MILANO - La corsa contro il tempo di Atene per evitare il default orienta l'andamento dei mercati, che dimostrano di credere in un accordo che impedisca la bancarotta greca: dallo stesso governo ellenico filtrano voci in tal senso, anche se la Ue frena. Lo scenario della bancarotta potrebbe d'altra parte aumentare le probabilità di un'uscita dall'Eurozona, il tempo però stringe: entro il 5 giugno il governo deve trovare 300 milioni di euro da restituire al Fondo monetario internazionale, una parte degli 1,6 miliardi che deve al Fmi stesso il mese prossimo. Inoltre, deve continuare a pagare stipendi e pensioni, mentre le casse dello Stato sono agli sgoccioli.
Ieri il ministro greco delle finanze Yanis Varoufakis ha tentato di rassicurare dicendo che rispetterà la prima scadenza perché "avremo un accordo" con i creditori entro quella data. Non sono però stati dati dettagli sui negoziati in corso a Bruxelles: sul piatto ci potrebbe essere uno scudo fiscale e un'imposta sui prelievi ai bancomat. La Banca centrale europea ha mantenuto a 80,2 miliardi il canale di liquidità straordinaria per le banche elleniche, come ha scritto Reuters, e mantenuto quindi un cuscinetto di liquidità non utilizzata di 3 miliardi di euro: "Il tetto non è stato alzato perchè il flusso di depositi in uscita si è stabilizzato a livelli molto bassi", ha detto una fonte all'agenzia. Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ha però ribadito le difficoltà del momento: "I tempi sono abbastanza stretti, serve una conclusione positiva il prima possibile". Mentre gli Usa vanno in pressing per risolvere la situazione, da Berlino sono stati sollevati dubbi ulteriori: per il portavoce del ministero delle Finanza, Martin Jaeger, finora "mancano le proposte" e "una soluzione complessiva" da parte del governo greco.
A complicare lo scenario internazionale c'è l'incertezza circa le prossime mosse di politica monetaria degli Stati Uniti: una serie di dati macroeconomici ha alimentato la tesi secondo cui la Federal Reserve inizierà ad alzare i tassi quest'anno, ma la tempistica non è chiara. Secondo alcuni la stretta potrebbe iniziare già in estate, secondo altri solo in autunno inoltrato. L'euro chiude in lieve calo a 1,0887 dollari e 134,64 yen, pur recuperando dal minimo da un mese di 1,0818 toccato durante la seduta grazie alle indiscrezioni su una bozza di accordo tra la Grecia e i suoi creditori (segui le valute). Lo spread è in leggero calo sotto quota 130 punti base con i Btp a 10 anni che rendono l'1,87%. Il Tesoro ha assegnato 6 miliardi di Bot a sei mesi, con un rendimento allo 0,004% (nell'asta precedente era a zero tondo) e un rapporto di copertura a 1,94.
Nonostante le tensioni, le Borse chiudono in rialzo: a Milano, Piazza Affari si rafforza fino a chiudere in maglia rosa a +2,29%. Positive anche le altre Ue: Londra aggiunge l'1,21%, Parigi l'1,95% mentre Francoforte sale dell'1,26%. Sotto i riflettori il titolo Generali dopo la presentazione del nuovo piano finanziario, mentre Mps prosegue l'aumento di capitale e prova a rimbalzare dopo le forti vendite degli ultimi due giorni. Anche Wall Street è in rialzo e mentre i mercati del Vecchio continente chiudono il Dow Jones guadagna lo 0,6% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq avanza dello 0,8%.
Sul fronte macroeconomico, la giornata non presenta spunti di particolare interesse: l'Istat traccia una crescita dello 0,3% del fatturato dei servizi nel primo trimestre dell'anno, mentre la Commissione Ue discute in termini generali le proposte sulla base comune di tassazione per le imprese. A Dresda, in Germania, si tengono i lavori del G7 finanziario che ha sul tavolo anche la crisi greca e sulla quale si attende un pressing da parte degli Usa. Da Berlino, intanto arrivano segnali positivi dalla fiducia dei consumatori che a giugno sale a 10,2 punti, ai massimi da oltre 13 anni, mentre il dato di Parigi scende inaspettatamente da 94 a 93 punti (l'agenda dei mercati). Dall'Ocse arrivano dati allarmanti sull'occupazione giovanile: l'Italia è penultima nell'area dei Paesi avanzati per questo indicatore.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha archiviato la nona seduta consecutiva in rialzo nonostante l'avvio debole in scia a Wall Street: il buon rimbalzo del dollaro nel cambio con lo yen, però, ha aiutato il listino a virare in positivo aggiornando i nuovi massimi da 15 anni. Al termine delle contrattazioni l'indice Nikkei dei titoli guida ha chiuso in progresso dello 0,17% a 20.472,58 punti.
Tra le materie prime, le quotazioni del petrolio a luglio tornano a scivolare: -0,76% a 57,59 dollari al barile.
Ieri il ministro greco delle finanze Yanis Varoufakis ha tentato di rassicurare dicendo che rispetterà la prima scadenza perché "avremo un accordo" con i creditori entro quella data. Non sono però stati dati dettagli sui negoziati in corso a Bruxelles: sul piatto ci potrebbe essere uno scudo fiscale e un'imposta sui prelievi ai bancomat. La Banca centrale europea ha mantenuto a 80,2 miliardi il canale di liquidità straordinaria per le banche elleniche, come ha scritto Reuters, e mantenuto quindi un cuscinetto di liquidità non utilizzata di 3 miliardi di euro: "Il tetto non è stato alzato perchè il flusso di depositi in uscita si è stabilizzato a livelli molto bassi", ha detto una fonte all'agenzia. Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ha però ribadito le difficoltà del momento: "I tempi sono abbastanza stretti, serve una conclusione positiva il prima possibile". Mentre gli Usa vanno in pressing per risolvere la situazione, da Berlino sono stati sollevati dubbi ulteriori: per il portavoce del ministero delle Finanza, Martin Jaeger, finora "mancano le proposte" e "una soluzione complessiva" da parte del governo greco.
A complicare lo scenario internazionale c'è l'incertezza circa le prossime mosse di politica monetaria degli Stati Uniti: una serie di dati macroeconomici ha alimentato la tesi secondo cui la Federal Reserve inizierà ad alzare i tassi quest'anno, ma la tempistica non è chiara. Secondo alcuni la stretta potrebbe iniziare già in estate, secondo altri solo in autunno inoltrato. L'euro chiude in lieve calo a 1,0887 dollari e 134,64 yen, pur recuperando dal minimo da un mese di 1,0818 toccato durante la seduta grazie alle indiscrezioni su una bozza di accordo tra la Grecia e i suoi creditori (segui le valute). Lo spread è in leggero calo sotto quota 130 punti base con i Btp a 10 anni che rendono l'1,87%. Il Tesoro ha assegnato 6 miliardi di Bot a sei mesi, con un rendimento allo 0,004% (nell'asta precedente era a zero tondo) e un rapporto di copertura a 1,94.
Nonostante le tensioni, le Borse chiudono in rialzo: a Milano, Piazza Affari si rafforza fino a chiudere in maglia rosa a +2,29%. Positive anche le altre Ue: Londra aggiunge l'1,21%, Parigi l'1,95% mentre Francoforte sale dell'1,26%. Sotto i riflettori il titolo Generali dopo la presentazione del nuovo piano finanziario, mentre Mps prosegue l'aumento di capitale e prova a rimbalzare dopo le forti vendite degli ultimi due giorni. Anche Wall Street è in rialzo e mentre i mercati del Vecchio continente chiudono il Dow Jones guadagna lo 0,6% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq avanza dello 0,8%.
Sul fronte macroeconomico, la giornata non presenta spunti di particolare interesse: l'Istat traccia una crescita dello 0,3% del fatturato dei servizi nel primo trimestre dell'anno, mentre la Commissione Ue discute in termini generali le proposte sulla base comune di tassazione per le imprese. A Dresda, in Germania, si tengono i lavori del G7 finanziario che ha sul tavolo anche la crisi greca e sulla quale si attende un pressing da parte degli Usa. Da Berlino, intanto arrivano segnali positivi dalla fiducia dei consumatori che a giugno sale a 10,2 punti, ai massimi da oltre 13 anni, mentre il dato di Parigi scende inaspettatamente da 94 a 93 punti (l'agenda dei mercati). Dall'Ocse arrivano dati allarmanti sull'occupazione giovanile: l'Italia è penultima nell'area dei Paesi avanzati per questo indicatore.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha archiviato la nona seduta consecutiva in rialzo nonostante l'avvio debole in scia a Wall Street: il buon rimbalzo del dollaro nel cambio con lo yen, però, ha aiutato il listino a virare in positivo aggiornando i nuovi massimi da 15 anni. Al termine delle contrattazioni l'indice Nikkei dei titoli guida ha chiuso in progresso dello 0,17% a 20.472,58 punti.
Tra le materie prime, le quotazioni del petrolio a luglio tornano a scivolare: -0,76% a 57,59 dollari al barile.