MILANO - Piazza Affari chiude l'ottava di Borsa sui livelli più bassi dallo scorso 14 aprile, ma guarda alla settimana in arrivo con ottimismo: l'appuntamento chiavo è fissato per giovedì quando verranno diffuse dall'Istat le stime sul Pil relativo al primo trimestre. Un primo dato per capire in che direzione si sta muovendo l'economia italiana sulla quale è già cominciato il balletto delle cifre: per il governo Renzi la crescita a fine anno sarà dello 0,8%, per la Commissione Ue dello 0,7%, mentre per l'Ocse non andrà oltre allo 0,5%. Insomma giovedì sarà un banco di prova interessante. Anche perché i numeri arriveranno dopo la due giorni di aste in programma lunedì e martedì: in avvio di settimana il Tesoro metterà sul mercato 6,5 miliardi di Bot, mentre martedì verranno collocati Btp a 3, 7 e 30 anni per un importo complessivo compreso fra 5,75 e 7,25 miliardi.
Il Tesoro spera di confermare il trend positivo di inizio anno che ha portato i rendimenti a nuovi minimi storici con il titoli che sul mercato secondario trattano al 2,9% con un calo del 27% dalla fine dello scorso anno quando i Btp avevano un tasso del 4%. In discesa anche lo spread che si muove in area 145 punti base come nel maggio 2011, prima dell'esplosione della crisi del debito sovrano che portò alla caduta del governo Berlusconi nel novembre dello stesso anno.
Negli ultimi mesi, in particolare, l'Italia ha beneficiato dell'enorme liquidità fuoriuscita dai paesi emergenti condizionati dalla tensione sulle valute: la Penisola, come la Spagna, e i Paesi dell'Europa mediterrana, infatti, offre rendimenti ancora interessanti - a fronte anche della basse inflazione dell'Eurozona - con rischi contenuti. Il trend, però, potrebbe cambiare nei prossimi con la stretta monetaria avviata dalla Federal Reserve americana. Anche per questo saranno decisive le prossime mosse della Bce di Mario Draghi a giugno dopo aver lasciato invariato allo 0,25% il costo del denaro nell'incontro di giovedì scorso.
Sul fronte macroeconomico lunedì nono sono previsti appuntamenti macroeconomici di rilievo, mentre martedì sarà la volta dell'inflazione in Italia e dell'indice Zew che misura la fiducia delle imprese tedesche. Mercoledì, invece, arriva la produzione industriale dell'Eurozona con l'inflazione in Francia e Germania. L'Ilo comunicherà il tasso di disoccupazione, così come la Gran Bretagna.
Giovedì sarà probabilmente la giornata più importante della settimana. Oltre ai dati sul Pil italiano arriveranno quelli della Francia, della Germania e dell'intera Eurozona che comunicherà anche l'inflazione di aprile. Sarà il giorno anche del Pil giapponese, dell'inflazione americana e dell'indice Empire statunitense che misura lo stato del comparto manifatturiero. Dagli Usa arriveranno anche le richieste di sussidio settimanali, la produzione industriale di aprile, l'indice del mercato immobiliare per maggio e l'indice della Fed di Philadelphia.
Venerdì l'Acea presenta i dati relativi al mese di aprile sulle immatricolazioni di auto in Europa, mentre per l'Eurozona sarà la volta della bilancia commerciale di marzo e per il Giappone della produzione industriale. Negli Usa attesa per la difucia delle famiglie e i cantieri edili.
Il Tesoro spera di confermare il trend positivo di inizio anno che ha portato i rendimenti a nuovi minimi storici con il titoli che sul mercato secondario trattano al 2,9% con un calo del 27% dalla fine dello scorso anno quando i Btp avevano un tasso del 4%. In discesa anche lo spread che si muove in area 145 punti base come nel maggio 2011, prima dell'esplosione della crisi del debito sovrano che portò alla caduta del governo Berlusconi nel novembre dello stesso anno.
Negli ultimi mesi, in particolare, l'Italia ha beneficiato dell'enorme liquidità fuoriuscita dai paesi emergenti condizionati dalla tensione sulle valute: la Penisola, come la Spagna, e i Paesi dell'Europa mediterrana, infatti, offre rendimenti ancora interessanti - a fronte anche della basse inflazione dell'Eurozona - con rischi contenuti. Il trend, però, potrebbe cambiare nei prossimi con la stretta monetaria avviata dalla Federal Reserve americana. Anche per questo saranno decisive le prossime mosse della Bce di Mario Draghi a giugno dopo aver lasciato invariato allo 0,25% il costo del denaro nell'incontro di giovedì scorso.
Sul fronte macroeconomico lunedì nono sono previsti appuntamenti macroeconomici di rilievo, mentre martedì sarà la volta dell'inflazione in Italia e dell'indice Zew che misura la fiducia delle imprese tedesche. Mercoledì, invece, arriva la produzione industriale dell'Eurozona con l'inflazione in Francia e Germania. L'Ilo comunicherà il tasso di disoccupazione, così come la Gran Bretagna.
Giovedì sarà probabilmente la giornata più importante della settimana. Oltre ai dati sul Pil italiano arriveranno quelli della Francia, della Germania e dell'intera Eurozona che comunicherà anche l'inflazione di aprile. Sarà il giorno anche del Pil giapponese, dell'inflazione americana e dell'indice Empire statunitense che misura lo stato del comparto manifatturiero. Dagli Usa arriveranno anche le richieste di sussidio settimanali, la produzione industriale di aprile, l'indice del mercato immobiliare per maggio e l'indice della Fed di Philadelphia.
Venerdì l'Acea presenta i dati relativi al mese di aprile sulle immatricolazioni di auto in Europa, mentre per l'Eurozona sarà la volta della bilancia commerciale di marzo e per il Giappone della produzione industriale. Negli Usa attesa per la difucia delle famiglie e i cantieri edili.