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Piazza Affari rimbalza con l'asta Bot.
Lo spread stabile in area 150 punti

Avvio di settimana tranquillo per i mercati del Vecchio continente nonostante le tensioni in Ucraina, Milano segna un rialzo di mezzo punto percentuale. Il Tesoro ha collocato 6,5 miliardi di titoli a un anno con rendimenti in lieve rialzo allo 0,65%. L'appuntamento più importante della settimana, però, è fissato per giovedì con la diffusione delle stime sul Pil del primo trimestre dell'Italia e dell'Eurozona

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MILANO - Avvio di settimana positivo per i mercati del Vecchio continente con Piazza Affari che, dopo l'ultima difficile settimana, riparte dai livelli dallo scorso 14 aprile e guarda con ottimismo alle prossime sedute: l'appuntamento chiave è fissato per giovedì, quando verranno diffuse dall'Istat le stime sul Pil relativo al primo trimestre. Un primo dato per capire in che direzione si sta muovendo l'economia italiana, sulla quale è già cominciato il balletto delle cifre: per il governo Renzi la crescita a fine anno sarà dello 0,8%, per la Commissione Ue dello 0,7%, mentre per l'Ocse non andrà oltre allo 0,5%. Insomma giovedì sarà un banco di prova interessante. Anche perché i numeri arriveranno dopo la due giorni di aste in programma oggi e domani: in mattinata il Tesoro ha messo sul mercato 6,5 miliardi di Bot, mentre martedì verranno collocati Btp a 3, 7 e 30 anni per un importo complessivo compreso fra 5,75 e 7,25 miliardi (l'Agenda dei mercati).

Il Tesoro spera di confermare il trend positivo di inizio anno che ha portato i rendimenti a nuovi minimi storici, ma gli analisti osservano che gli investitori stanno privilegiando titoli a lunga scadenza a quelli sul breve: si spiega così il rialzo dei tassi per i Bot allo 0,65% dal minimo storico dello 0,589% dell'asta di aprile. La domanda ha raggiunto i 10,65 miliardi di euro con un rapporto di copertura in crescita a 1,64 da 1,36 precedente. E' possibile, però, che il lieve rialzo venga compensato da un nuovo calo domani sulle scadenze più lunghe.

D'altra parte sul mercato secondario i decennali trattano al 2,9%, con un calo del 27% dalla fine dello scorso anno, quando i Btp avevano un tasso del 4%. Si stabilizza lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco: si attesta a 150 punti base, sui livelli della prima parte di seduta. Il rendimento del bond decennale italiano sul mercato secondario è pari al 2,96%.

Negli ultimi mesi, in particolare, l'Italia ha beneficiato dell'enorme liquidità fuoriuscita dai paesi emergenti condizionati dalla tensione sulle valute: la Penisola, come la Spagna e i Paesi dell'Europa mediterranea, infatti, offre rendimenti ancora interessanti - a fronte anche della basse inflazione dell'Eurozona - con rischi contenuti. Il trend, però, potrebbe cambiare nei prossimi mesi con la stretta monetaria avviata dalla Federal Reserve americana. Anche per questo saranno decisive le prossime mosse della Bce di Mario Draghi, a giugno, dopo aver lasciato invariato allo 0,25% il costo del denaro nell'incontro di giovedì scorso.

In questo contesto, e in assenza di dati macroeconomici di rilievo, le Borse europee chiudono positive: Milano termina gli scambi in progresso dello 0,48%, dopo aver superato ampiamente il +1% nell'arco della giornata. Londra si apprezza dello 0,55% finale, mentre Francoforte avanza dell'1,26%. Anche Parigi, dopo un avvio in rosso, gira in terreno positivo e chiude a +0,37%. Le spinte all'acquisto derivanti dal rally delle piazze cinesi sono moderate dall'aggravarsi della crisi in Ucraina: il presidente russo, Vladimir Putin, ha fatto sapere che prenderà una posizione dopo l'esito del referendum a est del Paese. A Piazza Affari si mette in evidenza Bpm, che beneficia dei conti del trimestre diffusi venerdì a Borsa chiusa e trascina tutte le popolari; trimestrale positiva anche per Unicredit, i cui utili balzano sopra 700 milioni.

Intanto a Wall Street il Dow Jones e l'S&P 500 toccano nuovi record: alla chiusura, il DJ sale dello 0,68% a 16695,47 punti; lo S&P è cresciuto dello 0,97% a 1869,66 punti. Netto rialzo anche per il Nasdaq, +1,7%, ma lontano dai record per le recenti perdite. L'euro chiude stabile. La moneta europea passa di mano a 1,3757 dollari, sulla scia delle dichiarazioni di Mario Draghi, il quale ha promesso che il mese prossimo, se le tendenze dell'inflazione verranno confermate, la Bce agirà. Il biglietto verde recupera sullo yen a quota 102,1.


In mattinata chiusura in lieve ribasso per la Borsa di Tokyo, dopo una seduta debole dominata dalla prudenza per le tensioni in Ucraina, i timori per il cambio tra lo yen e l'euro e i risultati delle società. L'indice Nikkei dei titoli guida ha terminato la seduta in calo dello 0,35% a 14.149,52 punti, dopo aver passato parte della giornata in area positiva, mentre il più ampio Topix è sceso dello 0,65% a 1.157,91 punti.

Sul fronte della materie prime, le tensioni in Ucraina continuano a pesare sulle quotazioni del petrolio. Quando in Europa terminano le contrattazioni, il Wti viaggia in rialzo dello 0,8% rispetto alla chiusura precedente e tratta a 100,8 dollari al barile. Progressione simile per l'oro con scadenza a giugno, che quota poco sotto 1.300 dollari l'oncia.