MILANO - Il giorno della Banca centrale europea è arrivato e Mario Draghi ha deciso di agire tagliando il costo del denaro a nuovi minimi storici: il tasso di rifinanziamento principale è ormai quasi azzerato, essendo passato dallo 0,15 allo 0,05%. Nella conferenza stampa, il governatore ha poi specificato che a ottobre partirà un programma d'acquisto di Abs e obbligazioni garantite, che secondo indiscrezioni raccolte da Reuters potrebbe valere 500 miliardi. L'insieme di queste misure, inattese per quanto riguarda i tassi, porta a una immediata reazione del mercato: si rafforzano i listini, crolla il valore dell'euro e i rendimenti dei Btp toccano nuovi minimi storici.
Dopo le parole del governatore a Jackson Hole, una decina di giorni fa, molti si attendevano un atteggiamento "da colomba" per la Bce, anche se in pochi scommettevano su un'immediata azione straordinaria aggiuntiva rispetto alle aste di liquidità e agli altri provvedimenti annunciati a giugno. La mossa di tagliare ancora i tassi risponde proprio all'esigenza di spingere l'euro più in basso nel confronto con il dollaro, per stimolare l'export e rilanciare un po' di inflazione. Nel panel di 57 economisti di Bloomberg, solo sei erano convinti che oggi il tasso di rifinanziamento principale sarebbe stato tagliato dallo 0,15 allo 0,5%; mentre 44 erano gli esperti sicuri che la Bce si sarebbe imbarcata in un'operazione di quantitative easing (acquisto massiccio di titoli sul mercato) tra il 2014 e il 2015.
Confermando le previsioni degli analisti, la Banca d'Inghilterra ha prima della Bce deciso di mantenere i tassi d'interesse fermi allo 0,50%: l'ultimo ritocco ai tassi risale al marzo 2009. Il comitato di politica monetaria ha inoltre mantenuto invariato il programma di acquisto titoli, che dal luglio 2012 resta stabile a 375 miliardi di sterline.
Come accennato i listini Ue migliorano sensibilmente: Milano chiude con un brillante rialzo del 2,82%, grazie anche alle banche, spinte da un report positivo di Exane che ne sottolinea la solidità in vista degli stress test Bce. La Borsa italiana fa così meglio di Parigi (+1,65%), Francoforte (+1,02%) e Londra (+0,06%). A Piazza Affari si guarda a Fiat, che ha annunciato i dati ufficiali sulle richieste di recesso in vista della fusione con Chrysler: si sono fermate a 464 milioni, 36 in più e l'operazione sarebbe saltata. Da monitorare anche Stm, che ha siglato un accordo con Tessera Technologies per mettere fine alle controversie tra le due aziende, e Parmalat, che mette a segno un'acquisizione in Brasile da 610 milioni. Da segnalare che RaiWay ha avviato l'iter per sbarcare in Borsa.
L'euro chiude ai minimi dal luglio 2013 dopo il taglio deciso dalla Bce: la divisa unica arriva a infrangere al ribasso il supporto di 1,3 dollari (1,2966). Le mosse della Bce schiacciano sensibilmente anche lo spread tra Btp e Bund a 139 punti. Il rendimento scende abbondantemente sotto il 2,4%, per la precisione al 2,35%, nuovo minimo storico. In mattinata, Francia e Spagna sono andate sul mercato con emissioni a lungo termine e rendimenti ai minimi storici.
Dati importanti arrivano dagli Usa, dopo che la Fed ha confermato il recupero economico "moderato". Delude le attese la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore privato (204mila ad agosto), mentre le richieste di sussidi per la disoccupazione raggiungono 302mila unità (poco più delle attese). Ancora, si segnala la revisione della produttività da +2,5 a +2.3% nel secondo trimestre, mentre il deficit della bilancia commerciale scende a 40,55 miliardi a luglio. Wall Street chiude invece in leggero calo: svanito l'effetto l'effetto Bce e in attesa dei dati sul mercato del lavoro, il Dow Jones perde lo 0,05%, il Nasdaq cede lo 0,22% mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,2%.
In Europa, stamane è arrivato un dato positivo dalla Germania, che recentemente aveva mostrato più segnali d'affanno: gli ordini all'industria tedesca a luglio sono cresciuti del 4,6% dopo due mesi consecutivi di calo e il crollo del -3,2% registrato a giugno. Si tratta di un rimbalzo che supera largamente le attese per un +1,2% e lasciano presagire un rafforzamento della ripresa. Il tasso di disoccupazione in Francia è stato del 10,2% nel secondo trimestre, rispetto al 10,1% del primo trimestre, mostrando invece le difficoltà dell'economia transalpina. In Italia i consumi sono in lieve ripresa. Sullo sfondo resta il timore per la crisi in Ucraina, anche se pare vicino un "cessate il fuoco". L'economia tedesca, ha annunciato il ministro Wolfgang Schaeuble, potrebbe rallentare nel 2014 (la stima del Pil attuale è a +1,8%) se continua la tensione.
In mattinata, la Borsa di Tokyo termina gli scambi in leggera frenata (-0,33%) e si allontana dai massimi degli ultimi sette mesi scontando le prese di beneficio. L'indice Nikkei cede 52,17 punti, a 15.676,18, con lo yen in recupero sul dollaro, sceso sotto quota 105. La Bank of Japan ha deciso, al termine del board di due giorni, di tenere invariata la politica ultraespansiva rimarcando che l'economia è in fase di graduale ripresa, nonostante la debolezza dei consumi legata al rialzo in aprile dell'Iva dal 5% all'8%. Qualcuno si aspettava un nuovo intervento.
Quanto alle materie prime, alla chiusura dei mercati Ue il contratto a ottobre del petrolio è in calo di mezzo punto percentuale circa a 95 dollari al barile, mentre i future a dicembre dell'oro sono stazionari in area 1.270 dollari all'oncia.
Dopo le parole del governatore a Jackson Hole, una decina di giorni fa, molti si attendevano un atteggiamento "da colomba" per la Bce, anche se in pochi scommettevano su un'immediata azione straordinaria aggiuntiva rispetto alle aste di liquidità e agli altri provvedimenti annunciati a giugno. La mossa di tagliare ancora i tassi risponde proprio all'esigenza di spingere l'euro più in basso nel confronto con il dollaro, per stimolare l'export e rilanciare un po' di inflazione. Nel panel di 57 economisti di Bloomberg, solo sei erano convinti che oggi il tasso di rifinanziamento principale sarebbe stato tagliato dallo 0,15 allo 0,5%; mentre 44 erano gli esperti sicuri che la Bce si sarebbe imbarcata in un'operazione di quantitative easing (acquisto massiccio di titoli sul mercato) tra il 2014 e il 2015.
Confermando le previsioni degli analisti, la Banca d'Inghilterra ha prima della Bce deciso di mantenere i tassi d'interesse fermi allo 0,50%: l'ultimo ritocco ai tassi risale al marzo 2009. Il comitato di politica monetaria ha inoltre mantenuto invariato il programma di acquisto titoli, che dal luglio 2012 resta stabile a 375 miliardi di sterline.
Come accennato i listini Ue migliorano sensibilmente: Milano chiude con un brillante rialzo del 2,82%, grazie anche alle banche, spinte da un report positivo di Exane che ne sottolinea la solidità in vista degli stress test Bce. La Borsa italiana fa così meglio di Parigi (+1,65%), Francoforte (+1,02%) e Londra (+0,06%). A Piazza Affari si guarda a Fiat, che ha annunciato i dati ufficiali sulle richieste di recesso in vista della fusione con Chrysler: si sono fermate a 464 milioni, 36 in più e l'operazione sarebbe saltata. Da monitorare anche Stm, che ha siglato un accordo con Tessera Technologies per mettere fine alle controversie tra le due aziende, e Parmalat, che mette a segno un'acquisizione in Brasile da 610 milioni. Da segnalare che RaiWay ha avviato l'iter per sbarcare in Borsa.
L'euro chiude ai minimi dal luglio 2013 dopo il taglio deciso dalla Bce: la divisa unica arriva a infrangere al ribasso il supporto di 1,3 dollari (1,2966). Le mosse della Bce schiacciano sensibilmente anche lo spread tra Btp e Bund a 139 punti. Il rendimento scende abbondantemente sotto il 2,4%, per la precisione al 2,35%, nuovo minimo storico. In mattinata, Francia e Spagna sono andate sul mercato con emissioni a lungo termine e rendimenti ai minimi storici.
Dati importanti arrivano dagli Usa, dopo che la Fed ha confermato il recupero economico "moderato". Delude le attese la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore privato (204mila ad agosto), mentre le richieste di sussidi per la disoccupazione raggiungono 302mila unità (poco più delle attese). Ancora, si segnala la revisione della produttività da +2,5 a +2.3% nel secondo trimestre, mentre il deficit della bilancia commerciale scende a 40,55 miliardi a luglio. Wall Street chiude invece in leggero calo: svanito l'effetto l'effetto Bce e in attesa dei dati sul mercato del lavoro, il Dow Jones perde lo 0,05%, il Nasdaq cede lo 0,22% mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,2%.
In Europa, stamane è arrivato un dato positivo dalla Germania, che recentemente aveva mostrato più segnali d'affanno: gli ordini all'industria tedesca a luglio sono cresciuti del 4,6% dopo due mesi consecutivi di calo e il crollo del -3,2% registrato a giugno. Si tratta di un rimbalzo che supera largamente le attese per un +1,2% e lasciano presagire un rafforzamento della ripresa. Il tasso di disoccupazione in Francia è stato del 10,2% nel secondo trimestre, rispetto al 10,1% del primo trimestre, mostrando invece le difficoltà dell'economia transalpina. In Italia i consumi sono in lieve ripresa. Sullo sfondo resta il timore per la crisi in Ucraina, anche se pare vicino un "cessate il fuoco". L'economia tedesca, ha annunciato il ministro Wolfgang Schaeuble, potrebbe rallentare nel 2014 (la stima del Pil attuale è a +1,8%) se continua la tensione.
In mattinata, la Borsa di Tokyo termina gli scambi in leggera frenata (-0,33%) e si allontana dai massimi degli ultimi sette mesi scontando le prese di beneficio. L'indice Nikkei cede 52,17 punti, a 15.676,18, con lo yen in recupero sul dollaro, sceso sotto quota 105. La Bank of Japan ha deciso, al termine del board di due giorni, di tenere invariata la politica ultraespansiva rimarcando che l'economia è in fase di graduale ripresa, nonostante la debolezza dei consumi legata al rialzo in aprile dell'Iva dal 5% all'8%. Qualcuno si aspettava un nuovo intervento.
Quanto alle materie prime, alla chiusura dei mercati Ue il contratto a ottobre del petrolio è in calo di mezzo punto percentuale circa a 95 dollari al barile, mentre i future a dicembre dell'oro sono stazionari in area 1.270 dollari all'oncia.