Economia

Listini incerti con pagelle Ue, Milano +0,77%.
Azioni da record: il mercato vale 64mila mld

In attesa del board della Bce, che giovedì deciderà su tassi e misure straordinarie, le pagelle della Ue costringono Francia e Italia a nuovi interventi sulle riforme, ma concedono più tempo per il pareggio di bilancio. In calo il Pmi manifatturiero dell'Eurozona, mentre i dati buoni dalla Cina spingono Tokyo (+2%) ai massimi da due mesi. La Germania in deflazione

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MILANO - I mercati europei chiudono cauti, quasi sospesi in attesa della riunione della Bce, in programma il prossimo giovedì, mentre Wall Street ha perdite frazionali. Mario Draghi dovrà finalmente svelare il piano dell'Eurotower per contrastare la bassa inflazione, la forza dell'euro e dare un po' più di respiro alle economie sul difficile cammino della risalita. Gli analisti si aspettano un ulteriore taglio del costo del denaro, un passaggio in negativo dei tassi sui depositi e magari anche l'acquisto di dollari, per scalfire la robustezza (eccessiva) della moneta unica (Eurobarometro). A giocare per un intervento di Francoforte ci sono anche i dati odierni della Germania, con l'indice dei prezzi al consumo in calo dello 0,1% mensile a maggio e a +0,9% annuo. Era dal giugno del 2010 che i prezzi tedeschi non scendevano sotto una dinamica inflazionistica del +1%.

Il tema di giornata, però, sono le pagelle dell'Europa, con l'Italia e la Francia richiamate a spingere ulteriormente sulle riforme economiche, ottenendo però in cambio maggior tempo per raggiungere il pareggio di bilancio. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dice di non temere la pagella della Commissione Ue, nonostante fosse attesa l'ulteriore richiesta d'intervento su deficit e debito. Il premier preferisce puntare sulla necessità di accelerare le riforme, forte del mandato indiretto che gli è arrivato dall'affermazione elettorale alle ultime europee. Una vittoria che ha anche rasserenato il cielo sul settore obbligazionario, con il differenziale tra Btp e Bund tornato ai livelli minimi degli ultimi tempi.

Anche oggi lo spread si conferma stabile in area 160 punti base; il rendimento del titolo decennale italiano si attesta al 2,96%. Oltre alle raccomandazioni della Commissione sui conti pubblici, il menu odierno prevede i dati sugli indici Pmi manifatturieri, anticipatori del ciclo economico perché realizzati intervistando i direttori agli acquisti delle aziende. Le indicazioni a tal proposito non sono brillanti, visto che il Pmi manifatturiero dell'Eurozona cala a maggio a 52,2 punti, dal 53,4 di aprile, restando comunque oltre la soglia di 50 punti che separa la contrazione dall'espansione economica. Pesa soprattutto il dato francese, mentre l'Italia s'indebolisce ma resta in progresso (Agenda dei mercati).

Piazza Affari riprende il discorso positivo, dopo aver sfruttato l'effetto-elezioni per chiudere la migliore ottava del 2014, e il Ftse Mib riesce a chiudere in rialzo dello 0,77%. Bene la Popolare di Milano, che si porta in cima al listino principale e sfrutta l'onda lunga di attenzione seguita alla chiusura positiva dell'aumento di capitale da 500 milioni; sul fondo invece Stm, punita dal consiglio di vendita da parte degli analisti di Citigroup. Percorso inverso per Pirelli, che beneficia del passaggio da "sell" a "neutral" nel giudizio di Goldman Sachs. In ordine sparso gli altri mercati del Vecchio Continente: Londra termina gli scambi in rialzo dello 0,29%, mentre Francoforte sale dello 0,07% e Parigi scivola in terreno negativo dello 0,08%.

Wall Street chiude incerta. Il Dow Jones sale dello 0,16% a 16.743,50 punti, il Nasdaq perde lo 0,13% a 4.237,20 punti; lo S&P 500 avanza dello 0,1% a 1.924,9 punti: entrambi ritoccano i loro record.Gli investitori Usa scontano il ribasso dell'indice Ism manifatturiero, che è calato più delle attese a 53,2 punti a maggio. Sempre dagli Stati Uniti emerge che le spese per le costruzioni sono salite dello 0,2% ad aprile: sotto le aspettative ma comunque al top da 5 anni. In flessione il titolo Apple dopo la kermesse di San Francisco, che non ha regalato clamorose novità.

Dalla lettura del Pmi manifatturiero cinese avevano tratto spunti positivi gli investitori sui mercati asiatici: l'indice ufficiale manifatturiero è cresciuto a maggio a 50,8 da 50,4 di aprile (oltre la soglia di 50 indica espansione). Un segnale positivo che si accompagna al clima rialzista di questi ultimi giorni: le previsioni di un rimbalzo dell'economia Usa nel secondo trimestre (dopo un primo negativo ma soprattutto per le questioni climatiche), l'attesa di nuovi stimoli all'economia in Giappone, Europa e Cina - insieme a conti trimestrali positivi - secondo Bloomberg hanno spinto il valore globale delle azioni al record di 64mila miliardi di dollari durante la scorsa settimana. 

In mattinata la Borsa di Tokyo ha così raccolto tutte le indicazioni positive e ha chiuso una seduta sprint, anche grazie al raggiungimento di livelli record, venerdì scorso, da parte di Wall Street. L'indice Nikkei dei titoli guida nipponici ha segnato un rialzo di 303,54 punti (+2,07%) a 14.935,92 punti. A favorire gli acquisti sulla piazza nipponica anche l'indebolimento dello yen contro dollaro. L'euro chiude in lieve calo ma sempre sopra quota 1,36 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,3608 dollari e a 139,03 yen.

Quanto infine alle materie prime, alla chiusura dei mercati europei il petrolio a luglio inverte rotta e cede lo 0,2% a 102,5 dollari al barile, mentre l'oro ad agosto è praticamente invariato a 1.245 dollari l'oncia.