MILANO - I mercati europei si aggrappano ai dati positivi degli indici Pmi sul settore manifatturiero per invertire la debolezza di inizio giornata e la seduta incolore di ieri. Milano riesce così a chiudere in positivo, nonostante il continuo rinvio sull'accordo tra Atene e Bruxelles, da una parte, e il ribasso di Wall Street dall'altra abbiano in parte frenato gli acquisti.
L'indicatore dell'istituto Markit, molto seguito dal mercato in quanto realizzato intervistando i direttori agli acquisti e quindi anticipatore del ciclo economico, dà buoni risultati in Italia: sale a 53,3 punti, portandosi ben sopra il livello di 50 che separa espansione e contrazione economica, con l'aumento maggiore degli ultimi undici mesi (era a 51,9 a febbraio). Accelerano sia la produzione che i livelli occupazionali. Restano i dubbi sulla divergenza fin qui vista tra i 'sondaggi' sulla ripresa (come la fiducia di consumatori e imprese) e la trasmissione di quell'ottimismo all'economia reale, che ha appena incassato il nuovo aumento della disoccupazione.
Sempre Markit ha tracciato una crescita del Pmi manifatturiero tedesco a 52,8 punti, ai massimi degli undici mesi come per il Belpaese. Nella zona dell'euro la lettura finale è di 52,2 punti, sopra la stima iniziale di quota 51,9 e al livello più alto in dieci mesi: è in espansione dal luglio 2013. In Cina l'indice di marzo è salito a 50,1 punti dai 49,9 punti di febbraio. E' la prima volta dallo scorso dicembre che l'indicatore di Pechino supera la soglia dei 50 punti, indicando quindi una fase di espansione e facendo meglio delle attese degli analisti di Bloomberg.
Sullo sfondo degli scambi azionari resta la tensione legata al raggiungimento di un'intesa tra la Grecia e i creditori internazionali, che ormai dovrebbe slittare a dopo Pasqua. Le Borse Ue si rafforzano con i dati sul manifatturiero, poi limano i guadagni in scia alla debolezza di Wall Street: Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,87%, Londra sale dello 0,54%, Parigi dello 0,57% e Francoforte dello 0,29%. A Milano si mette ancora in evidenza Yoox, dopo l'annuncio di una fusione con Net-a-Porter per creare un leader dell'e-commerce del lusso. Deboli Rai Way ed Ei Towers visto che il cda di viale Mazzini e l'Antitrust hanno stoppato l'Offerta della società nell'orbita Mediaset sulle antenne della Tv pubblica.
Lo spread tra Btp e Bund è poco mosso: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si attesta in area 110 punti base, stabile sui livelli di ieri. Il rendimento è all'1,26%, mentre la Germania ha registrato nuovi minimi di sempre con i decennali sotto lo 0,16%. La Bundesbank ha reso noto che nel 2014, il rapporto debito/Pil in Germania è diminuito "sensibilmente", al 74,7% dal 77,1% del 2013: un leggero aumento in valori assoluti del debito è stato più che compensato dalla crescita del Pil. L'euro recupera leggermente terreno sul dollaro: la moneta unica passa di mano a 1,0755 in chiusura di giornata e il cambio con lo yen è a quota 128,5.
Fitta l'agenda americana, che parte con la delusione dal rapporto Adp sul settore privato: 189mila nuovi posti di lavoro contro le attese per un incremento di 225mila unità. L'indice Pmi manifatturiero di Markit sale a 55,7 punti a marzo, top da cinque mesi. Quello Ism cala invece più delle aspettative a 51,5 punti, mentre le spese per le costruzioni si contraggono dello 0,1%, come previsto (gli appuntamenti della settimana). Wall Street, reduce da una chiusura in calo, procede in terreno negativo anche nel nuovo trimestre: il Dow Jones perde lo 0,5%, il Nasdaq cede lo 0,6% e lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,4% poco sopra 2mila punti.
Se Shanghai e Shenzhen hanno sfruttato il balzo degli indici Pmi chiudendo con guadagni dell'1,5% circa, a Tokyo la giornata è stata negativa. La Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso sulla scia della deludente lettura dell'indice Tankan sulla fiducia delle imprese nipponiche, sempre meno ottimiste sulle prospettive di ripresa della terza economia mondiale. L'indice Nikkei ha ceduto lo 0,9% a 19.034,84 punti, il Topix sull'intero listino arretra dello 0,92% a 1.528,99 punti.
Il possibile accordo sull'Iran spinge in basso il prezzo del petrolio, che apre in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,19% a 47,51 dollari al barile. Nella settimana conclusa il 27 marzo le scorte Usa sono cresciute di 4,766 milioni di unità a 471,444 milioni, mentre gli analisti attendevano un rialzo di 4,6 milioni di barili dopo l'aumento di 8,17 milioni di unità precedente. Quotazioni dell'oro in recupero sui mercati asiatici dove il metallo con consegna immediata guadagna lo 0,5% a 1189 dollari l'oncia.
L'indicatore dell'istituto Markit, molto seguito dal mercato in quanto realizzato intervistando i direttori agli acquisti e quindi anticipatore del ciclo economico, dà buoni risultati in Italia: sale a 53,3 punti, portandosi ben sopra il livello di 50 che separa espansione e contrazione economica, con l'aumento maggiore degli ultimi undici mesi (era a 51,9 a febbraio). Accelerano sia la produzione che i livelli occupazionali. Restano i dubbi sulla divergenza fin qui vista tra i 'sondaggi' sulla ripresa (come la fiducia di consumatori e imprese) e la trasmissione di quell'ottimismo all'economia reale, che ha appena incassato il nuovo aumento della disoccupazione.
Sempre Markit ha tracciato una crescita del Pmi manifatturiero tedesco a 52,8 punti, ai massimi degli undici mesi come per il Belpaese. Nella zona dell'euro la lettura finale è di 52,2 punti, sopra la stima iniziale di quota 51,9 e al livello più alto in dieci mesi: è in espansione dal luglio 2013. In Cina l'indice di marzo è salito a 50,1 punti dai 49,9 punti di febbraio. E' la prima volta dallo scorso dicembre che l'indicatore di Pechino supera la soglia dei 50 punti, indicando quindi una fase di espansione e facendo meglio delle attese degli analisti di Bloomberg.
Sullo sfondo degli scambi azionari resta la tensione legata al raggiungimento di un'intesa tra la Grecia e i creditori internazionali, che ormai dovrebbe slittare a dopo Pasqua. Le Borse Ue si rafforzano con i dati sul manifatturiero, poi limano i guadagni in scia alla debolezza di Wall Street: Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,87%, Londra sale dello 0,54%, Parigi dello 0,57% e Francoforte dello 0,29%. A Milano si mette ancora in evidenza Yoox, dopo l'annuncio di una fusione con Net-a-Porter per creare un leader dell'e-commerce del lusso. Deboli Rai Way ed Ei Towers visto che il cda di viale Mazzini e l'Antitrust hanno stoppato l'Offerta della società nell'orbita Mediaset sulle antenne della Tv pubblica.
Lo spread tra Btp e Bund è poco mosso: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi si attesta in area 110 punti base, stabile sui livelli di ieri. Il rendimento è all'1,26%, mentre la Germania ha registrato nuovi minimi di sempre con i decennali sotto lo 0,16%. La Bundesbank ha reso noto che nel 2014, il rapporto debito/Pil in Germania è diminuito "sensibilmente", al 74,7% dal 77,1% del 2013: un leggero aumento in valori assoluti del debito è stato più che compensato dalla crescita del Pil. L'euro recupera leggermente terreno sul dollaro: la moneta unica passa di mano a 1,0755 in chiusura di giornata e il cambio con lo yen è a quota 128,5.
Fitta l'agenda americana, che parte con la delusione dal rapporto Adp sul settore privato: 189mila nuovi posti di lavoro contro le attese per un incremento di 225mila unità. L'indice Pmi manifatturiero di Markit sale a 55,7 punti a marzo, top da cinque mesi. Quello Ism cala invece più delle aspettative a 51,5 punti, mentre le spese per le costruzioni si contraggono dello 0,1%, come previsto (gli appuntamenti della settimana). Wall Street, reduce da una chiusura in calo, procede in terreno negativo anche nel nuovo trimestre: il Dow Jones perde lo 0,5%, il Nasdaq cede lo 0,6% e lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,4% poco sopra 2mila punti.
Se Shanghai e Shenzhen hanno sfruttato il balzo degli indici Pmi chiudendo con guadagni dell'1,5% circa, a Tokyo la giornata è stata negativa. La Borsa di Tokyo ha chiuso in ribasso sulla scia della deludente lettura dell'indice Tankan sulla fiducia delle imprese nipponiche, sempre meno ottimiste sulle prospettive di ripresa della terza economia mondiale. L'indice Nikkei ha ceduto lo 0,9% a 19.034,84 punti, il Topix sull'intero listino arretra dello 0,92% a 1.528,99 punti.
Il possibile accordo sull'Iran spinge in basso il prezzo del petrolio, che apre in calo a New York, dove le quotazioni perdono lo 0,19% a 47,51 dollari al barile. Nella settimana conclusa il 27 marzo le scorte Usa sono cresciute di 4,766 milioni di unità a 471,444 milioni, mentre gli analisti attendevano un rialzo di 4,6 milioni di barili dopo l'aumento di 8,17 milioni di unità precedente. Quotazioni dell'oro in recupero sui mercati asiatici dove il metallo con consegna immediata guadagna lo 0,5% a 1189 dollari l'oncia.