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Mercati in rosso nella settimana di Fed e Bce.
L'economia di Pechino rallenta, giù l'Asia

Le banche centrali protagoniste: il board della Federal Reserve dovrà decidere della politica monetaria, mentre l'Eurotower tiene la prima asta di liquidità per le banche. In Asia Tokyo resta chiusa, ma gli investitori restano cauti sul rallentamento della produzione industriale cinese. Spread poco sotto 140 punti base
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MILANO - Fed e Bce tornano protagoniste questa settimana con importanti appuntamenti: per il board guidato da Janet Yellen si prospetta una riunione cruciale per le scelte sui tassi d'interesse, che alcuni analisti vedono già in rapida risalita vista la buona salute dell'economia Usa. In Europa, invece, Mario Draghi dispiega le prime misure per la liquidità alle imprese con le aste Tltro: denaro a costo zero per le banche, che si spera non lo impieghino nell'acquisto di Btp o simili ma nel sostegno all'economia reale. S&P, intanto, nutre dubbi sulla ripresa dell'Eurozona, mentre l'Ocse prevede un altro anno in recessione per l'Italia (-0,4%): la via della ripresa è stretta, lunga e pure in salita.

In attesa di questi importanti appuntamenti (l'agenda della settimana), i mercati prendono la via della cautela e proseguono un trend di debolezza che ha già caratterizzato l'ultima ottava di contrattazioni. A frenare gli investitori, in particolare in Oriente,…
MILANO - Fed e Bce tornano protagoniste questa settimana con importanti appuntamenti: per il board guidato da Janet Yellen si prospetta una riunione cruciale per le scelte sui tassi d'interesse, che alcuni analisti vedono già in rapida risalita vista la buona salute dell'economia Usa. In Europa, invece, Mario Draghi dispiega le prime misure per la liquidità alle imprese con le aste Tltro: denaro a costo zero per le banche, che si spera non lo impieghino nell'acquisto di Btp o simili ma nel sostegno all'economia reale. S&P, intanto, nutre dubbi sulla ripresa dell'Eurozona, mentre l'Ocse prevede un altro anno in recessione per l'Italia (-0,4%): la via della ripresa è stretta, lunga e pure in salita.

In attesa di questi importanti appuntamenti (l'agenda della settimana), i mercati prendono la via della cautela e proseguono un trend di debolezza che ha già caratterizzato l'ultima ottava di contrattazioni. A frenare gli investitori, in particolare in Oriente, sono anche i dati sulla produzione industriale cinese, che ad agosto ha fatto segnare l'incremento minore dal 2008 (+6,9%); anche sulla scorta di questi dati, Rbs ha tagliato le stime di crescita per il colosso asiatico al 7,2% nell'intero 2014. Con la Borsa di Tokyo chiusa per festività (in Giappone si celebra oggi il 'Respect for the aged day', la festa dedicata alle persone anziane), si segnala la debolezza di Hong Kong (-0,9%) in attesa dell'importante rivoluzione sul mercato azionario di quell'area.

Sul fronte macroeconomico, in Italia, secondo i dati Istat i prezzi all'importazione dei prodotti industriali sono calati dello 0,6% a luglio rispetto al mese precedente e sono scesi del 2,4% a fronte dello stesso mese dello scorso anno. A livello comunitario, Eurostat certifica che a luglio il surplus della bilancia commerciale della zona euro verso il resto del mondo è salito a 21,2 miliardi di euro rispetto ai 18 miliardi di luglio 2013. Dagli Stati Uniti arrivano i dati sull'indice Empire State di New York sul manifatturiero, balzato a 27,54 punti a settembre e ben oltre le attese. Delude invece la produzione industriale, che scende dello 0,1% sempre ad agosto.

I listini europei chiudono deboli, con Piazza Affari maglia nera del Vecchio continente che lascia sul parterre l'1,04% dopo i dati dell'Ocse: deboli le banche, soffre in particolare il Monte dei Paschi. Parigi arretra dello 0,29%, Londra cede lo 0,04%, mentre Francoforte riesce a tenere la parità (+0,09%). Protagonista a Milano A2A: l'utility lombarda ha precisato che il cda "esaminerà tutte le opzioni sulla base della loro validità industriale" soltanto "nei prossimi mesi" e "nell'ambito del Piano industriale", precisando sul risiko del settore con relative fusioni all'orizzonte (si veda Affari&Finanza in edicola). Da monitorare anche Salini Impregilo, fresca di commessa in Polonia da 80 milioni. Il Vecchio continente deve nuovamente registrare l'avanzata dei partiti euroscettici, che si sono messi in luce sia nelle consultazioni in Svezia che in quelle regionali in Germania. L'euro chiude in lieve ribasso sotto quota 1,30 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,2943 dollari e a 138,78 yen. Lo spread Btp-Bund è stabile poco sotto quota 140 punti base, con un rendimento al 2,46%.

Wall Street chiude contrastata, con il Dow Jones che sale dello 0,25% a 17.030,63 punti, il Nasdaq che perde l'1,07% a 4.518,90 punti e lo S&P 500 che lascia sul terreno lo 0,1% a 1.984 punti. Il nervosismo cresce tra gli investitori in vista dei prossimi incontri del Fomc, il comitato monetario della Federal Reserve, del 17 e 18 settembre. Il miglioramento del quadro economico ha suscitato timori che la Fed possa alzare i tassi d'interesse prima del previsto. 

Quanto infine alle materie prime, il petrolio a ottobre scende di 42 centesimi, lo 0,47% a 91,84 dollari al barile, l'oro a dicembre sale di 4,2 dollari, lo 0,3% a 1.235,7 Dollari l'oncia.