La Bce lascia invariati allo 0,25% i tassi.
Draghi: "Non escluso allentamento monetario"
Il costo del denaro non si sposta dal minimo storico decretato lo scorso novembre. Il governatore descrive un board "unanime nell'impegno a ricorrere anche a misure non converzionali contro periodo troppo prolungato di bassa inflazione". Discussioni anche sul quantitative easing, l'acquisto di bond
MILANO - La Bce ha lasciato invariato il il tasso di rifinanziamento pronti contro termine, al minimo storico dello 0,25%. Fermi anche il tasso sui depositi a quota zero e il tasso marginale allo 0,75%. La decisione era attesa dal mercato: nel panel di Bloomberg solamente tre osservatori su 57 prevedevano un intervento da parte dell'Eurotower sul costo del denaro.
Nell'apertura della sua conferenza stampa, Mario Draghi ha spiegato che "La ripresa procede", ma si conferma la previsione di un "prolungato periodo di bassa inflazione" seguito da una normalizzazione. Una situazione che viene "monitorata da vicino" da parte dell'Eurotower, pronta a "usare ogni strumento". La Bce, dunque, non esclude un ulteriore allentamento monetario per contrastare il continuo calo dell'inflazione, confermando la 'forward guidance' che prevede "tassi ai livelli attuali o più bassi per un periodo prolungato di tempo". Anche il Fondo Monetario Interna…
Nell'apertura della sua conferenza stampa, Mario Draghi ha spiegato che "La ripresa procede", ma si conferma la previsione di un "prolungato periodo di bassa inflazione" seguito da una normalizzazione. Una situazione che viene "monitorata da vicino" da parte dell'Eurotower, pronta a "usare ogni strumento". La Bce, dunque, non esclude un ulteriore allentamento monetario per contrastare il continuo calo dell'inflazione, confermando la 'forward guidance' che prevede "tassi ai livelli attuali o più bassi per un periodo prolungato di tempo". Anche il Fondo Monetario Interna…
MILANO - La Bce ha lasciato invariato il il tasso di rifinanziamento pronti contro termine, al minimo storico dello 0,25%. Fermi anche il tasso sui depositi a quota zero e il tasso marginale allo 0,75%. La decisione era attesa dal mercato: nel panel di Bloomberg solamente tre osservatori su 57 prevedevano un intervento da parte dell'Eurotower sul costo del denaro.
Nell'apertura della sua conferenza stampa, Mario Draghi ha spiegato che "La ripresa procede", ma si conferma la previsione di un "prolungato periodo di bassa inflazione" seguito da una normalizzazione. Una situazione che viene "monitorata da vicino" da parte dell'Eurotower, pronta a "usare ogni strumento". La Bce, dunque, non esclude un ulteriore allentamento monetario per contrastare il continuo calo dell'inflazione, confermando la 'forward guidance' che prevede "tassi ai livelli attuali o più bassi per un periodo prolungato di tempo". Anche il Fondo Monetario Internazionale, oggi, ha spiegato che a livello globale i tassi rimarranno bassi nel medio termine, "agevolando il consolidamento fiscale".
Proprio verso il Fmi, che ieri aveva chiesto alla Bce di "agire" contro l'inflazione bassa, Draghi ha lanciato una stoccata: "Mi piacerebbe che il Fondo monetario rilasciasse dei comunicati anche prima di una riunione della Federal Reserve". I consigli del Fondo sono stati definiti "molto generosi" da parte del governatore.
All'interno del board, ha detto Draghi, c'è unanimità su un possibile uso di misure non convenzionali per evitare che l'Eurozona scivoli nella deflazione. Parole che agli occhi degli osservatori suonano come l'ultimo avviso prima che effettivamente - a questo punto nel prossimo board - qualcosa venga messo in campo, con effetti positivi sui listini. Il governatore ha riferito che nel consiglio si è anche discusso a proposito di un possibile Quantitative Easing, cioè dell'intervento in stile Fed che passa attraverso l'acquisto di bond. Una misura che ha ricevuto il recente, e inaspettato, sostegno da parte del falco Jens Weidmann. Gli ultimi dati hanno in effetti mostrato come sia ben lontano l'obiettivo che Francoforte deve perseguire per mandato, cioè una dinamica dei prezzi vicina al +2%.
Nel dettaglio, ha spiegato il presidente Bce, "abbiamo avuto un'ampia discussione su tutti gli strumenti nel nostro mandato. Abbiamo parlato di tassi di interesse più bassi, di un prolungamento delle operazioni di finanziamento senza limiti e di allentamento quantitativo", una misura quest'ultima, ha aggiunto Draghi, che "non era stata discussa esplicitamente nel direttivo precedente". Oggi il board ha discusso anche "se abbassare il tasso sui depositi, oggi a zero, e portarlo in area negativa". Scettico al riguardo il commento di Aberdeen, che sottolinea quanto a "parlare senza agire" non si ottenga granché. "E' difficile dire quanto" il discorso di Draghi "sia solo retorica o una genuina disponibilità ad effettuare un Qe", segnalano ancora gli analisti, "o quanto invece sia solo un tentativo di parlare per tenere" al ribasso il cambio dell'euro sul dollaro.
"Fondo Monetario ed Eurogruppo fanno pressione sulla Bce, ma Draghi resiste, raccogliendo le indicazioni solamente dal direttorio su un ammorbidimento della politica monetaria tramite il quantitative easing", commenta invece a caldo Claudia Segre, segretario generale Assiom Forex. "Il richiamo poi dello stesso Draghi alla variabile geopolitica ed al rischio cambio, data la volatilità dei mercati, mostra un nervo teso ed un richiamo quindi alla considerazione usuale sul necessario mantenimento della stabilità dei prezzi. Con un'inflazione vista in leggera ripresa già ad aprile, tra le misure non convenzionali gli operatori si attendono una limatura del tasso marginale e nuovi acquisti di titoli finanziari", proprio dopo il supporto di Weidmann in questo senso.
A livello macroeconomico, Draghi ha puntato il dito contro il livello di disoccupazione "ancora troppo alto", anche se ci sono "primi segnali di miglioramento" del mercato del lavoro.
Nell'apertura della sua conferenza stampa, Mario Draghi ha spiegato che "La ripresa procede", ma si conferma la previsione di un "prolungato periodo di bassa inflazione" seguito da una normalizzazione. Una situazione che viene "monitorata da vicino" da parte dell'Eurotower, pronta a "usare ogni strumento". La Bce, dunque, non esclude un ulteriore allentamento monetario per contrastare il continuo calo dell'inflazione, confermando la 'forward guidance' che prevede "tassi ai livelli attuali o più bassi per un periodo prolungato di tempo". Anche il Fondo Monetario Internazionale, oggi, ha spiegato che a livello globale i tassi rimarranno bassi nel medio termine, "agevolando il consolidamento fiscale".
Proprio verso il Fmi, che ieri aveva chiesto alla Bce di "agire" contro l'inflazione bassa, Draghi ha lanciato una stoccata: "Mi piacerebbe che il Fondo monetario rilasciasse dei comunicati anche prima di una riunione della Federal Reserve". I consigli del Fondo sono stati definiti "molto generosi" da parte del governatore.
All'interno del board, ha detto Draghi, c'è unanimità su un possibile uso di misure non convenzionali per evitare che l'Eurozona scivoli nella deflazione. Parole che agli occhi degli osservatori suonano come l'ultimo avviso prima che effettivamente - a questo punto nel prossimo board - qualcosa venga messo in campo, con effetti positivi sui listini. Il governatore ha riferito che nel consiglio si è anche discusso a proposito di un possibile Quantitative Easing, cioè dell'intervento in stile Fed che passa attraverso l'acquisto di bond. Una misura che ha ricevuto il recente, e inaspettato, sostegno da parte del falco Jens Weidmann. Gli ultimi dati hanno in effetti mostrato come sia ben lontano l'obiettivo che Francoforte deve perseguire per mandato, cioè una dinamica dei prezzi vicina al +2%.
Nel dettaglio, ha spiegato il presidente Bce, "abbiamo avuto un'ampia discussione su tutti gli strumenti nel nostro mandato. Abbiamo parlato di tassi di interesse più bassi, di un prolungamento delle operazioni di finanziamento senza limiti e di allentamento quantitativo", una misura quest'ultima, ha aggiunto Draghi, che "non era stata discussa esplicitamente nel direttivo precedente". Oggi il board ha discusso anche "se abbassare il tasso sui depositi, oggi a zero, e portarlo in area negativa". Scettico al riguardo il commento di Aberdeen, che sottolinea quanto a "parlare senza agire" non si ottenga granché. "E' difficile dire quanto" il discorso di Draghi "sia solo retorica o una genuina disponibilità ad effettuare un Qe", segnalano ancora gli analisti, "o quanto invece sia solo un tentativo di parlare per tenere" al ribasso il cambio dell'euro sul dollaro.
"Fondo Monetario ed Eurogruppo fanno pressione sulla Bce, ma Draghi resiste, raccogliendo le indicazioni solamente dal direttorio su un ammorbidimento della politica monetaria tramite il quantitative easing", commenta invece a caldo Claudia Segre, segretario generale Assiom Forex. "Il richiamo poi dello stesso Draghi alla variabile geopolitica ed al rischio cambio, data la volatilità dei mercati, mostra un nervo teso ed un richiamo quindi alla considerazione usuale sul necessario mantenimento della stabilità dei prezzi. Con un'inflazione vista in leggera ripresa già ad aprile, tra le misure non convenzionali gli operatori si attendono una limatura del tasso marginale e nuovi acquisti di titoli finanziari", proprio dopo il supporto di Weidmann in questo senso.
A livello macroeconomico, Draghi ha puntato il dito contro il livello di disoccupazione "ancora troppo alto", anche se ci sono "primi segnali di miglioramento" del mercato del lavoro.