MILANO - "Ogni ulteriore investimento sarà valutato sulla base di un'attenta analisi dei ritorni economici e finanziari associati al piano industriale, della struttura societaria dell'accordo e della valorizzazione della nostra quota azionaria". Così l'amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, si è espresso sul dossier Alitalia, uno degli elementi centrali - insieme al percorso di quotazione e al piano industriale - portato oggi sul tavolo del consiglio di amministrazione. "Questi elementi sono in via di definizione e il nostro cda li valuterà appena saranno disponibili", ha aggiunto.
"Ho aggiornato il consiglio sul dossier Alitalia sulla base delle informazioni finora fornite dall'azienda sul negoziato con Etihad", ha spiegato Caio. "L'interesse di Poste Italiane è legato alle sinergie industriali e commerciali, soprattutto nel settore della logistica. L'alleanza di Alitalia con un partner industriale - ha aggiunto - crea le premesse per un suo rafforzamento".
Facendo il punto sulla situazione di Poste, di cui ha apprezzato nei primi tempi di lavoro il "patrimonio di valori e relazioni umane", il manager ha ricordato che "ci sono aree che necessitano una forte operazione di rilancio su cui il gruppo deve focalizzarsi. Nonostante il mondo della corrispondenza sia in flessione e il servizio universale fonte di perdite, negli ultimi tre anni il gruppo ha visto i ricavi postali decrescere al 12% annuo, un valore superiore alla media europea", ha riconosciuto. "Inoltre, a livello di consolidato di Gruppo, l'utile è rimasto costante in questi ultimi anni grazie a plusvalenze derivanti dal portafoglio di investimenti finanziari. I dati del primo quadrimestre 2014 confermano questo trend", ha aggiunto. "Purtroppo, a differenza di altri competitor, Poste Italiane ha perso terreno nell'unico settore in crescita (quello dei pacchi) dove, nonostante l'acquisizione di SDA più di 10 anni fa, la sua quota di mercato è oggi solo dell'8%. Parallelamente allo sviluppo degli altri business, dunque, il gruppo deve concentrarsi su posta e logisticainvestendo in qualità, tecnologia e innovazione. Proprio in queste areeabbiamo già avviato una serie di azioni di rilancio".
Sulla privatizzazione, Caio ha aggioranto il board: "In queste settimane abbiamo completato la selezione degli advisor, creato un team dedicato al coordinamento delle molte attività da completare prima della quotazione e definito una prima tabella di marcia per i prossimi mesi. Parte integrante di questa attività gestita con il Management è stata proprio la definizione del Piano Industriale, sul quale stiamo lavorando e che sarà presentato nelle prossime settimane". Resta il dubbio della tempistica, prevista dal governo entro il 2014: "Vista la dimensione e complessità del Gruppo e i tempi che sono stati necessari per altre privatizzazioni, le scadenze rappresentano una grande sfida, a cui non intendiamo sottrarci".
"Ho aggiornato il consiglio sul dossier Alitalia sulla base delle informazioni finora fornite dall'azienda sul negoziato con Etihad", ha spiegato Caio. "L'interesse di Poste Italiane è legato alle sinergie industriali e commerciali, soprattutto nel settore della logistica. L'alleanza di Alitalia con un partner industriale - ha aggiunto - crea le premesse per un suo rafforzamento".
Facendo il punto sulla situazione di Poste, di cui ha apprezzato nei primi tempi di lavoro il "patrimonio di valori e relazioni umane", il manager ha ricordato che "ci sono aree che necessitano una forte operazione di rilancio su cui il gruppo deve focalizzarsi. Nonostante il mondo della corrispondenza sia in flessione e il servizio universale fonte di perdite, negli ultimi tre anni il gruppo ha visto i ricavi postali decrescere al 12% annuo, un valore superiore alla media europea", ha riconosciuto. "Inoltre, a livello di consolidato di Gruppo, l'utile è rimasto costante in questi ultimi anni grazie a plusvalenze derivanti dal portafoglio di investimenti finanziari. I dati del primo quadrimestre 2014 confermano questo trend", ha aggiunto. "Purtroppo, a differenza di altri competitor, Poste Italiane ha perso terreno nell'unico settore in crescita (quello dei pacchi) dove, nonostante l'acquisizione di SDA più di 10 anni fa, la sua quota di mercato è oggi solo dell'8%. Parallelamente allo sviluppo degli altri business, dunque, il gruppo deve concentrarsi su posta e logisticainvestendo in qualità, tecnologia e innovazione. Proprio in queste areeabbiamo già avviato una serie di azioni di rilancio".
Sulla privatizzazione, Caio ha aggioranto il board: "In queste settimane abbiamo completato la selezione degli advisor, creato un team dedicato al coordinamento delle molte attività da completare prima della quotazione e definito una prima tabella di marcia per i prossimi mesi. Parte integrante di questa attività gestita con il Management è stata proprio la definizione del Piano Industriale, sul quale stiamo lavorando e che sarà presentato nelle prossime settimane". Resta il dubbio della tempistica, prevista dal governo entro il 2014: "Vista la dimensione e complessità del Gruppo e i tempi che sono stati necessari per altre privatizzazioni, le scadenze rappresentano una grande sfida, a cui non intendiamo sottrarci".