Economia

Le Borse chiudono in rosso dopo il rally.
Milano perde il 2,2%, spread a 163

Pubblicato il Beige Book: l'economia si sta riprendendo bene dopo la debolezza di inizio anno. I tassi potrebbero tornare a salire prima del previsto. Giù Piazza Affari, che peggiora dopo la notizia dell'aereo malese precipitato. Piatta Tokyo, in rosso anche Wall Street. L'euro sotto quota 1,36 contro il dollaro

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MILANO - Seduta in calo per le Borse europee all'indomani del rally che le ha viste protagoniste con Piazza Affari in testa, mentre si stabilizza la situazione sul fronte obbligazionario. Nella notte si sono sopiti i venti d'ottimismo alimentati, in Europa, dalle rassicurazioni sulla situazione del Banco Espirito Santo in Portogallo, che oggi vive un'altra giornata difficile in Borsa. D'altra parte oggi non ci sono grandi temi sul mercato, mentre ieri è stato pubblicato il Beige Book della Fed dal quale emerge come, nel complesso, l'economia americana si stia riprendendo bene dopo la debolezza di inizio anno. Motivo per cui la Federal Reserve potrebbe far salire il prezzo del denaro prima del previsto, a patto che venga raggiunto l'obiettivo occupazionale.

Sul versante macroeconomico si registrano i buoni risultati del mercato europeo dell'auto che cresce a giugno del 4,3% sullo stesso mese 2013: le immatricolazioni nei 28 Paesi Ue più i 3 Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera) sono state 1.230.363. Nei sei mesi sono il 6,2% in più (6.851.552). I dati sono di Acea, l'associazione delle case europee. In Italia, invece, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha espresso la massima cautela nei confronti del ritmo della ripresa riferendo in Parlamento, dove ha anche assicurato che il bonus Irpef da 80 euro sarà permanente. Eurostat ha rilevato per maggio un calo dell'1,5% della produzione nel settore delle costruzioni nell'Eurozona, che diventa un -1,6% nella Ue; confermata poi l'inflazione allo 0,5% a giugno nell'area della moneta unica. Negli Stati Uniti, infine, vanno peggio delle attese i nuovi cantieri, che calano del 9,3% a giugno, mentre superano le aspettative le richieste di sussidi per la disoccupazione, calate di 3mila unità a quota 302mila. A luglio, l'indice Fed di Philadelphia sale a 23,9 punti, anche in questo caso meglio del previsto.

In questo contesto a Milano Piazza Affari, che ieri ha corso più di tutti al +3%, amplia le perdite nella seconda parte della seduta, con il peggiorare di Wall Street, e finisce col perdere il 2,21%. La chiusura ai minimi di giornata si spiega anche con la notizia dell'aereo malese abbattuto tra Ucraina e Russia. Tengono meglio le altre Borse Ue, anche se il rosso domina ovunque: Parigi -1,21%, Francoforte -1,07% e Londra -0,68%. Grande pressione sul titolo Telecom Italia dopo il collocamento di un convertendo da parte di Telefonica: la quota degli spagnoli scenderà sotto il 9%. Reazione positiva da parte di Fiat ai dati sul mercato auto Ue, mentre Yoox scatta in testa al listino grazie alla promozione di JP Morgan, che ha posto il prezzo obiettivo a 25 euro. Aumentano le vendite su Wall Street, con i listini tutti in rosso: il Dow Jones perde lo 0,94% a 16.976,94 punti, il Nasdaq cede l'1,41% a 4.363,45 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,2% a 1.958,2 punti.

L'euro è stabile a 1,3525 dollari in chiusura, non lontano dai livelli di ieri sera dopo la chiusura delle borse americane. Contro lo yen la moneta unica passa di mano a 137,24, mentre contro la sterlina tocca i minimi da due anni. Lo spread si stabilizza a 163 punti base, con il rendimento dei Btp decennali che rendono poco meno del 2,8%. Chiusura piatta, questa mattina, per la Borsa di Tokyo. La seduta era partita in rialzo sulla scia di Wall Street ma il rafforzamento dello yen ha poi distolto gli investitori dagli acquisti. L'indice Nikkei cede lo 0,06% a 15.370,26 punti, il Topix sull'intero listino lima uno 0,02% a 1.273,38 punti.

Passato l'effetto ribassista innescato dal ritorno della produzione libica sul mercato, tornano a crescere le quotazioni del Brent. Quando le contrattazioni a Wall Street sono ormai avviate, il future con consegna settembre avanza dello 0,41% a 107,6 dollari il barile. Segno più anche per il benchmark statunitense, il Wti, che anche in scia delle indicazioni arrivate ieri dagli stock guadagna l'1,4% a 102,6 dollari portando il guadagno delle ultime due sedute a circa 2,6 dollari. L'oro con scadenza ad agosto guadagna lo 0,4% a 1.305 dollari l'oncia.