MILANO - Le tensioni geopolitiche la fanno da padrone sui mercati. I listini azionari vivono nell'incertezza, dall'Asia all'Europa, mentre prendono corpo le operazioni di terra dell'esercito israeliano all'interno della Striscia di Gaza e sale la tensione tra Russia e Ucraina, dopo l'abbattimento di un aereo con quasi 300 passeggeri sui cieli al confine tra i due Stati. "Il rischio geopolitico in Ucraina e Medio Oriente fa cambiare l'atteggiamento degli investitori: la gente non pensa più che il mercato azionario sia un porto sicuro, piuttosto preferisce le obbligazioni", spiega Kim Youngsung, a capo degli investimenti per conto del fondo pensione governativo Sudcoreano, intervistato da Bloomberg. In effetti, subito dopo la notizia dell'abbattimento del Boeing 777 della Malaysian Airline, partito da Amsterdam per Kuala Lumpur, ieri le Borse europee hanno ampliato il rosso; oggi sono invece riuscite a migliorare nel corso della giornata, per chiudere in alcuni casi in terreno positivo grazie al supporto di Wall Street.
In Europa non si segnalano appuntamenti di rilievo, ad eccezione della pubblicazione del Bollettino trimestrale da parte della Banca d'Italia che lima nettamente le prospettive di crescita. La bilancia delle operazioni correnti Ue ha registrato nel primo trimestre dell'anno un'eccedenza di 25,4 miliardi (pari allo 0,8% del Pil), in calo però rispetto ai 32,7 miliardi del trimestre precedente e ai 32,9 miliardi del primo trimestre 2013. Negli Usa i dati macroeconomici sono deludenti: la fiducia dei consumatori tracciata dall'Università del Michigan cala a sorpresa a 81,3 punti, contro le attese un rafforzamento a quota 83. Male anche il superindice dell'economia, che cresce sì dello 0,3% ma non centra le aspettative.
In questo contesto, la Russia fa le spese del nuovo isolamento internazionale con il rendimento dei titoli in scadenza al 2027 che è salito di otto punti base, mentre il Micex della Borsa di Mosca chiude in rosso per il sesto giorno consecutivo, ai livelli minimi dalla fine di maggio, appesantito anche dalle nuove sanzioni da poco annunciate. Milano si rinfranca con l'apertura degli scambi negli Usa e riesce a chiudere in rialzo 0,65%. Miste le altre: bene Parigi, con il Cac40 che segna un +0,44% e Londra che registra un + 0,17%. Cede solo Francoforte con il Dax in flessione dello 0,35%.
Piazza Affari guarda ancora a Telecom Italia, che ieri ha subito un forte calo dopo la notizia delle mosse di Telefonica nell'azionariato, con l'intenzione del gruppo spagnolo di scendere all'8% circa. L'agenzia di rating S&P ha invece abbassato il rating di Gtech, la ex Lottomatica, da BBB a BBB-; l'azienda ha appena annunciato l'acquisto dell'americana Igt per un esborso in contanti di 4,7 miliardi di dollari e sale nonostante la bocciatura. Come accennato tratta in rialzo, snobbando i dati macro, Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones aggiunge lo 0,5% e torna sopra 17mila punti, lo S&P500 sale dello 0,65% e il Nasdaq recupera un punto percentuale. E la chiusura è tutta in territorio positivo: il Dow Jones sale dello 0,71% a 17.097,55 punti, il Nasdaq avanza dell'1,57% a 4.432,14 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1% a 1.978,1 punti.
L'euro recupera a fine seduta dopo una sessione al ribasso. La moneta unica, scivolata al di sotto di 1,35 sul dollaro in mattinata, è risalita sul finale e chiude a 1,3508 sul biglietto verde Usa. Non si registrano grandi scossoni sul debito pubblico tricolore: lo spread tra Btp e Bund tedeschi si stabilizza a 163 punti base in apertura di giornata, con i decennali italiani che rendono il 2,8% sul mercato secondario.
In mattinata si è registrata la chiusura in flessione per la Borsa di Tokyo: il Nikkei è arrivato a perdere anche l'1,7% nel corso della seduta, ma sul finale ha parzialmente recuperato terreno ed ha terminato gli scambi a quota 15.215,71 punti, con un ribasso dell'1% rispetto al riferimento di ieri. Il rischio geopolitico ha determinato anche un rafforzamento dello yen sui mercati valutari che non ha sicuramente giovato alla performance dei listini nipponici. Nell'area asiatica non ci sono stati scossoni particolari, comunque, dopo la notizia dell'aereo malesiano. Si segnala invece il rally del settore delle costruzioni in Cina: i prezzi delle case sono calati in 55 su 70 città, rafforzando la convinzione tra gli operatori che verranno allentate le restrizioni al mercato immobiliare, ora che i rischi di bolla paiono allontanati.
Sul fronte delle materie prime, si registra il calo dello 0,46% per il petrolio, a 102,76 dollari al barile; oro in ribasso dello 0,75% a 1.307 dollari l'oncia.
In Europa non si segnalano appuntamenti di rilievo, ad eccezione della pubblicazione del Bollettino trimestrale da parte della Banca d'Italia che lima nettamente le prospettive di crescita. La bilancia delle operazioni correnti Ue ha registrato nel primo trimestre dell'anno un'eccedenza di 25,4 miliardi (pari allo 0,8% del Pil), in calo però rispetto ai 32,7 miliardi del trimestre precedente e ai 32,9 miliardi del primo trimestre 2013. Negli Usa i dati macroeconomici sono deludenti: la fiducia dei consumatori tracciata dall'Università del Michigan cala a sorpresa a 81,3 punti, contro le attese un rafforzamento a quota 83. Male anche il superindice dell'economia, che cresce sì dello 0,3% ma non centra le aspettative.
In questo contesto, la Russia fa le spese del nuovo isolamento internazionale con il rendimento dei titoli in scadenza al 2027 che è salito di otto punti base, mentre il Micex della Borsa di Mosca chiude in rosso per il sesto giorno consecutivo, ai livelli minimi dalla fine di maggio, appesantito anche dalle nuove sanzioni da poco annunciate. Milano si rinfranca con l'apertura degli scambi negli Usa e riesce a chiudere in rialzo 0,65%. Miste le altre: bene Parigi, con il Cac40 che segna un +0,44% e Londra che registra un + 0,17%. Cede solo Francoforte con il Dax in flessione dello 0,35%.
Piazza Affari guarda ancora a Telecom Italia, che ieri ha subito un forte calo dopo la notizia delle mosse di Telefonica nell'azionariato, con l'intenzione del gruppo spagnolo di scendere all'8% circa. L'agenzia di rating S&P ha invece abbassato il rating di Gtech, la ex Lottomatica, da BBB a BBB-; l'azienda ha appena annunciato l'acquisto dell'americana Igt per un esborso in contanti di 4,7 miliardi di dollari e sale nonostante la bocciatura. Come accennato tratta in rialzo, snobbando i dati macro, Wall Street: alla chiusura dei mercati europei il Dow Jones aggiunge lo 0,5% e torna sopra 17mila punti, lo S&P500 sale dello 0,65% e il Nasdaq recupera un punto percentuale. E la chiusura è tutta in territorio positivo: il Dow Jones sale dello 0,71% a 17.097,55 punti, il Nasdaq avanza dell'1,57% a 4.432,14 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1% a 1.978,1 punti.
L'euro recupera a fine seduta dopo una sessione al ribasso. La moneta unica, scivolata al di sotto di 1,35 sul dollaro in mattinata, è risalita sul finale e chiude a 1,3508 sul biglietto verde Usa. Non si registrano grandi scossoni sul debito pubblico tricolore: lo spread tra Btp e Bund tedeschi si stabilizza a 163 punti base in apertura di giornata, con i decennali italiani che rendono il 2,8% sul mercato secondario.
In mattinata si è registrata la chiusura in flessione per la Borsa di Tokyo: il Nikkei è arrivato a perdere anche l'1,7% nel corso della seduta, ma sul finale ha parzialmente recuperato terreno ed ha terminato gli scambi a quota 15.215,71 punti, con un ribasso dell'1% rispetto al riferimento di ieri. Il rischio geopolitico ha determinato anche un rafforzamento dello yen sui mercati valutari che non ha sicuramente giovato alla performance dei listini nipponici. Nell'area asiatica non ci sono stati scossoni particolari, comunque, dopo la notizia dell'aereo malesiano. Si segnala invece il rally del settore delle costruzioni in Cina: i prezzi delle case sono calati in 55 su 70 città, rafforzando la convinzione tra gli operatori che verranno allentate le restrizioni al mercato immobiliare, ora che i rischi di bolla paiono allontanati.
Sul fronte delle materie prime, si registra il calo dello 0,46% per il petrolio, a 102,76 dollari al barile; oro in ribasso dello 0,75% a 1.307 dollari l'oncia.