MILANO - Le Borse europee chiudono una giornata all'insegna della cautela non sfruttando l'abbrivio di Tokyo e di Wall Street: gli addetti ai lavori sono infatti concentrati sulle questioni politico economiche del Vecchio continente. Il voto in Francia e in Andalusia (Spagna) restituisce fiducia ai mercati: non c'è stato il temuto sfondamento del Front National e di Podemos, mentre nell'Esagono è tornato a vincere, a sopresa, l'ex presidente Nicolas Sarkozy che potrebbe adesso puntare a un clamoroso ritorno all'Eliseo nel 2017.
L'attesa delle Borse è rivolta soprattutto all'intervento di Mario Draghi al Parlamento Europeo: il presidente della Bce ha confermato il rafforzamento della ripresa, invitato a proseguire le riforme, espresso l'auspicio che la questione greca si risolva positivamente. Proprio questa sera, infatti, è in agenda un faccia a faccia tra il cancelliere tedesco Angela Merkel ed il premier greco Alexis Tsipras. La settimana scorsa Barclays avvertiva che in Grecia, se la fuga dei capitali proseguisse, con l'impeto degli ultimi giorni, si potrebbe arrivare a una qualche forma di controllo dei capitali e dei conti correnti. Tsipras ha già avvertito la Germania che senza aiuti sarà impossibile pagare i debiti.
L'euro cede a fine giornata e chiude sul filo di quota 1,09 contro il dollaro dopo aver toccato un massimo a 1,0945, mentre lo spread tra Btp e Bund tedeschi è stabile poco sopra quota 105 punti base con i titoli italiani che rendono l'1,3%. La Bce ha accelerato il ritmo d'acquisto di titoli di Stato nell'ambito del Quantitative easing, rastrellando la scorsa settimana 16,55 miliardi per un totale di oltre 26. A Milano Piazza Affari chiude in calo dello 0,52%, tenendo di poco quota 23mila punti. Londra strappa il +0,22%, Francoforte cede l'1,19% e Parigi lima lo 0,65%. Sotto i riflettori c'è Pirelli: ieri è stato firmato l'accordo fra Camfin e Cncr (China National Tire & Rubber, controllata di ChemChina) che diventerà l'azionista di riferimento dell'azienda attiva nel settore degli pneumatici. L'accordo prevede, tra gli altri, l'acquisto della partecipazione detenuta da Camfin nel capitale di Pirelli, il contestuale reinvestimento da parte di Camfin di una parte dei proventi della vendita, un'Opa al prezzo di 15 euro per azione e la conferma di Marco Tronchetti Provera quale Ceo di Pirelli. Sede e know-how di Pirelli saranno mantenuti in Italia e il completamento dell'operazione è atteso entro l'estate.
Dopo il venerdì positivo, Wall Street avanza mista: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones sale dello 0,2%, seguito a poca distanza dall'S&P 500 (+0,15%), mentre il Nasqaq è in rosso dello 0,1%. Negli Usa si registra il calo dell'indice delle attività nazionali della Fed di Chicago: è sceso in febbraio a -0,11 punti da -0,10 in gennaio (l'agenda).
In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo toccando un nuovo massimo da 15 anni. L'indice Nikkei avanza dello 0,99% a 19.592,36 punti. "I mercati asiatici - notano da una sala operativa - sono per la maggior parte in salita di riflesso al positivo andamento di Wall Street venerdì scorso a causa del debole dollaro e di prezzi delle materie prime in rialzo".
Sul fronte delle materie prime l'oro consolida il rally di venerdì scorso: alla chiusura dei mercati Ue il lingotto viene scambiato a 1.185 dollari. Venerdì il metallo prezioso aveva raggiunto i 1.188 dollari per poi ripiegare su quota 1.182. Le quotazioni del petrolio sono in rialzo, dopo i cali dell'avvio di settimana: a New York il Wti è scambiato a 47 dollari al barile.
L'attesa delle Borse è rivolta soprattutto all'intervento di Mario Draghi al Parlamento Europeo: il presidente della Bce ha confermato il rafforzamento della ripresa, invitato a proseguire le riforme, espresso l'auspicio che la questione greca si risolva positivamente. Proprio questa sera, infatti, è in agenda un faccia a faccia tra il cancelliere tedesco Angela Merkel ed il premier greco Alexis Tsipras. La settimana scorsa Barclays avvertiva che in Grecia, se la fuga dei capitali proseguisse, con l'impeto degli ultimi giorni, si potrebbe arrivare a una qualche forma di controllo dei capitali e dei conti correnti. Tsipras ha già avvertito la Germania che senza aiuti sarà impossibile pagare i debiti.
L'euro cede a fine giornata e chiude sul filo di quota 1,09 contro il dollaro dopo aver toccato un massimo a 1,0945, mentre lo spread tra Btp e Bund tedeschi è stabile poco sopra quota 105 punti base con i titoli italiani che rendono l'1,3%. La Bce ha accelerato il ritmo d'acquisto di titoli di Stato nell'ambito del Quantitative easing, rastrellando la scorsa settimana 16,55 miliardi per un totale di oltre 26. A Milano Piazza Affari chiude in calo dello 0,52%, tenendo di poco quota 23mila punti. Londra strappa il +0,22%, Francoforte cede l'1,19% e Parigi lima lo 0,65%. Sotto i riflettori c'è Pirelli: ieri è stato firmato l'accordo fra Camfin e Cncr (China National Tire & Rubber, controllata di ChemChina) che diventerà l'azionista di riferimento dell'azienda attiva nel settore degli pneumatici. L'accordo prevede, tra gli altri, l'acquisto della partecipazione detenuta da Camfin nel capitale di Pirelli, il contestuale reinvestimento da parte di Camfin di una parte dei proventi della vendita, un'Opa al prezzo di 15 euro per azione e la conferma di Marco Tronchetti Provera quale Ceo di Pirelli. Sede e know-how di Pirelli saranno mantenuti in Italia e il completamento dell'operazione è atteso entro l'estate.
Dopo il venerdì positivo, Wall Street avanza mista: alla chiusura dei mercati europei l'indice Dow Jones sale dello 0,2%, seguito a poca distanza dall'S&P 500 (+0,15%), mentre il Nasqaq è in rosso dello 0,1%. Negli Usa si registra il calo dell'indice delle attività nazionali della Fed di Chicago: è sceso in febbraio a -0,11 punti da -0,10 in gennaio (l'agenda).
In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo toccando un nuovo massimo da 15 anni. L'indice Nikkei avanza dello 0,99% a 19.592,36 punti. "I mercati asiatici - notano da una sala operativa - sono per la maggior parte in salita di riflesso al positivo andamento di Wall Street venerdì scorso a causa del debole dollaro e di prezzi delle materie prime in rialzo".
Sul fronte delle materie prime l'oro consolida il rally di venerdì scorso: alla chiusura dei mercati Ue il lingotto viene scambiato a 1.185 dollari. Venerdì il metallo prezioso aveva raggiunto i 1.188 dollari per poi ripiegare su quota 1.182. Le quotazioni del petrolio sono in rialzo, dopo i cali dell'avvio di settimana: a New York il Wti è scambiato a 47 dollari al barile.