MILANO - Migliora il surplus commerciale italiano: in ottobre è salito a 5 miliardi, dai 4,2 miliardi che si registravano nell'ottobre 2016. Secondo il resoconto dell'Istat, nei dieci mesi dell'anno l'avanzo commerciale raggiunge così i 37,3 miliardi (+64,6 miliardi al netto dei prodotti energetici) con una crescita sostenuta sia per l'export (+7,7%) sia per l'import (+9,6%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Nella variazione su settembre l'Istituto di statistica registra un aumento sia per le importazioni (+2,6%) sia per le esportazioni (+0,5%). Le maggiori soddisfazioni per il Made in Italy sono arrivate dai mercati Ue (+2,8% congiunturale), mentre le evndite sono scese nell'area extra europea (-2,4%). Tutti i raggruppamenti principali di industrie sono in espansione, salvo i beni strumentali (-0,6%).
Venendo alla variazione annua, la crescita tendenziale dell'export si mantiene positiva (+11,3%) e riguarda entrambe le aree di sbocco. Anche l'aumento dell'import è determinato dai flussi dall'Europa e dal resto del mondo.
Tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante alla crescita tendenziale dell'export si segnalano: auto (+17,4%), metallo, esclusi macchine e impianti (+16,4%), tessile, pelli e accessori (+11,9%), gomma e materie plastiche (+11,6%) e alimentari, bevande e tabacco (+11,3%). Tra i mercati di sbocco: Usa (+17%), Francia (+15,9%), Spagna (+14,8%), Regno Unito (+12,7%) e Germania (+12%).
Nella variazione su settembre l'Istituto di statistica registra un aumento sia per le importazioni (+2,6%) sia per le esportazioni (+0,5%). Le maggiori soddisfazioni per il Made in Italy sono arrivate dai mercati Ue (+2,8% congiunturale), mentre le evndite sono scese nell'area extra europea (-2,4%). Tutti i raggruppamenti principali di industrie sono in espansione, salvo i beni strumentali (-0,6%).
Venendo alla variazione annua, la crescita tendenziale dell'export si mantiene positiva (+11,3%) e riguarda entrambe le aree di sbocco. Anche l'aumento dell'import è determinato dai flussi dall'Europa e dal resto del mondo.
Tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante alla crescita tendenziale dell'export si segnalano: auto (+17,4%), metallo, esclusi macchine e impianti (+16,4%), tessile, pelli e accessori (+11,9%), gomma e materie plastiche (+11,6%) e alimentari, bevande e tabacco (+11,3%). Tra i mercati di sbocco: Usa (+17%), Francia (+15,9%), Spagna (+14,8%), Regno Unito (+12,7%) e Germania (+12%).