Borse europee deboli, Milano in rosso.
Lo spread torna in area 160 punti base
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERI
Gli investitori non trovano spunti per tornare agli acquisti dopo le recenti correzioni. L'inflazione dell'Eurozona si stabilizza a giugno, ma frena nettamente in Italia. I dati condizioneranno la riunione della Bce giovedì prossimo: Mario Draghi non lancerà nuove iniziative almeno fino a fine anno, ma sarà interessante capire che lettura darà della situazione economica contingente. Piazza Affari chiude in rosso dello 0,17%
MILANO - Le Borse chiudono un trimestre di timidi rialzi condizionati dalle tensioni internazionali, dall'Iraq alla Russia. In Medio Oriente calano le preoccupazioni per uno stop alla produzione di petrolio, ma il Paese resta diviso tra ribelli sunniti e forze governative. Mosca e Kiev vivono una fase di stallo, ma la Russia resta nel mirino dell'Occidente che non gradisce la sua ingerenze sui paesi vicini. A cominciare proprio dall'Ucraina, snodo fondamentale per la distribuzione del gas in Europa. Anche per questo motivi, nelle ultime settimane, i listini hanno ridotto i guadagni. Il contesto resta comunque positivo, eccetto per Milano che dopo aver raggiunto i massimi dal 2011 a inizio giugno, ha iniziato una lenta correzione.
Gli investitori cercano spunti per il rimbalzo, ma dall'inflazione dell'Eurozona non arrivano segnali di ripresa. Ne sarà condizionata la riunione della Bce giovedi prossimo: Mario Draghi non lancerà nuove iniziative almeno fino a fine anno, ma …
Gli investitori cercano spunti per il rimbalzo, ma dall'inflazione dell'Eurozona non arrivano segnali di ripresa. Ne sarà condizionata la riunione della Bce giovedi prossimo: Mario Draghi non lancerà nuove iniziative almeno fino a fine anno, ma …
MILANO - Le Borse chiudono un trimestre di timidi rialzi condizionati dalle tensioni internazionali, dall'Iraq alla Russia. In Medio Oriente calano le preoccupazioni per uno stop alla produzione di petrolio, ma il Paese resta diviso tra ribelli sunniti e forze governative. Mosca e Kiev vivono una fase di stallo, ma la Russia resta nel mirino dell'Occidente che non gradisce la sua ingerenze sui paesi vicini. A cominciare proprio dall'Ucraina, snodo fondamentale per la distribuzione del gas in Europa. Anche per questo motivi, nelle ultime settimane, i listini hanno ridotto i guadagni. Il contesto resta comunque positivo, eccetto per Milano che dopo aver raggiunto i massimi dal 2011 a inizio giugno, ha iniziato una lenta correzione.
Gli investitori cercano spunti per il rimbalzo, ma dall'inflazione dell'Eurozona non arrivano segnali di ripresa. Ne sarà condizionata la riunione della Bce giovedi prossimo: Mario Draghi non lancerà nuove iniziative almeno fino a fine anno, ma sarà interessante capire che letturà darà della situazione economica contingente. I dati sui prezzi sono stabili nella zona della moneta unica, mentre in Italia c'è un nuovo rallentamento: l'Eurotower deve fare i conti con la situazione di alcuni Paesi ormai già prossimi alla deflazione. Domani, intanto, si apre il semestre di presidenza Ue dell'Italia (l'agenda dei mercati). Intanto si registra il calo delle vendite al dettaglio in Germania, dove a maggio sono scese dello 0,6%. Il dato è sotto le previsioni che stimavano una crescita dello 0,8% su mese. Dall'inizio dell'anno la tendenza registrata dalle vendite al dettaglio è comunque positiva: tra gennaio e maggio il fatturato dei venditori al dettaglio è cresciuto dell'1,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Negli Stati Uniti delude l'indice Pm di Chicago, che è sceso in giugno a 62,6 punti da 65,5 in maggio, restando comunque ampiamente sopra i 50 punti che separano la contrazione e l'espansione economica. Crescono invece del 6,1% i compromessi per l'acquisto di case, al top da 8 mesi (gli analisti si aspettavano un incremento dell'1,5%, dopo il -5,2% di maggio). L'indice delle attività manifatturiere della Fed di Dallas, invece, è salito in giugno a 15,5 punti da 11 punti in maggio.
In questo contesto i listini Ue terminano gli scambi poco mossi: Milano riesce a contenere le perdite e chiude a -0,17%, in linea con le altre Borse europee. Londra cede lo 0,2% finale, Parigi lascia sul terreno lo 0,32, mentre Francoforte riesce a spuntare una crescita dello 0,18%. A Piazza Affari si mette in evidenza Enel, che sfrutta il giudizio positivo da parte degli analisti di Ubs, mentre soffre il Banco Popolare dopo lo stop alla cessione della controllata Release. Vola il titolo della Roma nel giorno dell'avvio per l'aumento di capitale da 100 milioni del club capitolino.
Pure Wall Street è stata poco mossa, dopo aver chiuso la seconda settimana consecutiva di leggeri ribassi. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,15% chiudendo a 16.826,60, il Nasdaq ha guadagnato lo 0,23% a 4.408,18 punti e l'indice S&P 500 ha lasciato sul terreno lo 0,04% a 1.960,23 punti. Per i listini americani, nonostante la recente debolezza, il terzo trimestre in via di chiusura è il migliore dal 2009.
L'euro chiude in rialzo, per i timori sulla tenuta della ripresa Usa. La moneta europea passa di mano a 1,3690, dopo aver toccato 1,3697 dollari, sul filo di quota 1,37. Torna ad ampliarsi lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, che si muove in area 160 punti: i titoli italiani dopo i collocamenti record della scorsa settimana sono scambiati sul mercato secondario con un tasso del 2,84%.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in rialzo dello 0,44%, nonostante il rafforzamento dello yen che ha tenuto sotto pressione i titoli legati all'export. A contribuire agli acquisti sul listino nipponico è stato il dato sulla produzione industriale a maggio salita dello 0,5% , il primo rialzo da due mesi. L'indice Nikkei ha guadagnato 67,10 punti, a quota 15.162,10. Il più ampio indice Topix ha concluso la seduta in progresso dello 0,75% a 1.262,56 punti. Piuttosto dinamici gli scambi con 2,1 miliardi di titoli passati di mano.
Sul fronte delle materie prime, quando in Europa chiudono gli scambi l'oro ad agosto segna un -0,1% a 1.318 dollari l'oncia. In discesa anche il petrolio: dopo un giugno di rialzi calano i timori per un blocco della produzione in Iraq, principalmente concentrata in aree non conquistate dai miliziani dell'Isis. Il greggio ad agosto è in ribasso dello 0,35% a 105,35 dollari al barile.
Gli investitori cercano spunti per il rimbalzo, ma dall'inflazione dell'Eurozona non arrivano segnali di ripresa. Ne sarà condizionata la riunione della Bce giovedi prossimo: Mario Draghi non lancerà nuove iniziative almeno fino a fine anno, ma sarà interessante capire che letturà darà della situazione economica contingente. I dati sui prezzi sono stabili nella zona della moneta unica, mentre in Italia c'è un nuovo rallentamento: l'Eurotower deve fare i conti con la situazione di alcuni Paesi ormai già prossimi alla deflazione. Domani, intanto, si apre il semestre di presidenza Ue dell'Italia (l'agenda dei mercati). Intanto si registra il calo delle vendite al dettaglio in Germania, dove a maggio sono scese dello 0,6%. Il dato è sotto le previsioni che stimavano una crescita dello 0,8% su mese. Dall'inizio dell'anno la tendenza registrata dalle vendite al dettaglio è comunque positiva: tra gennaio e maggio il fatturato dei venditori al dettaglio è cresciuto dell'1,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Negli Stati Uniti delude l'indice Pm di Chicago, che è sceso in giugno a 62,6 punti da 65,5 in maggio, restando comunque ampiamente sopra i 50 punti che separano la contrazione e l'espansione economica. Crescono invece del 6,1% i compromessi per l'acquisto di case, al top da 8 mesi (gli analisti si aspettavano un incremento dell'1,5%, dopo il -5,2% di maggio). L'indice delle attività manifatturiere della Fed di Dallas, invece, è salito in giugno a 15,5 punti da 11 punti in maggio.
In questo contesto i listini Ue terminano gli scambi poco mossi: Milano riesce a contenere le perdite e chiude a -0,17%, in linea con le altre Borse europee. Londra cede lo 0,2% finale, Parigi lascia sul terreno lo 0,32, mentre Francoforte riesce a spuntare una crescita dello 0,18%. A Piazza Affari si mette in evidenza Enel, che sfrutta il giudizio positivo da parte degli analisti di Ubs, mentre soffre il Banco Popolare dopo lo stop alla cessione della controllata Release. Vola il titolo della Roma nel giorno dell'avvio per l'aumento di capitale da 100 milioni del club capitolino.
Pure Wall Street è stata poco mossa, dopo aver chiuso la seconda settimana consecutiva di leggeri ribassi. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,15% chiudendo a 16.826,60, il Nasdaq ha guadagnato lo 0,23% a 4.408,18 punti e l'indice S&P 500 ha lasciato sul terreno lo 0,04% a 1.960,23 punti. Per i listini americani, nonostante la recente debolezza, il terzo trimestre in via di chiusura è il migliore dal 2009.
L'euro chiude in rialzo, per i timori sulla tenuta della ripresa Usa. La moneta europea passa di mano a 1,3690, dopo aver toccato 1,3697 dollari, sul filo di quota 1,37. Torna ad ampliarsi lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, che si muove in area 160 punti: i titoli italiani dopo i collocamenti record della scorsa settimana sono scambiati sul mercato secondario con un tasso del 2,84%.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in rialzo dello 0,44%, nonostante il rafforzamento dello yen che ha tenuto sotto pressione i titoli legati all'export. A contribuire agli acquisti sul listino nipponico è stato il dato sulla produzione industriale a maggio salita dello 0,5% , il primo rialzo da due mesi. L'indice Nikkei ha guadagnato 67,10 punti, a quota 15.162,10. Il più ampio indice Topix ha concluso la seduta in progresso dello 0,75% a 1.262,56 punti. Piuttosto dinamici gli scambi con 2,1 miliardi di titoli passati di mano.
Sul fronte delle materie prime, quando in Europa chiudono gli scambi l'oro ad agosto segna un -0,1% a 1.318 dollari l'oncia. In discesa anche il petrolio: dopo un giugno di rialzi calano i timori per un blocco della produzione in Iraq, principalmente concentrata in aree non conquistate dai miliziani dell'Isis. Il greggio ad agosto è in ribasso dello 0,35% a 105,35 dollari al barile.