MILANO - I listini globali viaggiano in rialzo grazie al traino della Cina, dove alcune municipalità hanno iniziato ad allentare i vincoli sul mercato immobiliare, nella convinzione che anche il governo di Pechino farà la stessa cosa per spingere la crescita: le ultime rilevazioni sui prezzi delle case hanno allontanato i timori di una bolla e c'è la volontà di utilizzare strumenti adeguati per sostenere la crescita del Pil, che nel secondo periodo dell'anno ha centrato il +7,5% voluto dal governo. Una serie di considerazioni che ha fatto bene agli scambi in Asia, con l'indice di riferimento dell'area di nuovo proiettato verso i massimi da sei anni a questa parte.
Anche l'Europa segue i rialzi dell'Est. Sull'Occidente restano più pressanti le due vicende cronologicamente parallele di Ucraina e Gaza, ma oggi non hanno influsso sui mercati. Da una parte è cominciato il rimpatrio in Olanda delle salme dei passeggeri morti sul volo malese abbattuto al confine con la Russia. Dall'altra, dopo un fine settimana di violenti attacchi e centinaia di morti, continua la guerra con le operazioni di terra dell'esercito israeliano a Gaza, mentre le Nazioni unite e il presidente Usa, Barack Obama, alzano i toni chiedendo un cessate il fuoco immediato, ma Israele non ha alcuna intenzione di concederlo.
In questo contesto i listini Ue chiudono in rialzo dopo la debolezza di ieri: Parigi sale dell'1,5%, Francoforte aggiunge l'1,27% e Londra segue a +0,99%. Milano, pesante all'avvio della settimana, mostra un buon rialzo archivia la giornata con un +2,16%. "I mercati iniziano a ignorare quanto avviene a livello geopolitico", spiega Nader Naeimi di Amp Capital Investors a Bloomberg. "Per quanto possa suonare tragico l'abbattimento dell'aereo con le relative vittime, l'impatto sull'attività economica globale è limitato. Per questo il focus dei mercati è più probabilmente diretto verso i fondamentali economici e l'andamento delle trimestrali". Anche la Borsa di Mosca registra una variazione positiva, dopo un tracollo durato sette sedute, sperando in un disgelo verso l'Occidente e in una soluzione diplomatica alla crisi. Il conto fin qui presentato dalle tensioni è comunque molto salato.
A Piazza Affari si continua a guardare a Telecom Italia, sotto la luce degli investitori dopo che Telefonica ha annunciato la sua discesa nell'azionariato. In evidenza le società delle reti, Terna e Snam: potrebbe essere vicino l'accordo per l'ingresso dei cinesi di Staste Grid Corporation of China in Cdp Reti, ma controllata della Cassa depositi e prestiti che custodisce le quote delle due quotate italiane. Tornano poi in auge le voci di cessione di Saipem da parte di Eni, con riflessi inevitabili sul titolo. Bene anche Enel, che sfrutta l'innalzamento del target price a 4,9 euro da parte di JP Morgan, mentre Carige corre sulle ipotesi di cessione delle assicurazioni. Stabile lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco che viaggia in area 160 punti base. Il rendimento del bond decennale italiano si attesta al 2,77%.
La giornata vive anche dell'agenda statunitense (la settimana dei mercati). I prezzi al consumo Usa di giugno segnano una crescita dello 0,3% mensile (+2,1% annuo), in linea con le attese, ma la componente "core" delude le aspettative con un +0,1%. L'indice manifatturiero della Fed di Richmond sale a 7, ma manca le stime, mentre le vendite di case crescono del 2,6% oltre le attese. Si guarda con attenzione anche al versante Corporate: CocaCola riporta conti trimestrali con un giro d'affari in calo a 12,6 miliardi, mentre McDonald's vede scendere i profitti dell'1%. In serata - a mercati chiusi - sarà poi la volta di altri conti importanti, da Apple e Microsoft. Sulla scorta dei dati macro, Wall Street si muove in rialzo: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones sale dello +0,4%, il Nasdaq aggiunge lo 0,8% e lo S&P 500 segna +0,6%.
In Europa si continua a parlare di flessibilità e crescita, temi che il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, torna a mettere sul tavolo durante un'audizione presso la commissione Economia dell'europarlamento. Oltre al presidente di turno dell'Ecofin, anche il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, è atteso alla relazione presso la commissione di competenza. Intanto Eurostat certifica che alla fine del primo trimestre del 2014, il rapporto debito/Pil dell'area euro è salito al 93,9%, rispetto al 92,7% alla fine del quarto trimestre del 2013. Per quanto riguarda, invece, l'Ue a 28 membri, il rapporto è aumentato dall'87,2% all'88%. L'euro chiude in calo a 1,3466 dollari e 136,71 yen dopo aver toccato un minimo da otto mesi sul biglietto verde a quota 1,3548 dollari. Sulla moneta unica pesano i dati sull'inflazione negli Stati Uniti, che hanno evidenziato una stabilità dei prezzi al consumo tale da consentire alla Federal Reserve di rialzare il costo del denaro.
In Giappone, il governo ha rivisto al ribasso di 0,2 punti all'1,2% le previsioni di crescita per l'anno fiscale in corso (da aprile 2014 a marzo 2015). La flessione è la conseguenza dell'aumento dell'imposta sui consumi privati che, dallo scorso aprile, è salita dal 5 all'8 per cento. Intanto si registra una flessione dell'indice anticipatore giapponese, che scende a 104,8 punti rispetto ai 105,7 punti della precedente rilevazione. Una cautela che non scalfisce comunque il rimbalzo tecnico della Borsa di Tokyo, che in mattinata ha chiuso a +0,84%, alla ripresa del scambi dopo la pausa del weekend lungo per festività nazionale, in vista dei dati trimestrali con le big dell'auto in prima linea. L'indice Nikkei ha guadagnato 127,57 punti, attestandosi a quota 15,343.28, beneficiando anche del frazionale calo dello yen.
Il petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,2% a 104,3 dollari al barile. Alla chiusura dei mercati europei i future ad agosto dell'oro si attestano in calo di 9,6 dollari, lo 0,5% a 1.308 dollari l'oncia.
Anche l'Europa segue i rialzi dell'Est. Sull'Occidente restano più pressanti le due vicende cronologicamente parallele di Ucraina e Gaza, ma oggi non hanno influsso sui mercati. Da una parte è cominciato il rimpatrio in Olanda delle salme dei passeggeri morti sul volo malese abbattuto al confine con la Russia. Dall'altra, dopo un fine settimana di violenti attacchi e centinaia di morti, continua la guerra con le operazioni di terra dell'esercito israeliano a Gaza, mentre le Nazioni unite e il presidente Usa, Barack Obama, alzano i toni chiedendo un cessate il fuoco immediato, ma Israele non ha alcuna intenzione di concederlo.
In questo contesto i listini Ue chiudono in rialzo dopo la debolezza di ieri: Parigi sale dell'1,5%, Francoforte aggiunge l'1,27% e Londra segue a +0,99%. Milano, pesante all'avvio della settimana, mostra un buon rialzo archivia la giornata con un +2,16%. "I mercati iniziano a ignorare quanto avviene a livello geopolitico", spiega Nader Naeimi di Amp Capital Investors a Bloomberg. "Per quanto possa suonare tragico l'abbattimento dell'aereo con le relative vittime, l'impatto sull'attività economica globale è limitato. Per questo il focus dei mercati è più probabilmente diretto verso i fondamentali economici e l'andamento delle trimestrali". Anche la Borsa di Mosca registra una variazione positiva, dopo un tracollo durato sette sedute, sperando in un disgelo verso l'Occidente e in una soluzione diplomatica alla crisi. Il conto fin qui presentato dalle tensioni è comunque molto salato.
A Piazza Affari si continua a guardare a Telecom Italia, sotto la luce degli investitori dopo che Telefonica ha annunciato la sua discesa nell'azionariato. In evidenza le società delle reti, Terna e Snam: potrebbe essere vicino l'accordo per l'ingresso dei cinesi di Staste Grid Corporation of China in Cdp Reti, ma controllata della Cassa depositi e prestiti che custodisce le quote delle due quotate italiane. Tornano poi in auge le voci di cessione di Saipem da parte di Eni, con riflessi inevitabili sul titolo. Bene anche Enel, che sfrutta l'innalzamento del target price a 4,9 euro da parte di JP Morgan, mentre Carige corre sulle ipotesi di cessione delle assicurazioni. Stabile lo spread tra il Btp a dieci anni e il Bund tedesco che viaggia in area 160 punti base. Il rendimento del bond decennale italiano si attesta al 2,77%.
La giornata vive anche dell'agenda statunitense (la settimana dei mercati). I prezzi al consumo Usa di giugno segnano una crescita dello 0,3% mensile (+2,1% annuo), in linea con le attese, ma la componente "core" delude le aspettative con un +0,1%. L'indice manifatturiero della Fed di Richmond sale a 7, ma manca le stime, mentre le vendite di case crescono del 2,6% oltre le attese. Si guarda con attenzione anche al versante Corporate: CocaCola riporta conti trimestrali con un giro d'affari in calo a 12,6 miliardi, mentre McDonald's vede scendere i profitti dell'1%. In serata - a mercati chiusi - sarà poi la volta di altri conti importanti, da Apple e Microsoft. Sulla scorta dei dati macro, Wall Street si muove in rialzo: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones sale dello +0,4%, il Nasdaq aggiunge lo 0,8% e lo S&P 500 segna +0,6%.
In Europa si continua a parlare di flessibilità e crescita, temi che il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, torna a mettere sul tavolo durante un'audizione presso la commissione Economia dell'europarlamento. Oltre al presidente di turno dell'Ecofin, anche il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, è atteso alla relazione presso la commissione di competenza. Intanto Eurostat certifica che alla fine del primo trimestre del 2014, il rapporto debito/Pil dell'area euro è salito al 93,9%, rispetto al 92,7% alla fine del quarto trimestre del 2013. Per quanto riguarda, invece, l'Ue a 28 membri, il rapporto è aumentato dall'87,2% all'88%. L'euro chiude in calo a 1,3466 dollari e 136,71 yen dopo aver toccato un minimo da otto mesi sul biglietto verde a quota 1,3548 dollari. Sulla moneta unica pesano i dati sull'inflazione negli Stati Uniti, che hanno evidenziato una stabilità dei prezzi al consumo tale da consentire alla Federal Reserve di rialzare il costo del denaro.
In Giappone, il governo ha rivisto al ribasso di 0,2 punti all'1,2% le previsioni di crescita per l'anno fiscale in corso (da aprile 2014 a marzo 2015). La flessione è la conseguenza dell'aumento dell'imposta sui consumi privati che, dallo scorso aprile, è salita dal 5 all'8 per cento. Intanto si registra una flessione dell'indice anticipatore giapponese, che scende a 104,8 punti rispetto ai 105,7 punti della precedente rilevazione. Una cautela che non scalfisce comunque il rimbalzo tecnico della Borsa di Tokyo, che in mattinata ha chiuso a +0,84%, alla ripresa del scambi dopo la pausa del weekend lungo per festività nazionale, in vista dei dati trimestrali con le big dell'auto in prima linea. L'indice Nikkei ha guadagnato 127,57 punti, attestandosi a quota 15,343.28, beneficiando anche del frazionale calo dello yen.
Il petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,2% a 104,3 dollari al barile. Alla chiusura dei mercati europei i future ad agosto dell'oro si attestano in calo di 9,6 dollari, lo 0,5% a 1.308 dollari l'oncia.