MILANO - La telefonata tra il numero uno russo, Vladimir Putin, e il collega ucraino, Petro Poroshenko, sui passi per arrivare "alla fine del conflitto in corso in Ucraina" fa impennare i listini, che festeggiano il possibile venir meno di un forte elemento di tensione. Non si tratta, precisa il Cremlino a differenza delle prime notizie, di "un cessate il fuoco permanente", che la Russia "non potrebbe siglare in quanto non è parte in causa" nella guerra.
La notizia si inserisce su un contesto già positivo per i mercati. Si avvicina infatti il giorno del board della Banca centrale europea, in agenda domani, e il mondo economico-finanziario continua a interrogarsi su come Mario Draghi possa riuscire a non deludere le aspettative che si sono create intorno al summit settembrino dei banchieri centrali del Vecchio continente. Il governatore, dopo il discorso accomodante di Jackson Hole, difficilmente potrà agire immediatamente con operazioni straordinarie di contrasto alla deflazione, ma più di un analista inizia a credere che un taglio ulteriore al costo del denaro sia possibile. L'obiettivo dichiarato, a questo punto, è indebolire l'euro che già tratta ai minimi da un anno, ma potrebbe scendere di più sfruttando il percorso opposto che sta facendo la Fed. La Banca centrale Usa si appresta infatti alla stretta monetaria, rassicurata dal consolidarsi della ripresa americana, con l'effetto di rafforzare il dollaro.
I mercati europei ampliano quindi i guadagni dell'apertura: Milano chiude in rialzo dell'1,89%, seguita da Francoforte (+1,14%) e Parigi (+0,99%), mentre Londra sale dello 0,65%. A Piazza Affari si guarda sempre a Luxottica: il mercato pare aver bocciato, nel primo giorno di Borsa, il nuovo assetto al vertice dell'azienda degli occhiali, ma oggi c'è un piccolo rimbalzo. Da seguire anche Rcs, che torna a muovere in Spagna e tratta con Vocendo per una fusione tra i quotidiani El Mundo e Abc. Pesante contraccolpo per Safilo: il titolo della casa di occhiali crolla per la chiusura anticipata del contratto con Gucci. Sempre nel comparto della moda, è di oggi la notizia che il maggior retailer online d'Europa, Zalando, si quoterà a Francoforte entro la fine dell'anno: il valore è stimato intorno a 4 miliardi. Fiat incassa invece il +20% delle vendite Chrylser negli Usa ad agosto, dato oltre le aspettative.
Avanza contrastata Wall Street: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones sale dello 0,1%, mentre l'S&P è invariato. Stona il Nasdaq che s'indebolisce e lima lo 0,5%. L'euro chiude in lieve rialzo a 1,3144 dollari e 137,89 yen in attesa del direttivo della Bce di domani. Si stabilizza, dopo un ribasso legato alle novità in Ucraina, lo spread tra Btp e Bund: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi oscilla in area 150 punti base e il rendimento del Btp decennale è al 2,45% sul mercato secondario.
In mattinata, la corsa del biglietto verde ha aiutato le azioni di Tokyo, che beneficiano di un cambio favorevole e del suo potenziale in chiave "export": per le aziende nipponiche - a forte vocazione esportatrice - avere una moneta debole significa riuscire a piazzare con maggiore facilità i propri prodotti grazie alla politica di prezzo. La seduta si è chiusa infatti positivamente, in mattinata, per la Borsa di Tokyo: l'indice Nikkei ha anche toccato un massimo da oltre sette mesi, durante gli scambi, per poi ridurre i guadagni nel finale al +0,38%. Non è un caso che Sony, che fa il 70% del giro d'affari all'estero, sia tra i titoli migliori.
Da Est, inoltre, sono arrivate indicazioni positive dall'economia cinese, che dopo qualche segnale di rallentamento sembra tornare a beneficiare degli stimoli all'economia: l'indice Pmi del settore servizi in Cina registra quindi un notevole balzo ad agosto attestandosi a 54,1 punti rispetto ai 50 punti di luglio. Sopra la quota 50, i direttori degli acquisti intervistati per costruire l'indice si aspettano un'espansione economica.
Le cose vanno diversamente in Italia, dove il Pmi servizi è calato sotto la soglia di 50: 49,8 punti ad agosto - come il manifatturiero - e ben sotto le attese degli analisti. Stabile la Francia, da 50,4 a 50,3 punti il Pmi servizi, mentre la Spagna sale al top dal dicembre 2006 con 58,1 punti. Con questi dati, il Pmi composito del Belpaese scende ad agosto a 49,9 punti, da 53,1 di luglio: altro segnale di recessione. In calo anche il complesso della zona euro, con il Pmi composito a 52,2 punti. Sofferenza in Germania, dove l'indice Pmi composito cala oltre il previsto a 53,7 punti.
In agenda oggi c'è stato anche il dato sulle vendite al dettaglio che calano dello 0,4% a luglio nell'Eurozona, mentre l'Ocse certifica l'allarme disoccupazione italiano: oltre un giovane su due è precario. Negli Stati Uniti invece le richieste di mutui sono cresciute dello 0,2% nel corso dell'ultima settimana a quota 352,7 punti, mentre l'indice Ism di New York è sceso a 57,1 punti in agosto dai 68,1 di luglio. Gli ordini alle aziende sono balzati del 10,5% a luglio, poco sotto le attese, mentre nella serata italiana verrà pubblicato il Beige Book della Fed.
Nel settore delle commodity, il petrolio si muove in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dell'1,1% in area 94 dollari al barile alla chiusura delle Borse Ue. I future a dicembre dell'oro si attestano in aumento dello 0,2% a 1.267 dollari l'oncia.
La notizia si inserisce su un contesto già positivo per i mercati. Si avvicina infatti il giorno del board della Banca centrale europea, in agenda domani, e il mondo economico-finanziario continua a interrogarsi su come Mario Draghi possa riuscire a non deludere le aspettative che si sono create intorno al summit settembrino dei banchieri centrali del Vecchio continente. Il governatore, dopo il discorso accomodante di Jackson Hole, difficilmente potrà agire immediatamente con operazioni straordinarie di contrasto alla deflazione, ma più di un analista inizia a credere che un taglio ulteriore al costo del denaro sia possibile. L'obiettivo dichiarato, a questo punto, è indebolire l'euro che già tratta ai minimi da un anno, ma potrebbe scendere di più sfruttando il percorso opposto che sta facendo la Fed. La Banca centrale Usa si appresta infatti alla stretta monetaria, rassicurata dal consolidarsi della ripresa americana, con l'effetto di rafforzare il dollaro.
I mercati europei ampliano quindi i guadagni dell'apertura: Milano chiude in rialzo dell'1,89%, seguita da Francoforte (+1,14%) e Parigi (+0,99%), mentre Londra sale dello 0,65%. A Piazza Affari si guarda sempre a Luxottica: il mercato pare aver bocciato, nel primo giorno di Borsa, il nuovo assetto al vertice dell'azienda degli occhiali, ma oggi c'è un piccolo rimbalzo. Da seguire anche Rcs, che torna a muovere in Spagna e tratta con Vocendo per una fusione tra i quotidiani El Mundo e Abc. Pesante contraccolpo per Safilo: il titolo della casa di occhiali crolla per la chiusura anticipata del contratto con Gucci. Sempre nel comparto della moda, è di oggi la notizia che il maggior retailer online d'Europa, Zalando, si quoterà a Francoforte entro la fine dell'anno: il valore è stimato intorno a 4 miliardi. Fiat incassa invece il +20% delle vendite Chrylser negli Usa ad agosto, dato oltre le aspettative.
Avanza contrastata Wall Street: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones sale dello 0,1%, mentre l'S&P è invariato. Stona il Nasdaq che s'indebolisce e lima lo 0,5%. L'euro chiude in lieve rialzo a 1,3144 dollari e 137,89 yen in attesa del direttivo della Bce di domani. Si stabilizza, dopo un ribasso legato alle novità in Ucraina, lo spread tra Btp e Bund: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi oscilla in area 150 punti base e il rendimento del Btp decennale è al 2,45% sul mercato secondario.
In mattinata, la corsa del biglietto verde ha aiutato le azioni di Tokyo, che beneficiano di un cambio favorevole e del suo potenziale in chiave "export": per le aziende nipponiche - a forte vocazione esportatrice - avere una moneta debole significa riuscire a piazzare con maggiore facilità i propri prodotti grazie alla politica di prezzo. La seduta si è chiusa infatti positivamente, in mattinata, per la Borsa di Tokyo: l'indice Nikkei ha anche toccato un massimo da oltre sette mesi, durante gli scambi, per poi ridurre i guadagni nel finale al +0,38%. Non è un caso che Sony, che fa il 70% del giro d'affari all'estero, sia tra i titoli migliori.
Da Est, inoltre, sono arrivate indicazioni positive dall'economia cinese, che dopo qualche segnale di rallentamento sembra tornare a beneficiare degli stimoli all'economia: l'indice Pmi del settore servizi in Cina registra quindi un notevole balzo ad agosto attestandosi a 54,1 punti rispetto ai 50 punti di luglio. Sopra la quota 50, i direttori degli acquisti intervistati per costruire l'indice si aspettano un'espansione economica.
Le cose vanno diversamente in Italia, dove il Pmi servizi è calato sotto la soglia di 50: 49,8 punti ad agosto - come il manifatturiero - e ben sotto le attese degli analisti. Stabile la Francia, da 50,4 a 50,3 punti il Pmi servizi, mentre la Spagna sale al top dal dicembre 2006 con 58,1 punti. Con questi dati, il Pmi composito del Belpaese scende ad agosto a 49,9 punti, da 53,1 di luglio: altro segnale di recessione. In calo anche il complesso della zona euro, con il Pmi composito a 52,2 punti. Sofferenza in Germania, dove l'indice Pmi composito cala oltre il previsto a 53,7 punti.
In agenda oggi c'è stato anche il dato sulle vendite al dettaglio che calano dello 0,4% a luglio nell'Eurozona, mentre l'Ocse certifica l'allarme disoccupazione italiano: oltre un giovane su due è precario. Negli Stati Uniti invece le richieste di mutui sono cresciute dello 0,2% nel corso dell'ultima settimana a quota 352,7 punti, mentre l'indice Ism di New York è sceso a 57,1 punti in agosto dai 68,1 di luglio. Gli ordini alle aziende sono balzati del 10,5% a luglio, poco sotto le attese, mentre nella serata italiana verrà pubblicato il Beige Book della Fed.
Nel settore delle commodity, il petrolio si muove in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono dell'1,1% in area 94 dollari al barile alla chiusura delle Borse Ue. I future a dicembre dell'oro si attestano in aumento dello 0,2% a 1.267 dollari l'oncia.