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Borse Ue incerte con il debutto del Quantitative easing. Preoccupano Fed e Grecia

Le Borse partono caute, poi migliorano. Giustificate le prese di beneficio dopo il rally delle ultime settimane: gli investitori temono anche un rialzo dei tassi negli Usa. Preoccupa lo stallo della crisi in Grecia: Atene perde il 4%. La Bce entra in azione con i titoli tedeschi. Stabile lo spread, l'euro resta ai minimi dal 2003 contro il dollaro. Piazza Affari è ai massimi dalla primavera del 2011
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MILANO - Il via ufficiale del Quantitative easing della Bce, che fino al settembre 2016 inietterà sui mercati 60 miliardi di euro con l'obiettivo di rilanciare l'Europa, coincide con le prime prese di beneficio delle Borse, dopo che nelle ultime settimane erano salite ai loro massimi storici (in particolare Londra e Francoforte). Gli investitori cercano di monetizzare il recente rally, in previsione anche di quello che potrebbe accadere negli Stati Uniti. Gli ultimi dati sull'occupazione hanno mostrato un'economia in salute e in solida ripresa: per questo i mercati temono che la Fed possa decidere di avviare il rialzo dei tassi già a giugno.

L'infografica. Come funziona il bazooka di Draghi.

Mario Draghi ha iniziato a rastrellare titoli sul mercato e, secondo quanto riportano alcuni trader a Bloomberg, avrebbe iniziato lo shopping dai Bund tedeschi per poi estenderlo ad altri strumenti includendo quelli italiani. Anche Bankitalia ha ufficializzato …
MILANO - Il via ufficiale del Quantitative easing della Bce, che fino al settembre 2016 inietterà sui mercati 60 miliardi di euro con l'obiettivo di rilanciare l'Europa, coincide con le prime prese di beneficio delle Borse, dopo che nelle ultime settimane erano salite ai loro massimi storici (in particolare Londra e Francoforte). Gli investitori cercano di monetizzare il recente rally, in previsione anche di quello che potrebbe accadere negli Stati Uniti. Gli ultimi dati sull'occupazione hanno mostrato un'economia in salute e in solida ripresa: per questo i mercati temono che la Fed possa decidere di avviare il rialzo dei tassi già a giugno.

L'infografica. Come funziona il bazooka di Draghi.

Mario Draghi ha iniziato a rastrellare titoli sul mercato e, secondo quanto riportano alcuni trader a Bloomberg, avrebbe iniziato lo shopping dai Bund tedeschi per poi estenderlo ad altri strumenti includendo quelli italiani. Anche Bankitalia ha ufficializzato l'avvio delle operazioni, spiegando che si attende di acquistare 130 miliardi di titoli di Stato tricolori (che diventano 150 considerando anche l'intervento diretto della Bce). D'altra parte, considerando che gli acquisti avvengono in base alla partecipazione delle Banche nazionali nell'Eurotower, e che la Bundesbank ha la quota maggiore, proprio i Bund saranno gli strumenti più acquistati dalla Bce (che può spingersi a mettere nel portafoglio dell'Eurosistema strumenti con rendimenti negativi fino a -0,2%). Per il momento, invece, non può arrivare alcun sostegno ad Atene: il governo greco deve prima siglare l'accordo con i partner e poi rimborsare i prestiti in scadenza entro l'estate perché la Bce possa intervenire sul suo debito pubblico, che ha rating 'spazzatura' ed è già presente in quantità eccessiva in pancia alla Banca centrale.

Gli effetti più importanti del Qe si vedono sul rendimento dei titoli di Stato e sul calo dello spread: anche per questo l'attenzione - in Italia - è rivolta alle prossime aste di Bot e Btp in agenda mercoledì e giovedì. Ad alimentare le preoccupazione dei mercati contribuisce comunque la crisi greca: oggi si riunisce l'Eurogruppo che  ha già fatto capire a Tsipras e Varoufakis che non sarà una passeggiata invitando Atene a non perdere più tempo.

Proprio la Borsa di Atene è quella che soffre maggiormente: chiude in rosso del 4,18% appesantita dalle banche, mentre il rendimento dei titoli decennali si avvicina pericolosamente al 10%. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è in leggero rialzo a 98 punti base con i titoli italiani che rendono l'1,29%. A Milano, Piazza Affari apre in rosso poi torna in positivo per chiudere a +0,57% ai massimi dal 2011. In rialzo il comparto delle banche popolari, si mette in luce anche Saipem in scia alle indiscrezioni su alcuni pagamenti incassati da Gazprom per il 'congelato' progetto South Stream. Contrastati gli altri mercati del Vecchio continente: Londra cede lo 0,51% finale, in linea con Parigi, mentre Francoforte sale dello 0,27%. Ancora debole la moneta unica europea che resta ai minimi dal 2003 contro il dollaro toccati venerdì: l'euro chiude debole a 1,0849 dollari e 131,45 yen dopo aver aggiornato a 1,0822 dollari il proprio minimo dal settembre 2003.

Andamento in territorio positivo per Wall Street: il Dow Jones sale dello 0,77%, il Nasdaq dello 0,31% e lo S&P 500 dello 0,39%. La Borsa Usa è reduce da una seduta archiviata ai minimi di giornata, colpa dei timori per un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, magari già a giugno. A riaccenderli è stato il rapporto sull'occupazione americana, a febbraio decisamente migliore delle stime.

Dal punto di vista macroeconomico, la seduta odierna è piuttosto avara di appuntamenti di rilievo (l'agenda): in Germania si registra il lieve calo del surplus della bilancia commerciale tedesca che a gennaio è risultato pari a 19,7 miliardi dai 21,39 miliardi di dicembre. Il saldo è frutto di esportazioni in calo del 2,1% sul mese e di importazioni in calo dello 0,3 per cento. Per il superindice Ocse la crescita economica nell'Eurozona mostra segnali di "inflessione positiva", e "le prospettive per l'Italia e la Francia sono ugualmente migliorate".

Il Giappone, intanto, è uscito dalla recessione tecnica nel trimestre ottobre-dicembre 2014, ma a un passo più lento rispetto ai dati preliminari: il Pil cresce dello 0,4% su base congiunturale e dell'1,5% su base annuale a fronte, rispettivamente dello 0,6% e del 2,2% annunciati dall'Ufficio di gabinetto il 16 febbraio. L'economia nipponica registra a gennaio un surplus delle partite correnti per il settimo mese di fila, pari a 61,4 miliardi di yen (circa 470 milioni di euro), sostenuto dall'aumento delle esportazioni e dall'indebolimento dello yen. Si tratta, secondo i dati del ministero delle Finanze, di una netta inversione di tendenza sul "rosso" di 1.590 miliardi di yen di gennaio 2014: grazie all'export in aumento del 15,3% e all'import in calo dell'8,9%, il deficit commerciale scende in 12 mesi da 1.540 miliardi a 864,2 miliardi di yen.

In mattinata la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi a -0,95%, scontando il deludente dato del Pil e l'occupazione Usa di febbraio che venerdì ha certificato la creazione di 295.000 posti di lavoro, consolidando l'ipotesi di un prossimo rialzo dei tassi. L'indice Nikkei, nel giorno dell'avvio del Qe da parte della Bce e con le turbolenze legate al salvataggio della Grecia, cede 180,32 punti e si attesta a quota 18.790,55.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio si muove in rialzo a New York, dopo l'apertura debole: alla chiusura dei mercati Ue il Wti sale di oltre 1 punto percentuale in area 50 dollari al barile. In lieve rialzo anche le quotazioni dell'oro dopo la forte caduta di venerdì scorso che lo avevano portato fino sotto i 1.160 dollari l'oncia: il prezzo risale in area 1.167 dollari l'oncia.