Economia

Delude il mercato del lavoro degli Stati Uniti.
Listini giù, i rendimenti Btp a nuovi record

La produzione industriale in Germania sale dell'1,9% a luglio, oltre le aspettative. Prese di beneficio sulle Borse: Milano perde lo 0,1% finale, mentre lo spread scende verso 130 punti base. L'euro si stabilizza in area 1,295 sul dollaro. Negli Usa creati 142mila nuovi occupati, sotto le attese

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MILANO - La Germania dà segnali di risveglio dal torpore che ha pervaso la prima economia d'Europa durante il secondo trimestre dell'anno, nel quale il Pil è risultato negativo dello 0,2%, e la produzione industriale lascia presagire che il terzo periodo possa portare a un rimbalzo. Anche se lo stesso ministro dell'Economia, Wolfgang Schaeuble, ha recentemente detto che il +1,8% del Prodotto stimato per l'intero 2014 è a rischio, a maggior ragione in un quadro complicato dalla tensione tra Russia e Ucraina, i dati di oggi superano le attese: la produzione industriale tedesca è aumentata a luglio, su base mensile destagionalizzata, dell'1,9% (+2,5% la variazione annua). Si tratta di un progresso superiore al consensus degli economisti (+0,3%) che si accompagna alla revisione al rialzo da +0,3% a +0,4% del dato di giugno. Deludono invece le rilevazioni provenienti dagli Stati Uniti sul mercato del lavoro, dando un segnale alla Fed sulla strada della prosecuzione di una politica accomodante.

Sui mercati azionari la giornata è stata all'insegna dello smaltimento della sbornia legata alle aspettative e alle mosse annunciate da Mario Draghi dopo il board della Bce di ieri: taglio inatteso del costo del denaro al nuovo minimo storico (0,05%), acquisto di Abs e obbligazioni garantite. Dopo due giorni di rialzi, sono quindi per certi versi comprensibili le prese di beneficio che si vedono sui mercati europei e americani. Milano chiude così in ribaso dello 0,11%, Parigi lo 0,19% e Londra lo 0,33%, mentre Francoforte sale dello 0,23%. Alla chiusura dei mercati europei, Wall Street è debole sulla scia dei deludenti dati sul mercato del lavoro, che d'altra parte però allentano la pressione sulla Fed ad alzare il costo del denaro. Il Dow Jones è in ribasso frazionale, il Nasdaq e l'S&P 500 arretrano dello 0,2%.

Continua invece l'effetto positivo sul mercato obbligazionario e sul cambio euro/dollaro. Lo spread fra Btp e Bund beneficia delle mosse di Draghi: dopo il netto ribasso di ieri in seguito alle misure Bce, il differenziale si stabilizza a 132 punti, contro i 138 punti dello chiusura di ieri. Il rendimento espresso dal decennale italiano scende a nuovi minimi, al 2,25%. Anche sul fronte valutario continuano a riverberarsi le strade diverse intraprese da Eurotower e Fed, con un avvio di giornata sotto quota 1,295 per l'euro nei confronti del dollaro. Alla fine però, dopo i dati Usa, la moneta unica chiude in recupero a 1,2958 dollari e 135,86 yen dopo aver aggiornato a 1,2920 dollari il proprio minimo da 14 mesi.

Tra i singoli titoli di Piazza Affari si guarda a Safilo, crollata due giorni fa per l'addio alla licenza di Gucci. Ora, per Banca Akros, il titolo merita di essere acquistato. Da monitorare anche Mps, con il presidente della Fondazione, Marcello Clarich, che intervenendo alla Festa dell'Unità ieri ha detto di "sperare" che non serva un nuovo aumento della banca, mentre dalle azioni di responsabilità promosse verso gli ex vertici e le banche finanziatrici si aspettano 3 miliardi di rimborsi.

L'agenda macroeconomica prevede anche la fiducia dei consumatori in Francia, stabile ad agosto con l'indice relativo a quota 86 punti, mentre il Pil dell'Eurozona si conferma immobile nel secondo trimestre. Dagli Stati Uniti, come accennato, arrivano segnali in chiaroscuso dal rapporto sull'occupazione di agosto. L'economia americana ha creato 142mila nuovi posti di lavoro, al livello minimo da inizio anno e contro le attese degli analisti per 225mila unità. Cala invece come da aspettative il tasso di disoccupazione, che passa dal 6,2 al 6,1%.

In mattinata, chiusura in lieve calo per la Borsa di Tokyo, in linea con l'intera regione Asia-Pacifico. Al termine di una seduta tutta in territorio positivo l'indice Nikkei ha invertito rotta in chiusura archiviando gli scambi con un ribasso frazionale, non riuscendo a sfruttare l'indebolimento dello yen sui mercati valutari e l'effetto di trascinamento delle Borse europee: alla fine ha terminato in ribasso dello 0,05% a 15.668,68 punti.

Il petrolio tratta in calo a New York, dove le quotazioni perdono l'1% a 93,5 dollari al barile alla chiusura dei mercati Ue. Andatura a singhiozzo per le quotazioni dell'oro: il lingotto spot riesce a recuperare la parità in area 1.266 dollari l'oncia.