Borse caute in attesa della nuova Commissione. Tassi Bot sotto lo 0,5%
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERII mercati del Vecchio continente aspettano di capire a chi verrà affidato il governo dell'Unione per i prossimi cinque anni. Il Tesoro colloca 6,4 miliardi di titoli a sei mesi con rendimenti in calo, lo spread in area 160 punti. Borse europee deboli con Wall Street, Milano chiude in rialzo dello 0,85%. Euro sotto quota 1,36 dollari
MILANO - Smaltita la sbornia elettorale che ha messo all'angolo gli Euroscettici, visto che il 70% del Parlamento Ue è formato da forze europeiste, si aprono le discussioni sul futuro della prossima Commissione: il governo dell'Unione è chiamato a trainare Eurolandia fuori dalle secche delle recessione su un percorso di crescita più sostenuto. I Popolari spingono per Jean Claude Juncker, ma la sua nomina suonerebbe come uno schiaffo a quanti chiedono meno austerity e più investimenti. E' probabile che anche a Bruxelles si arrivi a definire uno schema di larghe intese all'interno del quale potrebbe spuntarla l'ex presidente del Consiglio Enrico Letta.
In attesa di capire come i grandi d'Europa scioglieranno l'impasse, le Borse del Vecchio continente non prendono posizione e chiudono una giornata incolore. In Italia l'Istat ha pubblicato il rapporto sul Paese, che disegna un'Italia fuori dalla recessione ma ancora nella palude, mentre cala la fiducia delle im…
In attesa di capire come i grandi d'Europa scioglieranno l'impasse, le Borse del Vecchio continente non prendono posizione e chiudono una giornata incolore. In Italia l'Istat ha pubblicato il rapporto sul Paese, che disegna un'Italia fuori dalla recessione ma ancora nella palude, mentre cala la fiducia delle im…
MILANO - Smaltita la sbornia elettorale che ha messo all'angolo gli Euroscettici, visto che il 70% del Parlamento Ue è formato da forze europeiste, si aprono le discussioni sul futuro della prossima Commissione: il governo dell'Unione è chiamato a trainare Eurolandia fuori dalle secche delle recessione su un percorso di crescita più sostenuto. I Popolari spingono per Jean Claude Juncker, ma la sua nomina suonerebbe come uno schiaffo a quanti chiedono meno austerity e più investimenti. E' probabile che anche a Bruxelles si arrivi a definire uno schema di larghe intese all'interno del quale potrebbe spuntarla l'ex presidente del Consiglio Enrico Letta.
In attesa di capire come i grandi d'Europa scioglieranno l'impasse, le Borse del Vecchio continente non prendono posizione e chiudono una giornata incolore. In Italia l'Istat ha pubblicato il rapporto sul Paese, che disegna un'Italia fuori dalla recessione ma ancora nella palude, mentre cala la fiducia delle imprese. Giornata intensa anche per l'Eurozona: migliora in maggio la fiducia di imprese e consumatori della zona con la moneta unica, con l'indice calcolato sul "sentimento economico" in aumento di 0,7 punti a 102,7 dopo la frenata di aprile, mentre nell'Ue a 28 Paesi l'incremento è stato più modesto (+0,2 punti a 106,5). Tra i singoli settori, meglio i consumatori e l'edilizia, ancora al ralenti il commercio. In Germania, poi, il tasso di disoccupazione a maggio è rimasto stabile al 6,7%, mentre in Francia le spese per consumi sono scese a aprile dello 0,3% deludendo le attese che erano per un progresson dello 0,5% (l'agenda dei mercati).
L'Italia nel frattempo continua a beneficiare dell'affermazione elettorale del Pd del premier Matteo Renzi che ha ottenuto quasi un plebiscito con oltre il 40% dei voti. Un risultato che dovrebbe garantire al governo la stabilità necessaria ad accelerare e portare avanti l'ambizioso piano di riforme, come sottolinea anche l'agenzia di rating Fitch nel commentare l'esito delle elezioni: è un evento positivo per il rating.
E così il Tesoro, dopo le buone aste di ieri, sfrutta l'ottimismo e colloca tutti i 6,5 miliardi di euro di Bot a 6 mesi con tassi in calo allo 0,492% dallo 0,594% di aprile; gli analisti avevano preventivato una discesa fino intorno allo 0,5%. Cresce poi la domanda, con un rapporto di copertura in rialzo a 1,70 da 1,61 precedente. Dopo l'esito dell'asta, lo spread, la differenza di rendimento tra Btp decennali e bund tedeschi, si stabilizza poco sotto quota 160 punti base, con i titoli italiani che rendono il 2,93%. In Germania, si è verificato il secondo "flop" in asta a breve distanza dal precedente: sui Bund a 30 anni c'è stato uno scoperto di 377 milioni, congelato dalla Bundesbank che lo rivenderà sul mercato secondario.
A Milano, Piazza Affari chiude le contrattazioni in rialzo dello 0,85%, mentre gli altri listini Ue sono di fatto invariati: Londra riesce a strappare il +0,09%, Francoforte segna -0,02% e Parigi sale dello 0,04%. Tra i singoli titoli milanesi si mette in evidenza Telecom Italia, dopo che da Goldman Sachs hanno rivisto al rialzo il proprio rating sull'azione dell'ex monopolista inserendola nella propria "convinction buy list", la selezione dei titoli vivamente suggeriti. Wall Street avanza debole, dopo l'andamento positivo registrato ieri (S&P500 a +0,6%) e nonostante i dati macroeconomici migliori delle attese e alla viva attività di fusioni e acquisizioni. Alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones cede lo 0,1%, lo S&P500 è invariato, mentre il Nasdaq arretra dello 0,2%. Negli Usa, intanto, l'indice Mba che misura le nuove richieste di mutui flette dell'1,2%.
Nuovo passo indietro dell'euro, che aggiorna i minimi a 3 mesi rispetto al biglietto verde con i riflettori del mercato sempre rivolti alla riunione della Bce del prossimo 5 giugno. Il cambio sul dollaro è sceso in questi minimi fino a un minimo a 1,3590. L'indebolimento dello yen ha spinto invece gli acquisti a Tokyo, che in mattinata ha recuperato lo 0,24%. Sul fronte delle materie prime, mentre in Europa terminano le contrattazioni il petrolio Wti segna un ribasso di mezzo punto percentuale a 103,6 dollari al barile, il Brent tratta debole sotto 110 dollari. Ennesimo segno meno per l'oro, che retrocede dello 0,6% a 1.257 dollari l'oncia.
In attesa di capire come i grandi d'Europa scioglieranno l'impasse, le Borse del Vecchio continente non prendono posizione e chiudono una giornata incolore. In Italia l'Istat ha pubblicato il rapporto sul Paese, che disegna un'Italia fuori dalla recessione ma ancora nella palude, mentre cala la fiducia delle imprese. Giornata intensa anche per l'Eurozona: migliora in maggio la fiducia di imprese e consumatori della zona con la moneta unica, con l'indice calcolato sul "sentimento economico" in aumento di 0,7 punti a 102,7 dopo la frenata di aprile, mentre nell'Ue a 28 Paesi l'incremento è stato più modesto (+0,2 punti a 106,5). Tra i singoli settori, meglio i consumatori e l'edilizia, ancora al ralenti il commercio. In Germania, poi, il tasso di disoccupazione a maggio è rimasto stabile al 6,7%, mentre in Francia le spese per consumi sono scese a aprile dello 0,3% deludendo le attese che erano per un progresson dello 0,5% (l'agenda dei mercati).
L'Italia nel frattempo continua a beneficiare dell'affermazione elettorale del Pd del premier Matteo Renzi che ha ottenuto quasi un plebiscito con oltre il 40% dei voti. Un risultato che dovrebbe garantire al governo la stabilità necessaria ad accelerare e portare avanti l'ambizioso piano di riforme, come sottolinea anche l'agenzia di rating Fitch nel commentare l'esito delle elezioni: è un evento positivo per il rating.
E così il Tesoro, dopo le buone aste di ieri, sfrutta l'ottimismo e colloca tutti i 6,5 miliardi di euro di Bot a 6 mesi con tassi in calo allo 0,492% dallo 0,594% di aprile; gli analisti avevano preventivato una discesa fino intorno allo 0,5%. Cresce poi la domanda, con un rapporto di copertura in rialzo a 1,70 da 1,61 precedente. Dopo l'esito dell'asta, lo spread, la differenza di rendimento tra Btp decennali e bund tedeschi, si stabilizza poco sotto quota 160 punti base, con i titoli italiani che rendono il 2,93%. In Germania, si è verificato il secondo "flop" in asta a breve distanza dal precedente: sui Bund a 30 anni c'è stato uno scoperto di 377 milioni, congelato dalla Bundesbank che lo rivenderà sul mercato secondario.
A Milano, Piazza Affari chiude le contrattazioni in rialzo dello 0,85%, mentre gli altri listini Ue sono di fatto invariati: Londra riesce a strappare il +0,09%, Francoforte segna -0,02% e Parigi sale dello 0,04%. Tra i singoli titoli milanesi si mette in evidenza Telecom Italia, dopo che da Goldman Sachs hanno rivisto al rialzo il proprio rating sull'azione dell'ex monopolista inserendola nella propria "convinction buy list", la selezione dei titoli vivamente suggeriti. Wall Street avanza debole, dopo l'andamento positivo registrato ieri (S&P500 a +0,6%) e nonostante i dati macroeconomici migliori delle attese e alla viva attività di fusioni e acquisizioni. Alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones cede lo 0,1%, lo S&P500 è invariato, mentre il Nasdaq arretra dello 0,2%. Negli Usa, intanto, l'indice Mba che misura le nuove richieste di mutui flette dell'1,2%.
Nuovo passo indietro dell'euro, che aggiorna i minimi a 3 mesi rispetto al biglietto verde con i riflettori del mercato sempre rivolti alla riunione della Bce del prossimo 5 giugno. Il cambio sul dollaro è sceso in questi minimi fino a un minimo a 1,3590. L'indebolimento dello yen ha spinto invece gli acquisti a Tokyo, che in mattinata ha recuperato lo 0,24%. Sul fronte delle materie prime, mentre in Europa terminano le contrattazioni il petrolio Wti segna un ribasso di mezzo punto percentuale a 103,6 dollari al barile, il Brent tratta debole sotto 110 dollari. Ennesimo segno meno per l'oro, che retrocede dello 0,6% a 1.257 dollari l'oncia.