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Borse europee appese al caos greco: "Il tempo sta finendo". Ipotesi "scudo" sui depositi all'estero

I mercati provano il rimbalzo dopo il crollo della vigilia, ma il direttore fondo salva-Stati europeo mette in guardia Atene: "Stiamo lavorando giorno e notte per un'intesa, c'è il rischio di insolvenza e tanti rischi ad esso collegati"
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MILANO - Le Borse europee restano appese alla Grecia. Senza indicazioni in arrivo da Wall Street - chiusa ieri per le celebrazioni del Memorial Day - i mercati del Vecchio continente ripartono all'insegna della prudenza condizionati soprattutto dall'evoluzione della situazione greca con le trattative tra Atene e i creditori che procedono al rilento. Dopo l'allarme lanciato dal ministro dell'Interno  Nikos Voutsis secondo cui il Paese non ha soldi per pagare pensioni e salari e insieme far fronte a 1,6 miliardi di scadenze di prestiti da restituire al Fmi nel mese di giugno, il portavoce del governo, Gabriel Sakellaridis ha precisato: "Sulla base dei nostri problemi di liquidità abbiamo una necessità imperativa di raggiungere l'accordo il prima possibile. Pagheremo i nostri impegni come meglio potremo". 

E il ministro delle Finanza, Yanis Varoufakis dice: "Il prossimo 5 giugno la Grecia pagherà la rata del prestito Fmi …
MILANO - Le Borse europee restano appese alla Grecia. Senza indicazioni in arrivo da Wall Street - chiusa ieri per le celebrazioni del Memorial Day - i mercati del Vecchio continente ripartono all'insegna della prudenza condizionati soprattutto dall'evoluzione della situazione greca con le trattative tra Atene e i creditori che procedono al rilento. Dopo l'allarme lanciato dal ministro dell'Interno  Nikos Voutsis secondo cui il Paese non ha soldi per pagare pensioni e salari e insieme far fronte a 1,6 miliardi di scadenze di prestiti da restituire al Fmi nel mese di giugno, il portavoce del governo, Gabriel Sakellaridis ha precisato: "Sulla base dei nostri problemi di liquidità abbiamo una necessità imperativa di raggiungere l'accordo il prima possibile. Pagheremo i nostri impegni come meglio potremo". 

E il ministro delle Finanza, Yanis Varoufakis dice: "Il prossimo 5 giugno la Grecia pagherà la rata del prestito Fmi perché per allora sarà stato raggiunto un accordo con i creditori internazionali". Uno dei meccanismi individuati è una sorta di "scudo": un prelievo del 15% sui depositi bancari di cittadini greci non dichiarati all'estero, e il doppio per legalizzare quelli in Grecia. Varoufakis ha detto di aver preso anche in considerazione la possibilità di tassare i ritiri di contante via bancomat e sportello bancario per incoraggiare le transazioni elettroniche tracciabili e combattere l'evasione fiscale.

Un'apertura dopo che ieri aveva attaccato: "Il problema non sono le riforme, ma l'austerity che vogliono imporre alla Grecia. In questo modo una ripresa è impossibile". I creditori, però, restano alla finestra consapevoli del fatto che il tempo stia per scadere "e senza un accordo con i creditori la Grecia non otterrà alcun nuovo finanziamento" ha detto al quotidiano tedesco Bild il direttore del fondo salva-Stati europeo (Esm), Klaus Regling: "Stiamo lavorando giorno e notte per un'intesa, c'è il rischio di insolvenza e tanti rischi ad esso collegati".

Il clima resta teso e i mercati incerti sull'evoluzione della partita. A Milano Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,18% frenata da Mps in caduta libera nel secondo giorno di aumento di capitale. Contrastate le altre Borse del Vecchio continente: dopo lo scivolone della vigilia Parigi ha ceduto lo 0,6%, Londra l'1,18%, mentre Francoforte è arretrata dell'1,61%. Ripercussioni maggiori si leggono nello spread tra Btp e Bund tedeschi: la differenza di rendimento è tornata ad allargarsi in area 135 punti con i titoli italiani che rendono l'1,9%. Il Tesoro però ha collocato 2,978 miliardi di Ctz e Btp indicizzati: nel dettaglio sono stati venduti 1,978 miliardi di Ctz con scadenza 24 mesi a un tasso dello 0,062%, in calo rispetto al rendimento di aprile (0,079%). Venduti anche Btp indicizzati al 2023 e 2026 con rendimenti rispettivamente del 2,60% e del 3,10%. Soffre l'euro che scende a quota 1,091 dollari  a 133,2 yen (valute). Wall Street è debole dopo il lungo il week end di festa: il Dow Jones cede lo 0,9% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq l'1%.

Dal punto di vista macroeconomico la giornata è piuttosto scarica di eventi di rilievo al netto dell'assemblea generale della Banca d'Italia dove il governatore Ignazio Visco ha celebrato l'arrivo della ripresa in Italia. Negli Stati Uniti, deludono gli ordini di beni durevoli (-0,5% sotto le attese ad aprile), mentre il prezzo delle case sale del 5% a marzo. La fiducia dei consumatori americani a maggio sale a quota 95,4 punti, mentre cala l'indice Pmi servizi (l'agenda). L'Ocse, intanto, rileva un rallentamento della crescita allo 0,3% nel primo trimestre (+0,5% nell'ultimo del 2014): tra le sette principali economie, il rallentamento più significativo si osserva negli Usa e in Germania, mentre la crescita è più robusta in Francia, Giappone, Italia (+0,3%).

In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo l'ottava seduta consecutiva, con l'indice Nikkei che ha guadagnato lo 0,12% (+23,71 punti) a 20.437,48 punti, toccando il suo massimo da 15 anni. L'indice Topix è aumentato solo dello 0,03% (+0,42 punti) a 1.659,57 Punti. La seduta è stata mediamente attiva con 1,91 miliardi di titoli scambiati sul primo mercato. Sul fronte delle materie prime  le quotazioni  del petrolio sono in lieve aumento sul mercato after hour di  New York dove i contratti sul greggio Wti con scadenza a luglio vengono scambiati a 59,88 dollari al barile, 9 centesimi in più rispetto alla chiusura di ieri. Il Brent guadagna 16 centesimi a  65,61 dollari al barile. Poco mosso anche l'oro: il lingotto con consegna immediata  è scambiato 1.205 dollari l'oncia, praticamente sugli stessi livelli della vigilia.