MILANO - Non ci sarà solo una garanzia del governo per favorire la cartolarizzazione dei prestiti più deboli alle imprese, quelli finiti in sofferenza, per poi poterli cedere alla Banca centrale europea. L'Investment compact del governo conterrà altri elementi oltre al piano anticipato ieri da Repubblica: regole certe per chi vuole avviare investimenti, un capitolo per il rientro dei cervelli, un estensione del fondo di garanzia.
Arrivano regole certe, e che non cambiano in modo retroattivo, per i grandi investitori. Secondo la bozza dell'Investment Compact chi vuole avviare investimenti superiori ai 500 milioni di euro potrà accedere a una procedura di ruling con lo Stato con la garanzia di non vedersi poi cambiare "le regole del gioco" in corsa, soprattutto in campo fiscale. Una prassi che ha dato vita allo scandalo Lux-leaks che ha messo nei guai il neo presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker.
Ancora, "al fine di favorire l'accesso al credito non bancario da parte delle piccole e medie imprese, la garanzia del fondo centrale di garanzia può essere concessa anche a favore di imprese di assicurazione, nonchè degli organismi di investimento collettivo del risparmio", i cosiddetti Oicr. Lo prevede il primo dei 21 articoli di una bozza del decreto legge, volto a favorire gli investimenti, che il governo intende varare nella riunione del Consiglio dei Ministri prevista martedì 20 gennaio. Inoltre, qui c'è la parte relativa al piano salva-banche "la garanzia del fondo può essere concessa, a titolo oneroso, su titoli emessi da società a fronte di operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto crediti, anche già erogati, nei confronti di piccole e medie imprese". Nella relazione illustrativa viene spiegato che si intende "garantire l'adeguamento dell'ordinamento italiano alle politiche in atto da parte della Banca centrale europea e, in particolare, al cosiddetto 'Asset-backed securities purchase programme' che prevede l'acquisto delle cosiddette 'mezzanine tranches' di titoli derivanti da cartolarizzazione, purchè forniti di specifica garanzia". Per le banche è prevista anche una tassazione agevolata per i social bond, specifici titoli di risparmio finalizzati al sostegno dei progetti sociali o etici.
Nella bozza, in via di limatura, si trova anche un capitolo 'rientro dei cervelli' le cui norme sono ancora in fase di discussione. E poi, accanto alle start up arrivano le 'Pmi innovative' che avranno accesso un registro ad hoc e che potranno avvalersi, come le prime, del 'crowdfunding'. Tra le caratteristiche per essere considerate innovative, una quota almeno del 5% di spese in ricerca e sviluppo, l'impiego di chi ha o chi sta svolgendo un dottorato per almeno un terzo dei dipendenti o collaboratori o la titolarità di almeno una privativa industriale.
Arrivano regole certe, e che non cambiano in modo retroattivo, per i grandi investitori. Secondo la bozza dell'Investment Compact chi vuole avviare investimenti superiori ai 500 milioni di euro potrà accedere a una procedura di ruling con lo Stato con la garanzia di non vedersi poi cambiare "le regole del gioco" in corsa, soprattutto in campo fiscale. Una prassi che ha dato vita allo scandalo Lux-leaks che ha messo nei guai il neo presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker.
Ancora, "al fine di favorire l'accesso al credito non bancario da parte delle piccole e medie imprese, la garanzia del fondo centrale di garanzia può essere concessa anche a favore di imprese di assicurazione, nonchè degli organismi di investimento collettivo del risparmio", i cosiddetti Oicr. Lo prevede il primo dei 21 articoli di una bozza del decreto legge, volto a favorire gli investimenti, che il governo intende varare nella riunione del Consiglio dei Ministri prevista martedì 20 gennaio. Inoltre, qui c'è la parte relativa al piano salva-banche "la garanzia del fondo può essere concessa, a titolo oneroso, su titoli emessi da società a fronte di operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto crediti, anche già erogati, nei confronti di piccole e medie imprese". Nella relazione illustrativa viene spiegato che si intende "garantire l'adeguamento dell'ordinamento italiano alle politiche in atto da parte della Banca centrale europea e, in particolare, al cosiddetto 'Asset-backed securities purchase programme' che prevede l'acquisto delle cosiddette 'mezzanine tranches' di titoli derivanti da cartolarizzazione, purchè forniti di specifica garanzia". Per le banche è prevista anche una tassazione agevolata per i social bond, specifici titoli di risparmio finalizzati al sostegno dei progetti sociali o etici.
Nella bozza, in via di limatura, si trova anche un capitolo 'rientro dei cervelli' le cui norme sono ancora in fase di discussione. E poi, accanto alle start up arrivano le 'Pmi innovative' che avranno accesso un registro ad hoc e che potranno avvalersi, come le prime, del 'crowdfunding'. Tra le caratteristiche per essere considerate innovative, una quota almeno del 5% di spese in ricerca e sviluppo, l'impiego di chi ha o chi sta svolgendo un dottorato per almeno un terzo dei dipendenti o collaboratori o la titolarità di almeno una privativa industriale.