MILANO - Le Borse europee falliscono il rimbalzo e restano ancorate ai minimi da un mese, appesantite nel finale di giornata dalle tensioni legate all'avvicinarsi del referendum in Crimea, previsto per il week end. E se dalla Cina arrivano nuovi segnali di rallentamento con la produzione industriale cresciuta a gennaio e febbraio dell'8,6% contro l'atteso +9,5%, i mercati guardano con attenzione anche all'Italia. Ieri il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha presentato il suo Jobs Act promettendo uno choc all'economia con tagli alla spesa pubblica sufficienti a garantire mille euro l'anno in più a chi guadagna meno di 25mila euro. Una doppia mossa che nei piani del premier dovrebbe rilanciare da un lato i consumi e dall'altro rendere più facili le assunzioni. Il giudizio, positivo, è arrivato attraverso l'asta di Btp, che sono stati assegnati per 7,75 miliardi.
Tra le varie scadenze offerte, i 3,5 miliardi di Btp in scadenza al dicembre 2016 sono stati assegnati a un tasso dell'1,12% (da 1,41% del mese scorso), raggiungendo un minimo record. Le richieste hanno superato i 5 miliardi. Per il titolo a sette anni, invece, le assegnazioni hanno raggiunto il massimo di 2 miliardi contro una domanda per 3,3. Il rendimento lordo, del 2,7%, rappresenta un risparmio di 31 punti base e un nuovo minimo storico. Assegnati infine 1,5 miliardi di titoli a 15 anni, con un rendimento lordo del 3,85%, e 750 milioni di trentennali al 4,01%. Nel complesso, se il calo dei tassi dovesse continuare, aumenterebbe la disponibilità di cassa dello Stato con nuove risorse da destinare ai provvedimenti per il rilancio dell'economia, come ha ricordato lo stesso Renzi nella presentazione di ieri.
Nel frattempo lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni è risalito in area 185 punti base nonostante il buon andamento dell'asta di Btp; i titoli decennali rendono il 3,4% sul mercato secondario. A Milano, Piazza Affari vive una mattinata di rialzi ma finisce per chiudere a -0,91%. Nel resto d'Europa, Londra chiude alla fine l'1,01%, Parigi lima l'1,29% e Francoforte l'1,86%. Sul listino italiano osservato speciale il titolo Generali dopo aver registrato il miglior utile degli ultimi sei anni. L'euro ha chiuso in rialzo per l'euro sopra quota 1,39 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,3925 dollari mentre cede qualcosa nei confronti dello yen a 142,22.
L'Ocse ha intanto certificato che la disoccupazione di gennaio, nelle economie più avanzate, si è stabilizzata a un tasso del 7,6%. In Italia si è invece registrata una leggera crescita al 12,9%. L'Istat ha invece confermato che l'inflazione del Belpaese si è attestata ai minimi dal 2005 a febbraio, con una dinamica annua dello 0,5%. Più rilevanti i dati degli Usa, dove le richieste di sussidi per la disoccupazione sono calate oltre le attese a 315mila unità; anche le vendite al dettaglio hanno battuto le aspettative, salendo dello 0,3% a febbraio, mentre i prezzi all'import sono saliti a sorpresa dello 0,9%.
Nonostante i buoni dati, Wall Street vira in negativo con le tensioni tra Ucraina e Russia che restano sullo sfondo: L'indice Dow Jones chiude con una flessione dell'1,41% a quota 16108,89 punti. L'indice Nasdaq riporta un ribasso dell'1,46% a 4260,42 punti.
In mattinata ha chiuso in leggero calo la Borsa di Tokyo dopo lo scivolone della vigilia in un mercato amorfo ed incerto sulla direzione da prendere senza indicatori chiari. L'indice Nikkei dei titoli guida si è fermato a 14.815,98 punti mentre il più ampio Topix ha perso lo 0,29% a 1.203,46 punti. L'attività sul mercato è stata estremamente debole con 1,7 miliardi di azioni scambiate sul mercato primario.
Pesa, come detto, la situazione della Cina: oltre all'industria frenano anche le vendite al dettaglio che crescono dell'11,8% a gennaio e febbraio, ai minimi da tre anni e contro un atteso +13,5%. Gli investimenti in attività fisse avanzano del 17.9% nei primi due mesi del 2014, il peggior risultato da 11 anni a questa parte e contro un atteso +19,4%. L'ufficio nazionale di statistica ha rilasciato i dati relativi a due mesi per evitare le distorsioni legate alle festività del nuovo anno lunare. Si tratta comunque di dati che confermano il raffreddamento dell'economia cinese, già evidenziato nei giorni scorsi dal calo del 18% dell'export a febbraio.
Sul fronte delle materie prime, mentre in Europa terminano gli scambi il petrolio ad aprile sale dello 0,3% a 98,3 dollari al barile. I future dell'oro con la stessa scadenza sono invece invariati a 1.370 dollari l'oncia.
Tra le varie scadenze offerte, i 3,5 miliardi di Btp in scadenza al dicembre 2016 sono stati assegnati a un tasso dell'1,12% (da 1,41% del mese scorso), raggiungendo un minimo record. Le richieste hanno superato i 5 miliardi. Per il titolo a sette anni, invece, le assegnazioni hanno raggiunto il massimo di 2 miliardi contro una domanda per 3,3. Il rendimento lordo, del 2,7%, rappresenta un risparmio di 31 punti base e un nuovo minimo storico. Assegnati infine 1,5 miliardi di titoli a 15 anni, con un rendimento lordo del 3,85%, e 750 milioni di trentennali al 4,01%. Nel complesso, se il calo dei tassi dovesse continuare, aumenterebbe la disponibilità di cassa dello Stato con nuove risorse da destinare ai provvedimenti per il rilancio dell'economia, come ha ricordato lo stesso Renzi nella presentazione di ieri.
Nel frattempo lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni è risalito in area 185 punti base nonostante il buon andamento dell'asta di Btp; i titoli decennali rendono il 3,4% sul mercato secondario. A Milano, Piazza Affari vive una mattinata di rialzi ma finisce per chiudere a -0,91%. Nel resto d'Europa, Londra chiude alla fine l'1,01%, Parigi lima l'1,29% e Francoforte l'1,86%. Sul listino italiano osservato speciale il titolo Generali dopo aver registrato il miglior utile degli ultimi sei anni. L'euro ha chiuso in rialzo per l'euro sopra quota 1,39 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,3925 dollari mentre cede qualcosa nei confronti dello yen a 142,22.
L'Ocse ha intanto certificato che la disoccupazione di gennaio, nelle economie più avanzate, si è stabilizzata a un tasso del 7,6%. In Italia si è invece registrata una leggera crescita al 12,9%. L'Istat ha invece confermato che l'inflazione del Belpaese si è attestata ai minimi dal 2005 a febbraio, con una dinamica annua dello 0,5%. Più rilevanti i dati degli Usa, dove le richieste di sussidi per la disoccupazione sono calate oltre le attese a 315mila unità; anche le vendite al dettaglio hanno battuto le aspettative, salendo dello 0,3% a febbraio, mentre i prezzi all'import sono saliti a sorpresa dello 0,9%.
Nonostante i buoni dati, Wall Street vira in negativo con le tensioni tra Ucraina e Russia che restano sullo sfondo: L'indice Dow Jones chiude con una flessione dell'1,41% a quota 16108,89 punti. L'indice Nasdaq riporta un ribasso dell'1,46% a 4260,42 punti.
In mattinata ha chiuso in leggero calo la Borsa di Tokyo dopo lo scivolone della vigilia in un mercato amorfo ed incerto sulla direzione da prendere senza indicatori chiari. L'indice Nikkei dei titoli guida si è fermato a 14.815,98 punti mentre il più ampio Topix ha perso lo 0,29% a 1.203,46 punti. L'attività sul mercato è stata estremamente debole con 1,7 miliardi di azioni scambiate sul mercato primario.
Pesa, come detto, la situazione della Cina: oltre all'industria frenano anche le vendite al dettaglio che crescono dell'11,8% a gennaio e febbraio, ai minimi da tre anni e contro un atteso +13,5%. Gli investimenti in attività fisse avanzano del 17.9% nei primi due mesi del 2014, il peggior risultato da 11 anni a questa parte e contro un atteso +19,4%. L'ufficio nazionale di statistica ha rilasciato i dati relativi a due mesi per evitare le distorsioni legate alle festività del nuovo anno lunare. Si tratta comunque di dati che confermano il raffreddamento dell'economia cinese, già evidenziato nei giorni scorsi dal calo del 18% dell'export a febbraio.
Sul fronte delle materie prime, mentre in Europa terminano gli scambi il petrolio ad aprile sale dello 0,3% a 98,3 dollari al barile. I future dell'oro con la stessa scadenza sono invece invariati a 1.370 dollari l'oncia.