Economia

Prosegue la marcia delle Borse: Milano chiude sopra 24mila punti

A marzo le importazioni e le esportazioni di Pechino sono crollate: gli addetti ai lavori sono convinti che presto interverrà la banca centrale. Segnali di ripresa dal Giappone. Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,55% sopra 24mila punti. Stabile lo spread, mentre l'euro è a 1,06 contro il dollaro

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MILANO - Le Borse del Vecchio continente ripartono dopo una settimana positiva, che ha portato il Dax di Francoforte a trattare ai nuovi livelli massimi storici in area 12.400 punti, mentre Piazza Affari ha archiviato una quattro-giorni di rialzi (+2,4% escludendo Pasquetta) che portano il bilancio da inizio anno in positivo del 25% circa. I listini europei, ad eccezione di Milano, faticano però a consolidare i recenti rialzi in attesa di nuovi segnali capaci di indirizzare le prossime mosse degli investitori.

In questo senso si guarda con attenzione alla Cina dove le esportazioni a marzo sono scese del 15% annuale, la discesa più forte dal 2009, mentre gli analisti si aspettavano un rialzo del 12%. Giù del 12,3% anche l'import: l'avanzo di bilancio si asciuga ad appena 3,1 miliardi di dollari, contro un atteso surplus di 45,4 miliardi di dollari. A questo punto è possibile che Pechino decida di varare nuovi stimoli all'economia, magari con iniezioni di capitali sul mercato.

Un mossa che potrebbe amplificare l'effetto del Quantitative easing della Bce che continua a spingere gli acquisti, mentre i rendimenti dei titoli di Stato scendono: la scorsa settimana il Tesoro - che oggi avvia il collocamento del nuovo Btp Italia - ha piazzato Bot annuali vicino al rendimento zero, la Svizzera ha emesso decennali in negativo e ormai per gli esperti manca poco perché il Bund tedesco a dieci anni finisca sotto zero. Trend confermato anche oggi: in asta sono stati collocati 7,5 miliardi di euro di Btp a 3, 7 e 15 anni, con il tasso del triennale in rialzo allo 0,23%, ma non lontano dal minimo storico dello 0,15% di marzo. Il rendimento medio del 7 anni è salito allo 0,89% da 0,71% di un mese fa, mentre quello del 15 anni è calato all'1,64% dal 2,10% dell'asta di febbraio.

Nel frattempo gli investitori continuano a guardare all'evoluzione della situazione in Grecia: il fatto che Atene abbia saldato la tranche da oltre 450 milioni con il Fmi, la scorsa settimana, ha contenuto i timori di default, ma a detta dello stesso governo greco i soldi finiranno prima del termine del mese. Dal punto di vista macroeconomico, invece, la giornata è scarica di eventi di rilievo: dopo il via libera del governo al Def, oggi l'Istat ha pubblicato i dati sulla produzione industriale di febbraio 2015 che mostra ancora segnali di sofferenza. Nel pomeriggio, poi, arriveranno i dati sul deficit Usa (l'agenda).

Intanto, l'Ocse ha rilevato che il tasso di disoccupazione in Italia a febbraio è aumentato di 0,1 punti percentuali al 12,7%: un dato in controtendenza rispetto alle altre due principali economie dell'Eurozona, Francia e Germania, dove la percentuale dei senza lavoro è rimasta stabile al 10,6% e 4,8%. Nell'insieme dell'unione monetaria, la disoccupazione è scesa dall'11,4% all'11,3%. Nel nostro Paese resta inoltre "eccezionalmente elevata" la disoccupazione giovanile, al 42,6%

A Milano Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,55% superando quota 24mila punti che mancava dall'ottobre 2008. Miste le altre Borse del Vecchio continente: Londra cede lo 0,37% finale, Francoforte lo 0,29%, mentre Parigi recupera lo 0,26%. Tra i singoli titoli di Piazza Affari si guarda a Rai Way, premiata dagli acquisti dopo che Ei Towers ha modificato le condizioni dell'Opas accettando l'idea di fermarsi al 40% del capitale delle torri Rai. In Unicredit si segnala la discesa dal 3 al 2% del capitale di Leonardo Del Vecchio. Wall Street, reduce da un venerdì di rialzi che ha portato il bilancio settimanale per la seconda volta consecutiva in attivo, prosegue la sua corsa: mentre chiudono i mercati europei, il Dow Jones sale dello 0,2%, l'S&P 500 dello 0,1%, mentre il Nasdaq recupera lo 0,5% tornando oltre quota 5mila punti.

Poco mosso lo spread, la differenza di rendimento tra titoli italiani e tedeschi a 10 anni, che si allarga leggermente a 112 punti base, mentre i Btp italiani vengono scambiati sul mercato secondario a un tasso dell'1,27%. L'euro chiude in leggero calo per l'euro sotto quota 1,06 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,0572 dollari dopo aver toccato i minimi di giornata a 1,0519.

In mattinata la Borsa di Tokyo ha terminato gli scambi poco mossa (-0,01%) in una giornata dai dati macroeconomici poco brillanti: gli ordini di macchinari sono scesi a febbraio dello 0,4%, mentre i prezzi all'ingrosso di marzo, al netto del rialzo della tassa sui consumi dal 5% all'8%, sono crollati del 2,1%. Secondo il governatore del BoJ, Haruhiko Kuroda, l'economia è in ripresa moderata, mentre la politica monetaria produce gli effetti attesi e l'inflazione è "intorno allo '0' per il momento" scontando i prezzi del greggio.

Sul fronte delle materie prime il petrolio è poco mosso a 51,68 dollari per il barile Wti e a 57,83 dollari per il Brent. L'oro è in calo a 1.204,15 dollari cedendo lo 0,4%.