I dati Usa non sostengono le Borse Ue. Vola il Pil inglese
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERII listini del Vecchio continente non riscono a mettersi alla spalle le ultime sedute difficili. Stabile lo spread: secondo Goldman Sachs la corsa al ribasso è finita. Sotto i riflettori Telecom Italia dopo la mossa di Telefonica che prova a sfilarsi per crescere in Brasile. Debole Wall Street
MILANO - Le Borse del Vecchio continente rialzano la testa dopo una serie di sedute complicate condizionato dalla tensioni geopolitiche: da un lato i timori per gli effetti del default argentino, dall'altro la crisi di Gaza e il conflitto tra Russia e Ucraina. A preoccupare gli investitori europei sono, soprattutto, le ripercussioni sull'economia dell'Eurozona qualora scattassero le sanzioni nei confronti di Mosca. Sanzioni che rischiano di penalizzare l'export Ue verso est. Attesa, quindi, per la riunione della Bce in calendario giovedì prossimo (l'agenda dei mercati). Non preoccupa il calo dell'indice Pmi per i servizi cinese calcolato da Hsbc. Secondo il dato diffuso oggi lo scorso mese l'indice è sceso a 50 dal 53,1 segnato a giugno. Per l'indice dei servizi si tratta del valore più basso mai registrato dal novembre 2005.
I mercati preferiscono concentrarsi piuttosto sulla crescita economica in Gran Bretagna dove il Pil salirà al 3% nel 2014, mentre si …
I mercati preferiscono concentrarsi piuttosto sulla crescita economica in Gran Bretagna dove il Pil salirà al 3% nel 2014, mentre si …
MILANO - Le Borse del Vecchio continente rialzano la testa dopo una serie di sedute complicate condizionato dalla tensioni geopolitiche: da un lato i timori per gli effetti del default argentino, dall'altro la crisi di Gaza e il conflitto tra Russia e Ucraina. A preoccupare gli investitori europei sono, soprattutto, le ripercussioni sull'economia dell'Eurozona qualora scattassero le sanzioni nei confronti di Mosca. Sanzioni che rischiano di penalizzare l'export Ue verso est. Attesa, quindi, per la riunione della Bce in calendario giovedì prossimo (l'agenda dei mercati). Non preoccupa il calo dell'indice Pmi per i servizi cinese calcolato da Hsbc. Secondo il dato diffuso oggi lo scorso mese l'indice è sceso a 50 dal 53,1 segnato a giugno. Per l'indice dei servizi si tratta del valore più basso mai registrato dal novembre 2005.
I mercati preferiscono concentrarsi piuttosto sulla crescita economica in Gran Bretagna dove il Pil salirà al 3% nel 2014, mentre si fermerà al 2,2% nel 2015. Domani, invece, l'Istat diramerà la nuove previsioni per quanto riguarda l'Italia: il rischio recessione è dietro l'angolo. All'interno dell'Eurozona si guarda all'indice Pmi Composito in lieve calo a 53,8 punti a luglio e, soprattutto, alle vendite al dettaglio che mostrano segnali di ripresa con un +2,4% rispetto a giugno 2013.
Negli Usa, gli ordinativi alle fabbriche sono cresciuti a giugno dell'1,1%, ben oltre le attese degli analisti che erano per un incremento limitato allo 0,5%. L'indice Ism servizi,invece, sale a luglio a 58,7 punti, il top da otto anni e mezzo, dai 56 punti di giugno e sopra gli attesi 56,3 punti. I buoni dati, però, non riescono a sostenere le quotazioni di Wall Street dove il Dow Jones ha perso lo 0,84% a 16.429,47 punti, il Nasdaq lo 0,71% a 4.352,84 punti. Male anche l'indice S&P500 scivolato dello 0,97% a 1.920,21 punti.
In questo contesto i listini europei chiudono positivi con l'eccezione di Italia e Spagna. Londra è salita dello 0,07%, Parigi dello 0,37% e Francoforte dello 0,39%. A Milano, invece, Piazza Affari affonda sotto il peso di Telecom Italia dopo l'offerta di Telefonica per la brasiliana Gvt: il gruppo spagnolo in cambio propone ai francesi di Vivendi l'8,3% dell'ex monopolista italiano. Il Ftse Mib ha ceduto l'1,62%. Crolla anche Fiat tra dati internazionali sull'auto e i dubbi per la fusione con Chrysler. Madrid ha lasciato sul terreno l'1,36%. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni è stabile in area 160 punti con i titoli del nostro paese che rendono il 2,74%: secondo un report di Goldman Sachs, citato da Bloomberg, la corsa al ribasso dei titoli di Stato periferici sarebbe finita. Nel frattempo, sono stabili le quotazioni dell'euro: la moneta unica europea passa di mano a 1,3422 contro il dollaro, senza variazioni di rilievo rispetto alle quotazioni di ieri.
In mattinata seduta debole per le Borse di Asia e Pacifico, frenate dal calo segnato dall'indice della fiducia dei manager del settore non manifatturiero in Cina, sceso a quota 50, vista come linea di confine tra espansione e recessione. Tokyo ha ceduto l'1%, Taiwan il 2,02% e Seul lo 0,68%. Sul fronte delle materie prime, le quotazioni del petrolio sono in flessione a New York, dove il greggio è scambiato a 98,15 dollari al barile (-0,14%). Restano sotto quota 1.290 dollari l'oncia le quotazioni dell'oro dopo il nuovo forte calo registrato ieri. Il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1.288 dollari l'oncia.
I mercati preferiscono concentrarsi piuttosto sulla crescita economica in Gran Bretagna dove il Pil salirà al 3% nel 2014, mentre si fermerà al 2,2% nel 2015. Domani, invece, l'Istat diramerà la nuove previsioni per quanto riguarda l'Italia: il rischio recessione è dietro l'angolo. All'interno dell'Eurozona si guarda all'indice Pmi Composito in lieve calo a 53,8 punti a luglio e, soprattutto, alle vendite al dettaglio che mostrano segnali di ripresa con un +2,4% rispetto a giugno 2013.
Negli Usa, gli ordinativi alle fabbriche sono cresciuti a giugno dell'1,1%, ben oltre le attese degli analisti che erano per un incremento limitato allo 0,5%. L'indice Ism servizi,invece, sale a luglio a 58,7 punti, il top da otto anni e mezzo, dai 56 punti di giugno e sopra gli attesi 56,3 punti. I buoni dati, però, non riescono a sostenere le quotazioni di Wall Street dove il Dow Jones ha perso lo 0,84% a 16.429,47 punti, il Nasdaq lo 0,71% a 4.352,84 punti. Male anche l'indice S&P500 scivolato dello 0,97% a 1.920,21 punti.
In questo contesto i listini europei chiudono positivi con l'eccezione di Italia e Spagna. Londra è salita dello 0,07%, Parigi dello 0,37% e Francoforte dello 0,39%. A Milano, invece, Piazza Affari affonda sotto il peso di Telecom Italia dopo l'offerta di Telefonica per la brasiliana Gvt: il gruppo spagnolo in cambio propone ai francesi di Vivendi l'8,3% dell'ex monopolista italiano. Il Ftse Mib ha ceduto l'1,62%. Crolla anche Fiat tra dati internazionali sull'auto e i dubbi per la fusione con Chrysler. Madrid ha lasciato sul terreno l'1,36%. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni è stabile in area 160 punti con i titoli del nostro paese che rendono il 2,74%: secondo un report di Goldman Sachs, citato da Bloomberg, la corsa al ribasso dei titoli di Stato periferici sarebbe finita. Nel frattempo, sono stabili le quotazioni dell'euro: la moneta unica europea passa di mano a 1,3422 contro il dollaro, senza variazioni di rilievo rispetto alle quotazioni di ieri.
In mattinata seduta debole per le Borse di Asia e Pacifico, frenate dal calo segnato dall'indice della fiducia dei manager del settore non manifatturiero in Cina, sceso a quota 50, vista come linea di confine tra espansione e recessione. Tokyo ha ceduto l'1%, Taiwan il 2,02% e Seul lo 0,68%. Sul fronte delle materie prime, le quotazioni del petrolio sono in flessione a New York, dove il greggio è scambiato a 98,15 dollari al barile (-0,14%). Restano sotto quota 1.290 dollari l'oncia le quotazioni dell'oro dopo il nuovo forte calo registrato ieri. Il lingotto con consegna immediata viene scambiato a 1.288 dollari l'oncia.