Economia

Riparte l'industria cinese, s'indebolisce l'Ue.
Borse in rosso, a Milano occhi su Mediaset

L'indice Pmi manifatturiero del colosso asiatico segna la prima espansione dell'anno e sorprende gli analisti, che si aspettavano ancora stagnazione. In Europa battuta d'arresto inaspettata: male la Francia, risale la Germania. A Piazza Affari pesa lo stacco di alcune cedole. Spread stabile in lieve calo. La Lega calcio è riunita per l'assegnazione dei diritti tv

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MILANO - Un'espansione a sorpresa del settore manifatturiero cinese mette di buon umore i listini asiatici, mentre quelli europei vanno in rosso in scia ai dati del Vecchio Continente; resta più attardata Piazza Affari, sulla quale pesa in parte anche l'effetto dello stacco di alcune cedole importanti. L'indice Pmi manifatturiero cinese, secondo la stima preliminare misurata da Hsbc, è salito, a giugno, a 50,8 dai 49,4 di maggio, ai massimi da sette mesi. E' la prima volta quest'anno che l'indice sale sopra la soglia dei 50 punti, un valore che indica espansione dell'economia. In Europa gli indicatori sono a luci e ombre: in Francia i dati deludono le attese con un calo per indice dei servizi, manifatturiero e composito; in Germania, invece, l'indice Pmi della manifattura torna a salire a 52,4 punti, mentre lima qualcosa quello dei servizi (l'agenda dei mercati). Nel complesso della zona euro, l'indice Pmi manifatturiero scende inaspettatamente a 51,9 a giugno, al minimo da 7 mesi.

A livello internazionale, restano elementi di tensione legati in particolare alla situazione dell'Argentina, che rischia un nuovo clamoroso default, e all'instabilità politica di Iran e Ucraina, che hanno risvolti soprattutto sulle materie prime energetiche visto il ruolo di primo piano che svolgono rispettivamente sullo scacchiere del petrolio e del gas.

Dopo i dati sull'industria si ampliano i ribassi dei listini: Milano chiude in calo dell'1,33% e resta attardata rispetto agli altri anche a causa dello stacco dei dividendi di sei blue chip (Terna, Enel, A2a, Exor, St e Moncler) che pesa per lo 0,41% sull'indice principale. Allineate le altre piazze Ue: Francoforte arretra dello 0,66%, Parigi dello 0,57% e Londra dello 0,36%. A Piazza Affari si guarda a Mediaset: la Lega Calcio è riunita per l'assegnazione dei diritti tv per la Serie A e nella gara tra il Biscione e Sky potrebbero essere necessari i tempi supplementari, ma di carattere giudiziario, per sbrogliare la matassa delle immagini dei gol. Non a caso il colosso di Murdoch ha presentato pure una diffida. Da monitorare anche l'andamento di Bper, che fa partire l'aumento da 750 milioni a 5,14 euro: il titolo è in netto ribasso, insieme a tutto il comparto del credito. Tra i positivi si segnala Telecom Italia Media, che ha siglato l'accordo con Sky per l'affitto di cinque canali digitali terrestri.

Wall Street prosegue gli scambi incerta, con gli investitori che da un lato digeriscono i record visti venerdì scorso e dall'altro ponderano i dati sul settore immobiliare: a maggio la vendita di case esistenti è salita del 4,9%, con un tasso annualizzato di 4,89 milioni di unità contro le attese per 4,7 milioni. Alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones cede lo 0,2%, mentre lo S&P 500 e il Nasdaq arretrano dello 0,1%. Prima dei dati sull'immobiliare, negli Usa è stato pubblicato l'indice dell'attività aziendale della Fed di Chicago, migliorato a maggio da -0,15 a +0,21 punti. Cresce oltre le attese l'indice Pmi manifatturiero Usa, elaborato da Markit: la lettura preliminare vede l'indice a quota 57,5 punti dai 56,4 del mese precedente e con il consensus fermo a 56,5 punti.

Ha chiuso in lieve rialzo la Borsa di Tokyo, trainata anche dalla buona tenuta di wall street che venerdì ha battuto nuovi record e dalla ripresa del dollaro. Al termine degli scambi, l'indice Nikkei dei titoli guida ha chiuso a +0,13% a 15.369,28 punti, il livello più alto di chiusura da quattro mesi e mezzo. Il più ampio indice Topix al contrario ha ceduto lo 0,11%.

L'euro chiude sotto quota 1,36 dollari, sulla scia dei dati dell'indice Pmi dell'Eurozona, che rallenta a sorpresa a giugno: la moneta europea passa di mano a 1,3593 dollari, euro/yen a 138,50 e dollaro/yen a 101,90. Avvio settimanale relativamente tranquillo dal fronte titoli di Stato. Lo spread, ossia il differenziale tra i rendimenti del Btp e del Bund tedesco, scende sotto la soglia dei 160 punti, a quota 158 punti. Poco mosso anche il rendimento del Btp decennale, al 2,9%. Dopo la crescita dei prezzi sui mercati asiatici, in scia alla a crisi irachena, il petrolio ad agosto cede lo 0,22% a 106,59 dollari al barile, l'oro con la stessa scadenza scivola dello 0,05% a 1.316 dollari l'oncia.