad aprile, già ieri in calo sulla scia di deludenti dati arrivati dalla Cina, cede l'1,70% a 98,31 dollari al barile all'apertura dei mercati Usa. I future dell'oro con la stessa scadenza crescono dell'1,36% a 1.365 dollari l'oncia.