Borse Ue incerte su Ucraina e Scozia.
Asta Bot, rendimenti a nuovi minimi
Raffaele Ricciardi, di RAFFAELE RICCIARDI
I listini chiudono poco mossi, Piazza Affari segna un -0,04% nonostante il boom di Fiat. Spread sotto 135 punti base, il Tesoro piazza 8,25 miliardi di titoli allo 0,271%. Il dollaro ai massimi da sei anni sullo yen. Wall Street ha chiuso debole con Apple
MILANO - Giornata incerta per le Borse europee, che comunque chiudono in recupero rispetto al rosso della mattinata, mentre il Tesoro incassa nuovi rendimenti da record in asta. I mercati azionari scontano ancora i timori legati al destino della Scozia (e della sterlina) in vista del referendum per l'indipendenza del 18 settembre. A ciò si aggiungono altri elementi di tensione: la vicenda ucraina è ancora lontana da una soluzione e anzi si stanno ponderando, nelle cancellerie eruopee e a Bruxelles, nuove sanzioni verso la Russia con possibili effetti negativi per l'intera area economica. Anche in Asia, d'altra parte, gli scambi sono stati deboli in scia alla performance titubante di Wall Street, dove gli operatori sono tornati a ragionare su un possibile innalzamento dei tassi d'interesse da parte della Fed. Prospettive, alimentate anche dalle analisi di un colosso dell'investimento come BlackRock, che hanno pure l'effetto di continuare a rafforzare il dollaro, fresco di…
MILANO - Giornata incerta per le Borse europee, che comunque chiudono in recupero rispetto al rosso della mattinata, mentre il Tesoro incassa nuovi rendimenti da record in asta. I mercati azionari scontano ancora i timori legati al destino della Scozia (e della sterlina) in vista del referendum per l'indipendenza del 18 settembre. A ciò si aggiungono altri elementi di tensione: la vicenda ucraina è ancora lontana da una soluzione e anzi si stanno ponderando, nelle cancellerie eruopee e a Bruxelles, nuove sanzioni verso la Russia con possibili effetti negativi per l'intera area economica. Anche in Asia, d'altra parte, gli scambi sono stati deboli in scia alla performance titubante di Wall Street, dove gli operatori sono tornati a ragionare su un possibile innalzamento dei tassi d'interesse da parte della Fed. Prospettive, alimentate anche dalle analisi di un colosso dell'investimento come BlackRock, che hanno pure l'effetto di continuare a rafforzare il dollaro, fresco di top da sei anni verso lo yen.
Sul fronte macroeconomico, l'agenda del Vecchio Continente oggi è piuttosto scarica. Si segnalano la crescita dello 0,1% degli occupati in Francia, 8mila persone contro le 15mila stimate, e la produzione industriale, sempre in Francia, con la leggera crescita dello 0,2% mensile a luglio. Dagli Stati Uniti arrivano i dati sulle richieste di nuovi mutui (-7,2% e ai minimi da novembre 2011) e sulle scorte di magazzino (+0,1% a luglio, sotto le attese).
In questo contesto, dunque, le Borse Ue recuperano leggermente ma chiudono comunque deboli. A Milano, Piazza Affari termina in calo dello 0,04%. Si registra la buona performance di Fiat, che chiude a +1,9% dopo l'uscita di Montezemolo da Ferrari; dalla conferenza stampa di Maranello Marchionne ha però frenato sulla creazione del "polo del lusso" con Maserati e Alfa Romeo. Poco mossi gli altri mercati: Francoforte chiude a -0,11%, Londra tiene a +0,02% e Parigi cede lo 0,01%. Sulla scena internazionale si segnala anche la morte di Emilio Botìn, presidente del Banco Santander, avvenuta all'età di 79 anni per un infarto.
Dopo la debolezza di ieri, Wall Street avanza contrastata. Gli investitori cercano spunti, mentre l'attenzione comincia a spostarsi sulla Federal Reserve, chiamata la settimana prossima a prendere decisioni cruciali e a dare indicazioni sulla futura traiettoria dei tassi di interesse. I riflettori sono puntati poi sul presidente Barack Obama, che in un discorso alla nazione nella serata americana spiegherà la strategia di Washington in Siria. Alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones sale dello 0,1% sopra quota 17mila punti, l'S&P 500 è poco sotto la pari e il Nasdaq aggiunge lo 0,15%.
Sul fronte del debito pubblico, il Tesoro registra un boom di richieste per i Bot a 12
mesi. Ha collocato tutti gli 8,25 miliardi di euro di titoli offerti a fronte di richieste complessive per oltre 13,5 miliardi. I tassi sono scesi ad un nuovo minimo storico dello 0,271% rispetto allo 0,279 della precedente emissione. L'attenzione si sposta ora sul collocamento di domani con Btp a medio-lungo termine fino a 7 miliardi. Dopo l'esito del collocamento lo spread Btp-Bund registra un leggero ampliamento. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si porta a 135 punti base e il rendimento sul mercato secondario è al 2,4%. L'euro chiude vicino ai minimi di giornata a 1,2912 dollari, dopo aver oscillato tra 1,2962 e 1,2895 dollari. L'euro/yen si attesta a 137,7 e il dollaro/yen a 106,63.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo una seduta trascorsa quasi tutta in territorio negativo. Il colpo di reni del finale è dovuto al rimbalzo del dollaro Usa nei confronti dello yen, con il biglietto verde di nuovo ai massimi da sei anni nei confronti della divisa nipponica. L'indice Nikkei dei titoli guida termina così a 15.788,78 punti, in rialzo di 39,6 punti (+0,25%). La giornata si era aperta con un'intonazione negativa sia per la debolezza del dollaro sia per la virata al ribasso dei titoli del comparto tecnologico. Questi ultimi, secondo gli operatori, hanno risentito negativamente del lancio dei nuovi prodotti del concorrente statunitense Apple. Dal fronte macro, in Giappone gli ordinativi di macchinari sono cresciuti del 3,5% in luglio su base mensile. Il dato è leggermente inferiore alle attese (+4%).
Quanto alle materie prime, il petrolio a ottobre scende di 45 centesimi, lo 0,49% a 92,93 dollari al barile, l'oro a dicembre cresce di 50 centesimi, lo 0,1% a 1.249 dollari l'oncia.
Sul fronte macroeconomico, l'agenda del Vecchio Continente oggi è piuttosto scarica. Si segnalano la crescita dello 0,1% degli occupati in Francia, 8mila persone contro le 15mila stimate, e la produzione industriale, sempre in Francia, con la leggera crescita dello 0,2% mensile a luglio. Dagli Stati Uniti arrivano i dati sulle richieste di nuovi mutui (-7,2% e ai minimi da novembre 2011) e sulle scorte di magazzino (+0,1% a luglio, sotto le attese).
In questo contesto, dunque, le Borse Ue recuperano leggermente ma chiudono comunque deboli. A Milano, Piazza Affari termina in calo dello 0,04%. Si registra la buona performance di Fiat, che chiude a +1,9% dopo l'uscita di Montezemolo da Ferrari; dalla conferenza stampa di Maranello Marchionne ha però frenato sulla creazione del "polo del lusso" con Maserati e Alfa Romeo. Poco mossi gli altri mercati: Francoforte chiude a -0,11%, Londra tiene a +0,02% e Parigi cede lo 0,01%. Sulla scena internazionale si segnala anche la morte di Emilio Botìn, presidente del Banco Santander, avvenuta all'età di 79 anni per un infarto.
Dopo la debolezza di ieri, Wall Street avanza contrastata. Gli investitori cercano spunti, mentre l'attenzione comincia a spostarsi sulla Federal Reserve, chiamata la settimana prossima a prendere decisioni cruciali e a dare indicazioni sulla futura traiettoria dei tassi di interesse. I riflettori sono puntati poi sul presidente Barack Obama, che in un discorso alla nazione nella serata americana spiegherà la strategia di Washington in Siria. Alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones sale dello 0,1% sopra quota 17mila punti, l'S&P 500 è poco sotto la pari e il Nasdaq aggiunge lo 0,15%.
Sul fronte del debito pubblico, il Tesoro registra un boom di richieste per i Bot a 12
mesi. Ha collocato tutti gli 8,25 miliardi di euro di titoli offerti a fronte di richieste complessive per oltre 13,5 miliardi. I tassi sono scesi ad un nuovo minimo storico dello 0,271% rispetto allo 0,279 della precedente emissione. L'attenzione si sposta ora sul collocamento di domani con Btp a medio-lungo termine fino a 7 miliardi. Dopo l'esito del collocamento lo spread Btp-Bund registra un leggero ampliamento. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si porta a 135 punti base e il rendimento sul mercato secondario è al 2,4%. L'euro chiude vicino ai minimi di giornata a 1,2912 dollari, dopo aver oscillato tra 1,2962 e 1,2895 dollari. L'euro/yen si attesta a 137,7 e il dollaro/yen a 106,63.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo una seduta trascorsa quasi tutta in territorio negativo. Il colpo di reni del finale è dovuto al rimbalzo del dollaro Usa nei confronti dello yen, con il biglietto verde di nuovo ai massimi da sei anni nei confronti della divisa nipponica. L'indice Nikkei dei titoli guida termina così a 15.788,78 punti, in rialzo di 39,6 punti (+0,25%). La giornata si era aperta con un'intonazione negativa sia per la debolezza del dollaro sia per la virata al ribasso dei titoli del comparto tecnologico. Questi ultimi, secondo gli operatori, hanno risentito negativamente del lancio dei nuovi prodotti del concorrente statunitense Apple. Dal fronte macro, in Giappone gli ordinativi di macchinari sono cresciuti del 3,5% in luglio su base mensile. Il dato è leggermente inferiore alle attese (+4%).
Quanto alle materie prime, il petrolio a ottobre scende di 45 centesimi, lo 0,49% a 92,93 dollari al barile, l'oro a dicembre cresce di 50 centesimi, lo 0,1% a 1.249 dollari l'oncia.