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Spread in picchiata sotto 135 punti.
Piazza Affari, sprint nel finale: +0,8%

Le mosse della Bce distendono ulteriormente la tensione sui titoli di Stato italiani, che arrivano a rendere meno del 2,7% sul mercato secondario. Listini azionari senza scossoni, ma Milano chiude al top dall'aprile del 2011 mentre il Dow Jones mette nel mirino 17mila punti. Domani i dati Istat sul Pil italiano

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MILANO - Sono i titoli di Stato italiani i protagonisti della giornata dei mercati, che - privi di spunti macroeconomici di rilievo - sfruttano ancora l'onda lunga della promessa di liquidità da parte della Bce. Lo spread, la differenza di rendimento tra i decennali italiani e tedeschi scivola a 132 punti base, ai minimi dalla metà di aprile 2011, prima dello scoppio della crisi del debito, con i Btp anni che rendono il 2,7% dopo essere scesi fino al 2,69%. Le mosse di Mario Draghi hanno portato un'ondata di acquisti sulla cosiddetta "periferia" dell'euro, a tal punto che i decennali italiani rendono come quelli del Regno Unito, mentre la Spagna è trattata dagli investitori come un emittente "più sicuro" degli Stati Uniti. Una contrazione dei rendimenti di buon auspicio in vista della due giorni di aste in programma dal Tesoro (l'agenda dei mercati). Mercoledì saranno offerti in asta 6,5 miliardi di titoli a un anno, mentre giovedì sarà la volta dei Btp a media e lunga durata: in tutto saranno al massimo 8,5 miliardi a tre, sette e 30 anni. Già nei giorni scorsi il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, aveva spiegato come il Paese sta cercando di trarre il massimo beneficio dalla riduzione dei tassi per rifinanziare il proprio debito.

Insomma il trend sul debito pubblico italiano resta un buon viatico in vista della revisione del giudizio di Moody's venerdì prossimo e nonostante la bocciatura di S&P della scorsa settimana: secondo l'agenzia di rating è ancora troppo presto per valutare l'impatto dell'azione di governo sui conti del Paese.

La giornata di oggi resta comunque priva di importanti spunti: l'attesa si sposta a domani, con i dati Istat sul Pil italiano, e a mercoledì con l'incontro tra il presidente della Bce, Mario Draghi, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel: Berlino vuole capire quali sono le intenzioni dell'Eutower dopo l'ultimo taglio dei tassi. A livello internazionale si segnala la crescita del Pil giapponese che nel primo trimestre segna un +1,6% grazie alle spese delle famiglie aumentate del 2,3% tra gennaio e marzo rispetto al periodo compreso tra ottobre a dicembre. A trainare la crescita, però, è stato l'anticipo di molti acquisti di beni durevoli prima che scattasse l'aumento (dal 5 all'8 per cento) dell'imposta sui consumi.

In questo contesto, a Milano, Piazza Affari sprinta nel finale con il Ftse Mib che chiude in rialzo dello 0,82%, tornando ai livelli dell'aprile 2011. Sotto i riflettori, ancora una volta, Mps con il via all'aumento di capitale e il titolo estremamente volatile. Nel resto d'Europa i listini chiudono senza particolari variazioni. Londra segna +0,24% finale, Francoforte sale dello 0,21% e Parigi aggiunge lo 0,17%.

Wall Street inizia la settimana in lieve rialzo dopo i record di venerdì: quando in Europa chiudono gli scambi, il Dow Jones sale dello 0,2% e mette nel mirino la soglia di 17mila punti, seguito dallo S&P500 (+0,15%), mentre il Nasdaq aggiunge lo 0,2%. Sulla Borsa americana si registra la particolarità di Apple: venerdì il titolo della Mela era scambiato a circa 650 dollari per azione, oggi ne vale poco meno di 93. Non si tratta, però, di un incredibile tracollo, ma dell'esito dello split azionario (sette titoli nuovi per uno vecchio) deciso a Cupertino. In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo sui massimi degli ultimi tre mesi con il Nikkei che ha guadagnato lo 0,31%. L'euro chiude in calo sotto quota 1,36 dollari, dopo le mosse della Bce che puntavano a indebolire la moneta unica: passa di mano a 1,3592 dollari, mentre il cambio con lo yen è a 139,34.

Sul fronte delle materie prime l'oro inizia l'ottava con il segno più dopo esser salito di quasi un punto percentuale nelle ultime cinque sedute: il future con consegna agosto sul metallo giallo passa di mano a 1.254,3 dollari l'oncia. Nei primi scambi a New York, anche il petrolio Wti viaggia in rialzo dello 0,80% rispetto alla precedente chiusura e tratta a 103,50 dollari al barile.