Economia

Delude l'Ifo, ma vince l'effetto Draghi.
Milano balza del 2,3%, spread in calo

Fiducia tedesca in calo, ma sulle Borse scattano gli acquisti per le rassicurazioni di Draghi. Le parole di Yellen, che ha confermato il supporto all'economia ma anche la prospettiva di innalzare il costo del denaro, spingono il biglietto verde. Cala ancora lo spread, verso 150 punti, in attesa delle aste del Tesoro. Tokyo positiva con lo yen debole. A Wall Street lo S&P500 infrange quota 2mila punti, poi torna di poco sotto

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MILANO - La fiducia delle imprese tedesche cala ad agosto più delle aspettative e getta nuove ombre sulla ripresa della Germania, ma i listini, dopo un iniziale contraccolpo, riprendono i rialzi visti fin dall'apertura e chiudono in netto rialzo. Sono spinti dalle rassicurazioni di Mario Draghi, il governatore della Bce, sul fatto che l'Eurotower sia pronta a ulteriori misure straordinarie per combattere la deflazione e dare spinta alla (inesistente) ripresa economica del Vecchio Continente. Un rallentamento che - raffrontato alla galoppata degli Usa - provoca importanti variazioni sul fronte valutario: si rafforza il dollaro, cala l'euro. Un effetto collaterale che può avere influssi positivi sull'attività degli esportatori Ue.

Riprende intanto a pieno ritmo l'attività di governo in Italia, con i dossier economici che occupano l'agenda di Palazzo Chigi: si va dallo "sblocca-Italia" alla necessità di predisporre i conti del Def, il Documento di economica e finanza, con la selezione da completare in tema di spending review. I mercati finanziari guardano però al contesto globale, sul quale continuano ad agitarsi le tensioni geopolitiche; serrato il legame anche con le Banche centrali, dalle quali si aspetta un graduale ritorno alla normalità (negli Usa) o, al contrario, una maggiore incisività per uscire dalla crisi (in Europa). In questo senso le rilevazioni macroeconomiche previste per la settimana, dal Pil Usa ai conti pubblici italiani, con un occhio di riguardo all'inflazione Ue, saranno una guida importante sia per gli investitori che per i governatori (l'agenda dei mercati). Intanto, oltre all'indice Ifo, si segnala che gli ordini al settore delle costruzioni tedesco accusano a giugno una contrazione dell'11,9% rispetto al mese precedente; si ridimensiona l'incremento su base annuale che frena a un +1,5%. Dagli Usa arriva un dato deludente sulle vendite di case nuove: sono scese del 2,4% a luglio, sotto le aspettative.

Proprio questa settimana, anche il Tesoro riprende l'attività di emissione con Ctz, Bot semestrali e Btp a cinque e dieci anni. In attesa di capire l'accoglienza del mercato, lo spread - il differenziale tra il rendimento di Btp e Bund - cala verso 150 punti base. Per i decennali italiani è ancora record di rendimento al 2,45% sul mercato secondario. Continua come accennato a rafforzarsi il dollaro, sulla scia delle parole del presidente della Fed, Janet Yellen, che venerdì da Jackson Hole ha indicato che il rialzo del tassi inizierà solo nella seconda parte del prossimo anno. L'euro, che in mattinata è sceso a 1,3182 contro il bilglietto, scambia ancora in ribasso e passa di mano a 1,32 rispetto alla valuta Usa in chiusura. La moneta unica cede qualcosa anche sullo yen e scambia a 137,19.

I listini Ue, come accennato, si affidano a Draghi e si rafforzano nel corso della giornata: Milano chiude con un balzo del 2,3%, Francoforte aggiunge l'1,8% dimenticando la delusione dell'Ifo e Parigi il 2,1% nonostante la crisi di governo. Londra resta chiusa per festività. Andamento in territorio positivo anche per Wall Street: il Dow Jones guadagna lo 0,46% a 17.079,98 punti, il Nasdaq avanza dello 0,41% a 4.557,35 punti mentre lo S&P 500 infrange quota 2.000 e poi arretra per chiudere con un progresso dello 0,5% a 1.998,3 punti.

A Piazza Affari si è aperta una settimana cruciale per Telecom: mercoledì si riunisce il board della compagnia telefonica che sta studiando l'acquisizione della brasiliana Gvt e l'apertura del proprio capitale ai francesi di Vivendi. Da monitorare ancora Luxottica, che la scorsa settimana ha pagato l'addio con l'ad Andrea Guerra, da formalizzare nel cda del 1° settembre. "Sono tranquillissimo", ha detto il patron Leonardo Del Vecchio. Bene tutto il comparto bancario, con Mps (+5,7% finale) a trainare il gruppo sul calo dello spread e sull'ipotesi di allargare il patto di sindacato ad Axa.

L'indebolimento della divisa nipponica fa bene alla Borsa di Tokyo, che in mattinata ha chiuso in rialzo. L'indice Nikkei ha guadagnato lo 0,48% attestandosi a 15.613 punti; l'indice esteso Topix ha guadagnato lo 0,41% portandosi a 1.291 punti. Pari a circa 1,6 miliardi i titoli scambiati sul listino principale.

Il petrolio viene da quattro settimane consecutive in calo e non riesce il recupero. Oggi, quando in Europa chiudono gli scambi, il Wti tratta a 93,25 dollari al barile in calo dello 0,4%. Debole anche l'oro a dicembre, che passa sotto 1.280 dollari l'oncia limando lo 0,2%.