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Asta Btp, rendimento a tre anni sopra l'1%.
Delude la fiducia delle imprese tedesche

Il Tesoro fa il pieno nell'asta a medio-lungo termine, giù i rendimenti sui sette anni. I listini avviano gli scambi in rialzo in scia all'Asia, poi moderano i guadagni con l'indice Zew sulla fiducia delle imprese tedesche deludente. Pesante Milano (-1,1%). Le vendite Usa crescono meno delle attese, Borsa del Giappone sale del 2%, Wall Street a nuovi massimi
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MILANO - I listini europei archiviano la seduta in cauto rialzo, tra le buone indicazioni giunte dall'Asia e i nuovi record storici di Wall Street, mentre remano in senso contrario i dati negativi provenienti dalla fiducia delle imprese tedesche e dalle vendite al dettaglio Usa. Sullo sfondo, poi, resta l'elevata tensione in Ucraina con la possibilità di ampliamento delle sanzioni verso la Russia, mentre l'economia cinese mostri segnali di crescita ma senza esaltare gli analisti. In un contesto comunque positivo - con l'indice Ftse All-World, indicativo di tutte le azioni globali, ai massimi da sei anni - stona Piazza Affari: dopo i guadagni di ieri tira il fiato e perde l'1,1% con le banche e alcune trimestrali deludenti.

Eppure in mattinata il Tesoro aveva fatto il pieno all'asta dei Btp, collocando tutti i 6,25 miliardi di euro di titoli a tre e sette anni emessi. Venduti 4 miliardi di euro di triennali a un tasso che torna sopra l'1%, all'1,07% per la precisione, contro il m…
MILANO - I listini europei archiviano la seduta in cauto rialzo, tra le buone indicazioni giunte dall'Asia e i nuovi record storici di Wall Street, mentre remano in senso contrario i dati negativi provenienti dalla fiducia delle imprese tedesche e dalle vendite al dettaglio Usa. Sullo sfondo, poi, resta l'elevata tensione in Ucraina con la possibilità di ampliamento delle sanzioni verso la Russia, mentre l'economia cinese mostri segnali di crescita ma senza esaltare gli analisti. In un contesto comunque positivo - con l'indice Ftse All-World, indicativo di tutte le azioni globali, ai massimi da sei anni - stona Piazza Affari: dopo i guadagni di ieri tira il fiato e perde l'1,1% con le banche e alcune trimestrali deludenti.

Eppure in mattinata il Tesoro aveva fatto il pieno all'asta dei Btp, collocando tutti i 6,25 miliardi di euro di titoli a tre e sette anni emessi. Venduti 4 miliardi di euro di triennali a un tasso che torna sopra l'1%, all'1,07% per la precisione, contro il minimo record dello 0,93% della precedente asta. La domanda è stata 1,53 volte l'offerta. Venduti anche 2,5 miliardi di euro di titoli con scadenza a 7 anni, a un  tasso in calo al 2,29%, contro il 2,44% della precedente asta. La domanda è stata 1,53 volte l'offerta. A questi collocamenti si aggiunge un miliardo circa tra due diversi strumenti: sono stati venduti 608 milioni del Btp febbraio 2037, con un rendimento in calo al 3,68% dal 4,01% dello scorso marzo, e 392 milioni del 2034 al 3,75%. Il risultato è in linea con le attese, che premiavano appunto la parte più lunga delle scadenze, dopo che ieri sono saliti leggermente i tassi dei Bot. Dal Mef è arrivato anche l'annuncio di voler collocare un nuovo Btp benchmark a 15 anni, per il quale è stato dato mandato alle banche.

In Germania, come accennato, l'indice Zew che misura la fiducia delle imprese in base al sondaggio di un panel di esperti scende a maggio a 33,1 punti, ben sotto le aspettative per un calo contenuto a 41 punti dai 43,2 di aprile. In Italia, invece, si conferma il leggero recupero dell'inflazione ad aprile. Le prospettive di crescita per le maggiori economie avanzate "sono stabili" a marzo, invece, secondo quanto emerge dal superindice Ocse, che a marzo scende di 0,01 punti a 100,6. Bene l'Italia che passa da 101,3 a 101,5. Anche dali Stati Uniti arrivano dati non proprio esaltanti: le vendite al dettaglio di aprile crescono dello 0,1%, sotto le attese per un incremento dello 0,4%, mentre l'indice dei prezzi all'import scende dello 0,4%. Ancora dagli Usa, la fiducia delle piccole imprese tracciata tramite l'indice Nfib sale ai massimi da oltre sei anni (l'agenda dei mercati).

Milano avvia così le contrattazioni in rialzo, ma poi si indebolisce e chiude in rosso sulle prese di beneficio dopo il balzo di ieri. Positive, ma senza particolari scossoni, le altre Borse Ue: Londra ha guadagnato lo 0,25%, Parigi lo 0,31% e Francoforte lo 0,6%. A Piazza Affari c'è Telecom come osservata speciale: l'azione della telefonia viene venduta pesantemente dopo che ha chiuso il primo trimestre con utile in calo a 222 milioni e indebitamento in crescita. Soffre Mps dopo una trimestrale ancora difficile; deboli anche le popolari, ieri coperte dagli acquisti, e Campari dopo i conti. Dopo i nuovi massimi storici di ieri, Wall Street tratta in rialzo: il Dow Jones sale dello 0,1% come lo S&P500 che oscilla intorno alla nuova soglia record di 1.900 punti, il Nasdaq, invece, inverte la rotta a cede lo 0,1%.

Si stabilizza lo spread fra Btp e Bund tedesco. Il differenziale segna 151 come ieri, mentre il rendimento del titolo decennale è al 2,93%. L'euro chiude in calo a 1,3709 dollari e 140,15 yen dopo aver aggiornato a 1,3698 dollari il proprio minimo da un mese. Le pressioni al ribasso si sono intensificate con il tonfo dell'indice Zew e delle voci secondo le quali il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, si è detto favorevole a portare in territorio negativo i tassi sui depositi nell'Eurozona. Si mantiene stabile il cambio dollaro/yen, a quota 102,24.

Venendo all'Oriente, in Cina si è registrata la crescita delle vendite al dettaglio di aprile: +11,9% su anno, in rallentamento dal +12,2% tendenziale registrato nel mese precedente. Sempre a Pechino, la produzione industriale è in crescita ad aprile dell'8,7% su anno, un dato leggermente inferiore alle attese del mercato che indicavano un incremento dell'8,9%. Nonostante questi rilevamenti un poco deludenti, la Borsa di Tokyo ha chiuso in netto rialzo, dell'1,95%, sulla scia del rimbalzo del settore tecnologico a Wall Street e dell'indebobilmento dello yen. Al termine degli scambi, l'indice Nikkei è salito di 275,92 punti a 14.425,44 Punti. L'indice Topix ha conquistato l' 1,77%, guadagnando 20,44 punti a 1.178,35 Punti. In India, a Mumbai, la Borsa festeggia la probabile vittoria alle elezioni della coalizione di centro-destra.

Quanto infine alle materie prime, il petrolio a giugno guadagna lo 0,76% a 101,34 dollari al barile, l'oro con la stessa scadenza cede lo 0,14% a 1.294 dollari l'oncia.