MILANO - La crescita dell'economia cinese, sostenuta da misure mirate di rilancio, accelera oltre le aspettative degli analisti, portando il colosso asiatico a registrare un +7,5% annuo nel secondo trimestre: si tratta del livello auspicato da Pechino per l'intero 2014. Non è l'unica rilevazione proveniente dalla Cina, dove la produzione industriale è aumentata in giugno del 9,2% tendenziale, con un rialzo ampio rispetto al mese precedente; ancora, le vendite al dettaglio il mese scorso sono cresciute del 12,4% tendenziale, con un ritmo in leggero rallentamento, mentre gli investimenti in capitale fisso sono aumentati del 17,3% nel primo trimestre dell'anno.
Si tratta di dati che confortano gli investitori, impegnati ancora a soppesare le parole di Janet Yellen di ieri sulla ripresa Usa e le scelte monetarie della Fed. Il numero uno della Banca centrale Usa ha spiegato al Congresso che la ripresa economica è ancora troppo debole e che necessita quindi di supporto, ma ha ricordato anche che un miglioramento significativo del mercato del lavoro aprirebbe a un innalzamento dei tassi anticipato. Su quest'ultima affermazione si sono catalizzati i timori degli investitori abituati alla liquidità facile, ma a ben vedere il discorso di Yellen pare improntato più che altro alla prudenza; ci sarà da monitorare - suggeriscono gli analisti - anche da vicino il tasso d'inflazione, che sta accelerando e una volta avvicinato il 2% obiettivo della Fed potrebbe rappresentare il segnale di un cambiamento della politica monetaria. Oggi alla Camera ha ribaduto il suo "ottimismo" sulla ripresa, ma ha ricordato che i target su prezzi e lavoro non sono ancora stati centrati.
L'agenda dei mercati si caratterizza poi per i dati sulla bilancia commerciale dell'Eurozona, dove il surplus verso il resto del mondo a maggio è risultato pari a 15,4 miliardi rispetto ai 14,6 miliardi del 2013, mentre in Italia si registra un buon andamento dell'export. Positivi i dati della Gran Bretagna sul mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione trimestrale a maggio è sceso al 6,5%, mentre le richieste di giugno si sono attestate al 3,1%. Il Consiglio dei Capi di Stato e Governo dell'Unione europea si riunisce per prendere atto della fiducia del Parlamento Ue a Jean Claude Juncker, anche se resta aperta la sfida sul ministro degli Esteri di Bruxelles. Folta la schiera di dati Usa in arrivo nella seconda parte della giornata: si parte con le richieste di nuovi mutui, calate del 3,6% nell'ultima settimana, per procedere con la crescita dello 0,4% dei prezzi alla produzione di giugno, dato superiore alle attese. Delude le previsioni invece la produzione industriale, che a giugno è salita dello 0,2% contro un'attesa dello 0,3%. Prosegue intanto la stagione delle trimestrali, che vede oggi protagonisti BofA, BlackRock ed eBay tra gli altri.
Segnali positivi anche dall'Ocse: dopo due trimestri consecutivi di stabilità, nei primi tre mesi del 2014 il tasso di occupazione nell'Eurozona è aumentato di 0,2 punti percentuali al 63,8%, pur restando inferiore di oltre due punti ai livelli pre crisi. In Italia, il tasso di occupazione è rimasto stabile per il terzo trimestre consecutivo al 55,5%, 3,3 punti in meno rispetto ai livelli del 2008.
Sulla scorta di queste indicazioni le Borse europee hanno trattato in netto recupero dopo la recente debolezza Milano ha chiuso in maglia rosa con un guadagno del 3,17%. Parigi ha segnato un rialzo dell'1,48%, in linea con Francoforte (+1,44%), mentre Londra ha aggiunto l'1,11%. A Piazza Affari è stata protagonista Gtech, la ex Lottomatica, che ha concluso una maxi-acquisizione a Las Vegas per 4,7 miliardi di euro. Sofferenza invece per il titolo della Juventus, che sconta l'addio a sorpresa di Antonio Conte. In cima al listino è schizzata Telecom Italia, che ha sfruttato il rilancio del risiko del settore: Wind e 3 Italia sarebbero finalmente vicine a convolare a nozze. Resta alta l'attenzione sul comparto bancario, ancora in scia alle difficoltà del Banco Espirito Santo in Portogallo. Oggi è emerso che Rioforte, holding del gruppo portoghese Espirito Santo, non ha rimborsato un debito di 847 milioni con Portugal Telecom in scadenza martedì 15 luglio e nei prossimi giorni chiederà di essere ammessa ad una procedura di amministrazione controllata.
Bene Wall Street con il Dow Jones che sale dello 0,24% e il Nasdaq che avanza dello 0,56% alla chiusura dei mercati europei. Proprio nel settore tech si registra oggi la storica intesa tra Apple e Ibm per sviluppare applicazioni per clienti business. Lo spread tra Btp e Bund registra comunque un lieve ribasso. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si attesta a 162 punti base dai 164 registrati ieri in chiusura. Il rendimento del Btp decennale è al 2,82%. Le parole di Yellen e la debolezza della ripresa europea, testimoniata ieri dal terzo calo della fiducia delle imprese tedesche, si fanno sentire sul fronte valutario. L'euro si mantiene in chiusura sotto quota 1,36 contro il dollaro a 1,3535 dopo avere raggiunto un massimo di giornata a 1,3574. La moneta unica passa di mano a 137,58 con lo yen.
In mattinata i principali listini asiatici hanno trattato piatti; la Borsa di Tokyo ha chiuso in lieve ribasso una seduta incolore, dominata da un atteggiamento attendista da parte degli investitori in vista dell'avvio, dalla prossima settimana, della pubblicazione dei risultati trimestrali delle grandi conglomerate quotate. L'indice Nikkei dei 225 titoli guida ha chiuso a 15.379,30 punti, in calo di 15,86 punti (-0,1%) dopo il lieve recupero registrato alla vigilia. Scarsi i volumi di scambi con circa 1,8 miliardi di azioni passate di mano.
In rialzo il prezzo del petrolio: il future agosto sul Wti guadagna un punto percentuale a 100,99 dollari al barile. L'oro avanza dello 0,22% a 1.299 dollari l'oncia.
Si tratta di dati che confortano gli investitori, impegnati ancora a soppesare le parole di Janet Yellen di ieri sulla ripresa Usa e le scelte monetarie della Fed. Il numero uno della Banca centrale Usa ha spiegato al Congresso che la ripresa economica è ancora troppo debole e che necessita quindi di supporto, ma ha ricordato anche che un miglioramento significativo del mercato del lavoro aprirebbe a un innalzamento dei tassi anticipato. Su quest'ultima affermazione si sono catalizzati i timori degli investitori abituati alla liquidità facile, ma a ben vedere il discorso di Yellen pare improntato più che altro alla prudenza; ci sarà da monitorare - suggeriscono gli analisti - anche da vicino il tasso d'inflazione, che sta accelerando e una volta avvicinato il 2% obiettivo della Fed potrebbe rappresentare il segnale di un cambiamento della politica monetaria. Oggi alla Camera ha ribaduto il suo "ottimismo" sulla ripresa, ma ha ricordato che i target su prezzi e lavoro non sono ancora stati centrati.
L'agenda dei mercati si caratterizza poi per i dati sulla bilancia commerciale dell'Eurozona, dove il surplus verso il resto del mondo a maggio è risultato pari a 15,4 miliardi rispetto ai 14,6 miliardi del 2013, mentre in Italia si registra un buon andamento dell'export. Positivi i dati della Gran Bretagna sul mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione trimestrale a maggio è sceso al 6,5%, mentre le richieste di giugno si sono attestate al 3,1%. Il Consiglio dei Capi di Stato e Governo dell'Unione europea si riunisce per prendere atto della fiducia del Parlamento Ue a Jean Claude Juncker, anche se resta aperta la sfida sul ministro degli Esteri di Bruxelles. Folta la schiera di dati Usa in arrivo nella seconda parte della giornata: si parte con le richieste di nuovi mutui, calate del 3,6% nell'ultima settimana, per procedere con la crescita dello 0,4% dei prezzi alla produzione di giugno, dato superiore alle attese. Delude le previsioni invece la produzione industriale, che a giugno è salita dello 0,2% contro un'attesa dello 0,3%. Prosegue intanto la stagione delle trimestrali, che vede oggi protagonisti BofA, BlackRock ed eBay tra gli altri.
Segnali positivi anche dall'Ocse: dopo due trimestri consecutivi di stabilità, nei primi tre mesi del 2014 il tasso di occupazione nell'Eurozona è aumentato di 0,2 punti percentuali al 63,8%, pur restando inferiore di oltre due punti ai livelli pre crisi. In Italia, il tasso di occupazione è rimasto stabile per il terzo trimestre consecutivo al 55,5%, 3,3 punti in meno rispetto ai livelli del 2008.
Sulla scorta di queste indicazioni le Borse europee hanno trattato in netto recupero dopo la recente debolezza Milano ha chiuso in maglia rosa con un guadagno del 3,17%. Parigi ha segnato un rialzo dell'1,48%, in linea con Francoforte (+1,44%), mentre Londra ha aggiunto l'1,11%. A Piazza Affari è stata protagonista Gtech, la ex Lottomatica, che ha concluso una maxi-acquisizione a Las Vegas per 4,7 miliardi di euro. Sofferenza invece per il titolo della Juventus, che sconta l'addio a sorpresa di Antonio Conte. In cima al listino è schizzata Telecom Italia, che ha sfruttato il rilancio del risiko del settore: Wind e 3 Italia sarebbero finalmente vicine a convolare a nozze. Resta alta l'attenzione sul comparto bancario, ancora in scia alle difficoltà del Banco Espirito Santo in Portogallo. Oggi è emerso che Rioforte, holding del gruppo portoghese Espirito Santo, non ha rimborsato un debito di 847 milioni con Portugal Telecom in scadenza martedì 15 luglio e nei prossimi giorni chiederà di essere ammessa ad una procedura di amministrazione controllata.
Bene Wall Street con il Dow Jones che sale dello 0,24% e il Nasdaq che avanza dello 0,56% alla chiusura dei mercati europei. Proprio nel settore tech si registra oggi la storica intesa tra Apple e Ibm per sviluppare applicazioni per clienti business. Lo spread tra Btp e Bund registra comunque un lieve ribasso. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si attesta a 162 punti base dai 164 registrati ieri in chiusura. Il rendimento del Btp decennale è al 2,82%. Le parole di Yellen e la debolezza della ripresa europea, testimoniata ieri dal terzo calo della fiducia delle imprese tedesche, si fanno sentire sul fronte valutario. L'euro si mantiene in chiusura sotto quota 1,36 contro il dollaro a 1,3535 dopo avere raggiunto un massimo di giornata a 1,3574. La moneta unica passa di mano a 137,58 con lo yen.
In mattinata i principali listini asiatici hanno trattato piatti; la Borsa di Tokyo ha chiuso in lieve ribasso una seduta incolore, dominata da un atteggiamento attendista da parte degli investitori in vista dell'avvio, dalla prossima settimana, della pubblicazione dei risultati trimestrali delle grandi conglomerate quotate. L'indice Nikkei dei 225 titoli guida ha chiuso a 15.379,30 punti, in calo di 15,86 punti (-0,1%) dopo il lieve recupero registrato alla vigilia. Scarsi i volumi di scambi con circa 1,8 miliardi di azioni passate di mano.
In rialzo il prezzo del petrolio: il future agosto sul Wti guadagna un punto percentuale a 100,99 dollari al barile. L'oro avanza dello 0,22% a 1.299 dollari l'oncia.