Economia

Le Borse europee rimbalzano dopo la delusione Bce

Piaza Affari, Palazzo Mezzanotte sede della Borsa Italiana (fotogramma)
Piazza Affari in rialzo con gli altri listini Ue dopo il tracollo a seguito dell'immobilismo di Draghi. Negli Usa il mercato del lavoro va oltre le attese, la disoccupazione scende al 5,9%: il dollaro si rafforza e l'euro passa sotto 1,26. Cala il settore dei servizi cinese. Chiusura in recupero per Tokyo: +0,3%
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MILANO - I mercati rimbalzano all'indomani del crollo che ha seguito la riunione dei governatori centrali della Bce a Napoli, mentre l'economia Usa mostra quanto sia energica la sua ripresa con dati sul lavoro che battono le aspettative e spingono di nuovo il dollaro verso un rafforzamento ai massimi da oltre due anni sull'euro.

Ieri il numero uno dell'Eurotower, Mario Draghi, ha scelto una strategia iper-attendista: ha confermato il costo del denaro al minimo storico (0,05%) come da attese, ha annunciato l'avvio dell'acquisto di covered bond (obbligazioni garantite dall'emittente) e Abs (prestisti cartolarizzati delle imprese) ma senza specificarne l'ammontare previsto e ha lasciato in lontananza la possibilità di procedere con un vero e proprio quantitative easing (acquisto di titoli sul mercato, anche di Stato) in stile Fed. Insomma, ha deluso quegli investitori che si attendevano indicazioni più precise sulla quantità di soldi che la Banca centrale europea metterà in circolo e sulla prospettiva di procedere all'arma più potente e mai sperimentata, il quantitative easing appunto.

Come spesso accade quando ci sono grandi variazioni di Borsa, oggi i listini europei hanno reagisto in maniera postiva. Piazza Affari, ieri in maglia nera con una perdita vicina al 4%, ha chiuso la seduta in rialzo dell'1,54% grazie alla reazione del comparto bancario. Parigi aggiunge lo 0,92%, Londra cresce dell'1,26% mentre Francoforte resta chiusa per festività. Anche lo spread fra Btp e Bund si stabilizza in area a quota 138 punti contro i 142 della vigilia. Il rendimento espresso dal titolo decennale tricolore è pari al 2,3% sul mercato secondario. A Wall Street, quando chiudono i mercati europei, il Dow Jones avanza dello 0,8% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq guadagna l'1,1%.

Tra i singoli titoli milanesi si registra la giornata difficile di Wdf, che non riesce a fare prezzo in all'indomani del cda sulla governance, che ha accettato le dimissioni dell'ad Josè Marìa Palencia, predisponendo una struttura manageriale ad interim per la transizione. Reagisce invece Finmeccanica, che ieri ha chiuso in coda al Ftse Mib.

I corsi azionari sono sostenuti anche delle notizie provenienti dagli Usa. Il numero degli occupati degli Stati Uniti sale di 248 mila unità a settembre, ben oltre l'atteso incremento di 215 mila unità. Il tasso di di disoccupazione (calcolato su una diversa base statistica) arretra dal 6,1% al 5,9%, il minimo dall'ottobre 2008, cioè da quasi sei anni. I dati rilasciati dal governo correggono al rialzo quelli di agosto e luglio, mostrando un aumento complessivo di 69 mila posti nei due mesi rispetto ai numeri diffusi inizialmente. L'aspetto da non sottovalutare, però, è la nuova contrazione del tasso di partecipazione al mercato del lavoro, che misura il numero di impiegati sul totale di coloro che cercano in percentuale sul totale della popolazione in età da lavoro: il tasso è sceso al 62,7%, il minimo dal febbraio 1978. Bene il deficit della bilancia commerciale americana, che ad agosto è calato leggermente a quota 40,11 miliardi di dollari. Il dato è inferiore sia a quello di luglio (40,55 miliardi) sia alle attese degli esperti (41 miliardi).

I dati spingono americani e le difficili condizioni economiche dell'Eurozona continuano a far arretrare l'euro nei confronti del dollaro. La moneta comune chiude in deciso calo a 1,2505 dollari dopo aver toccato un minimo da oltre due anni a 1,2499 dollari. Lo yen avanza sull'euro a quota 137,28 e arretra sul dollaro a quota 109,75, non lontano dal minimo da sei anni a 110,09 toccato due giorni fa. Il biglietto verde tocca inoltre un massimo da 15 mesi sul franco svizzero a quota 0,9961.

Dal Vecchio continente, infatti, sono arrivati i dati relativi alle vendite al dettaglio dell'Eurozona che registrano un aumento dell'1,2% ad agosto rispetto a luglio e dell'1,9% sul 2013. Di segno opposto il Pmi composito, in calo a quota 52 punti. In Italia, l'indice relativo ai servizi dà un nuovo brutto segnale scendendo a settembre a 48,8 punti, dai 49,8 punti di agosto: sotto quota 50 è recessione. Intanto l'indice Pmi servizi in Cina è sceso ai minimi da otto mesi a settembre: si è attestato a 54 punti, ben al di sopra della soglia dei 50 punti, quindi in territorio di espansione, ma in calo dai 54,4 punti di agosto. Quello giapponese è salito invece a 52,5 punti in settembre dai 49,9 punti di agosto.

In mattinata si è registrata la chiusura positiva per la Borsa di Tokyo, anch'essa reduce da un tracollo alla vigilia: la Piazza nipponica è stata aiutata da una rimonta del dollaro sullo yen ed è riuscita a invertire marcia dopo un avvio debole. L'indice Nikkei dei titoli guida ha così archiviato la seduta in progresso dello 0,30% a 15.708,65 Punti. Il più ampio indice Topix ha chiuso a +0,19% a 1.282,54 punti. Resta invece difficile la situazione a Hong Kong, dopo che il capo del governo locale, Leung Chun-Ying, ha rifiutato la richiesta di dimissioni degli studenti e dei manifestanti e anche la Borsa locale ne risente.

Quanto infine alle materie prime, il petrolio a novembre cede lo 0,36% a 90,68 dollari al barile, l'oro a dicembre a dicembre segna un -1,33% a 1.198,9 portando il bilancio da inizio anno in negativo.