MILANO - Ultima seduta dell'anno in difesa per Piazza Affari, che travolta dal ciclone Grecia riesce a strappare con le unghie un timido pareggio rispetto al livello di fine 2013: il +0,2% circa dei dodici mesi vale una capitalizzazione di circa 470 miliardi, pari al 29,1% del Pil. Il miglioramento complessivo del listino milanese, che ha raccolto 14 miliardi, è stato offuscato nelle ultime sedute da quanto accade ad Atene dove il premier Antonis Samaras ha fallito nel tentativo di far eleggere il nuovo presidente della Repubblica: il Parlamento verrà quindi sciolto e il prossimo 25 gennaio di andrà a nuove elezioni. In testa, nei sondaggi, c'è la sinistra radicale di Alexis Tsipras che chiede la rinegoziazione degli accordi finanziari internazionali. Il leader di Syriza però non pensa più all'uscita dall'euro e il Fmi ha ricordato che la Grecia non ha un immediato bisogno di nuove risorse finanziarie. La Germania, tuttavia, mette in guardia il Paese annunciando problemi se "non verranno rispettati i patti".
Tutti i numeri di Piazza Affari nel 2014
L'euro continua dunque a tenere banco in una giornata scarica di avvenimenti di rilievo: in Italia la fiducia delle imprese è stabile, mentre negli Usa quella dei consumatori è salita in dicembre a 92,6 da 91 del mese precedente. Nel frattempo la moneta unica chiude in linea la penultima seduta dell'anno sotto quota 1,22 nei confronti del dollaro. La moneta unica viene scambiata a 1,2165 nei confronti del biglietto verde. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund decennali torna a calare in area 135 punti base, con i titoli del debito italiano che rendono l'1,89% al nuovo minimo storico, dopo che ieri erano tornati oltre il 2,1%.
Un trend confermato anche dal Tesoro che ha venduto in asta poco meno di 3 miliardi di euro di Btp a 10 anni con tassi che per la prima volta scendono sotto la soglia del 2%. Il rendimento ha così toccato un nuovo minimo storico all'1,89%, dal 2,08% del collocamento di novembre. Sempre oggi sono stati assegnati anche Btp a 5 anni per 2,846 miliardi di euro con tassi in lieve rialzo allo 0,98% dal precedente minimo storico dello 0,94% toccato a novembre. In totale il Tesoro ha collocato titoli per 7,34 miliardi di euro contro un target massimo di offerta di 7,5 miliardi. Rallenta la domanda con un rapporto di copertura sul decennale sceso a 1,28 da 1,58 di novembre e sul quinquennale calato a 1,37 da 1,46.
Piazza Affari però non riesce a rimbalzare e alla fine cede lo 0,62% chiudendo l'anno a 19.011 punti. Il 2013 era terminato a 18.967 punti, quindi la variazione complessiva da un anno con l'altro è prossima allo zero (+0,233%); un risultato ben inferiore ai picchi toccati a giugno, momento dal quale il Ftse Mib ha perso circa 15 punti percentuali. Sul listino milanese si è indebolita Saipem, che risente della chiusura del progetto South Stream, con cui aveva contratti per 2,4 miliardi: ieri è arrivata la notizia dello scioglimento del consorzio. Anche Eni, che verrà rimborsata per l'investimento ormai infruttuoso, è rimasta sotto osservazione. Tra i titoli più piccoli, vola Class Editori che ha venduto il canale 27 del digitale terrestre a Sky. La palma di miglior titolo di Piazza Affari da inizio anno va a Fca, che segna un rialzo del 61% a 9,6 euro, dopo aver preso il posto di Fiat lo scorso 13 ottobre. Nell'ultima seduta del 2013 l'azione Fiat valeva 5,94 euro.
Nel resto d'Europa, Parigi resta il listino più debole, con il Cac40 in calo dell'1,68% a 4254.54 punti. Male anche Londra, con il Ftse 100 che lascia sul terreno l'1,3% a 6547 punti. Giù anche Francoforte con il -1,22% a 9805.55 punti, e Atene (-1,38%). Più contenuto il ribasso di Madrid (-0,95%). Dalla fine dell'anno scorso, Parigi ha segnato un calo dello 0,7%, Londra e Francoforte hanno guadagnato rispettivamente il 4 e il 2,65% e Madrid ha aggiunto il 3,8%. Per Atene, invece, si registra un crollo vicino ai 30 punti percentuali.
Anche a Wall Street, con i volumi sottili, gli indici sono cauti in scia al rallentamento del settore immobiliare residenziale americano: i prezzi delle case sono saliti a ottobre del 4,5% su base annuale, il passo più lento in due anni e sotto le stime per un +4,7%. Alla chiusura dei mercati europei i tre indici sono in ribasso: il Dow Jones lima lo 0,3% in linea con lo S&P 500, il Nasdaq perde lo 0,4%.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso l'ultima seduta dell'anno in consistente flessione per la prudenza degli investitori di fronte all'incertezza politica in Grecia, ma l'indice Nikkei archivia il 2014 con un guadagno del 7,12%, ritrovando a livelli che non vedeva dal 2007. Al termine degli scambi, oggi, l'indice Nikkei ha ceduto l'1,57% a 17.450,77 punti e il più ampio indice Topix ha lasciato sul terreno l'1,20% a 1.407,51 punti, chiudendo comunque il 2014 con un progresso dell'8,1%.
Sul fronte delle materie prime, quando in Europa terminano gli scambi il petrolio a febbraio è in leggero recupero a 54 dollari al barile. L'oro con la stessa scadenza sale di circa 2 punti percentuali a 1.205 dollari l'oncia.
Tutti i numeri di Piazza Affari nel 2014
L'euro continua dunque a tenere banco in una giornata scarica di avvenimenti di rilievo: in Italia la fiducia delle imprese è stabile, mentre negli Usa quella dei consumatori è salita in dicembre a 92,6 da 91 del mese precedente. Nel frattempo la moneta unica chiude in linea la penultima seduta dell'anno sotto quota 1,22 nei confronti del dollaro. La moneta unica viene scambiata a 1,2165 nei confronti del biglietto verde. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund decennali torna a calare in area 135 punti base, con i titoli del debito italiano che rendono l'1,89% al nuovo minimo storico, dopo che ieri erano tornati oltre il 2,1%.
Un trend confermato anche dal Tesoro che ha venduto in asta poco meno di 3 miliardi di euro di Btp a 10 anni con tassi che per la prima volta scendono sotto la soglia del 2%. Il rendimento ha così toccato un nuovo minimo storico all'1,89%, dal 2,08% del collocamento di novembre. Sempre oggi sono stati assegnati anche Btp a 5 anni per 2,846 miliardi di euro con tassi in lieve rialzo allo 0,98% dal precedente minimo storico dello 0,94% toccato a novembre. In totale il Tesoro ha collocato titoli per 7,34 miliardi di euro contro un target massimo di offerta di 7,5 miliardi. Rallenta la domanda con un rapporto di copertura sul decennale sceso a 1,28 da 1,58 di novembre e sul quinquennale calato a 1,37 da 1,46.
Piazza Affari però non riesce a rimbalzare e alla fine cede lo 0,62% chiudendo l'anno a 19.011 punti. Il 2013 era terminato a 18.967 punti, quindi la variazione complessiva da un anno con l'altro è prossima allo zero (+0,233%); un risultato ben inferiore ai picchi toccati a giugno, momento dal quale il Ftse Mib ha perso circa 15 punti percentuali. Sul listino milanese si è indebolita Saipem, che risente della chiusura del progetto South Stream, con cui aveva contratti per 2,4 miliardi: ieri è arrivata la notizia dello scioglimento del consorzio. Anche Eni, che verrà rimborsata per l'investimento ormai infruttuoso, è rimasta sotto osservazione. Tra i titoli più piccoli, vola Class Editori che ha venduto il canale 27 del digitale terrestre a Sky. La palma di miglior titolo di Piazza Affari da inizio anno va a Fca, che segna un rialzo del 61% a 9,6 euro, dopo aver preso il posto di Fiat lo scorso 13 ottobre. Nell'ultima seduta del 2013 l'azione Fiat valeva 5,94 euro.
Nel resto d'Europa, Parigi resta il listino più debole, con il Cac40 in calo dell'1,68% a 4254.54 punti. Male anche Londra, con il Ftse 100 che lascia sul terreno l'1,3% a 6547 punti. Giù anche Francoforte con il -1,22% a 9805.55 punti, e Atene (-1,38%). Più contenuto il ribasso di Madrid (-0,95%). Dalla fine dell'anno scorso, Parigi ha segnato un calo dello 0,7%, Londra e Francoforte hanno guadagnato rispettivamente il 4 e il 2,65% e Madrid ha aggiunto il 3,8%. Per Atene, invece, si registra un crollo vicino ai 30 punti percentuali.
Anche a Wall Street, con i volumi sottili, gli indici sono cauti in scia al rallentamento del settore immobiliare residenziale americano: i prezzi delle case sono saliti a ottobre del 4,5% su base annuale, il passo più lento in due anni e sotto le stime per un +4,7%. Alla chiusura dei mercati europei i tre indici sono in ribasso: il Dow Jones lima lo 0,3% in linea con lo S&P 500, il Nasdaq perde lo 0,4%.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso l'ultima seduta dell'anno in consistente flessione per la prudenza degli investitori di fronte all'incertezza politica in Grecia, ma l'indice Nikkei archivia il 2014 con un guadagno del 7,12%, ritrovando a livelli che non vedeva dal 2007. Al termine degli scambi, oggi, l'indice Nikkei ha ceduto l'1,57% a 17.450,77 punti e il più ampio indice Topix ha lasciato sul terreno l'1,20% a 1.407,51 punti, chiudendo comunque il 2014 con un progresso dell'8,1%.
Sul fronte delle materie prime, quando in Europa terminano gli scambi il petrolio a febbraio è in leggero recupero a 54 dollari al barile. L'oro con la stessa scadenza sale di circa 2 punti percentuali a 1.205 dollari l'oncia.