MILANO - Peggiora la bilancia commerciale italiana extra Ue, che risente del calo dell'export fuori dai confini dell'Unione eurpea e a gennaio 2015 rileva un deficit commerciale di 234 milioni. Si tratta comunque di un risultato migliore di un anno fa, con il rosso in forte contrazione rispetto a quello del gennaio 2014 (-938 milioni). Scendono sia l'import che l'export: -2,4% su mese e -3,5% su anno per l'export, -0,4% e -8,5% per l'import.
Secondo i dati comunicati dall'Istat, la flessione congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è imputabile, in misura maggiore, all'energia (-18,5%) e ai beni strumentali (-2,7%). Soltanto le vendite di prodotti intermedi (+0,4%) sono in lieve espansione. Dal lato dell'import la flessione congiunturale è ascrivibile all'energia (-5,8%) e, in misura minore, ai beni strumentali (-3,2%). Al netto della componente energetica la dinamica è positiva (+1,6%) con una forte crescita dei prodotti intermedi (+5,5%).
Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue è lievemente positiva (0,2%), con le vendite di energia (-19,8%) in forte calo. Al netto della componente energetica, la crescita congiunturale dell'export nell'ultimo trimestre è più sostenuta (+1,4%) ed è trainata dalle vendite di beni di consumo (+3,8%) e di prodotti intermedi (+2,2%). Nello stesso periodo, la flessione congiunturale delle importazioni (-1,4%) è determinata dal forte calo dell'energia (-15,2%). Al netto dei prodotti energetici, si registra una rilevante espansione degli acquisti (+4,7%), particolarmente intensa per i beni di consumo (+5,5%) e i beni strumentali (+5,2%).
Su base tendenziale, cioè rispetto all'anno prima, entrambi i flussi si confermano in diminuzione: più sostenuta per le importazioni (-8,5%) che per le esportazioni (-3,5%).
Secondo i dati comunicati dall'Istat, la flessione congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è imputabile, in misura maggiore, all'energia (-18,5%) e ai beni strumentali (-2,7%). Soltanto le vendite di prodotti intermedi (+0,4%) sono in lieve espansione. Dal lato dell'import la flessione congiunturale è ascrivibile all'energia (-5,8%) e, in misura minore, ai beni strumentali (-3,2%). Al netto della componente energetica la dinamica è positiva (+1,6%) con una forte crescita dei prodotti intermedi (+5,5%).
Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue è lievemente positiva (0,2%), con le vendite di energia (-19,8%) in forte calo. Al netto della componente energetica, la crescita congiunturale dell'export nell'ultimo trimestre è più sostenuta (+1,4%) ed è trainata dalle vendite di beni di consumo (+3,8%) e di prodotti intermedi (+2,2%). Nello stesso periodo, la flessione congiunturale delle importazioni (-1,4%) è determinata dal forte calo dell'energia (-15,2%). Al netto dei prodotti energetici, si registra una rilevante espansione degli acquisti (+4,7%), particolarmente intensa per i beni di consumo (+5,5%) e i beni strumentali (+5,2%).
Su base tendenziale, cioè rispetto all'anno prima, entrambi i flussi si confermano in diminuzione: più sostenuta per le importazioni (-8,5%) che per le esportazioni (-3,5%).