Economia

I mercati vedono la "Grexit": Borse incerte, si stabilizza lo spread

(afp)
Le trattative tra Atene e i creditori internazionali proseguono, ma le parti restano lontane e i mercati avanzano volatili: si salva Milano. Il Fmi gioca la parte del falco e il 30 giugno aspetta il rimborso di 1,6 miliardi di euro. Tensioni sui titoli di Stato e le materie prime. In calo la fiducia dei consumatori tedeschi
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MILANO - Dopo la speranza la paura. Dall'Eurogruppo continuano a levarsi fumate nere sull'accordo tra la Grecia e i creditori internazionali getta nuove ombre sui mercati che adesso vedono più vicina un'uscita di Atene dall'euro. A complicare le trattative l'irrigidimento del direttore generale del Fmi: Christine Lagarde, a caccia di un secondo mandato al vertice dell'organizzazione internazionale, si è trasformato in falco. Anche per questo in Grecia molti iniziano a pensare che in Europa siano in atto manovre per sostituire il premier eletto Alexis Tsipras, come accadde nel 2011 con Papandreou. Il sospetto è sicuramente condiviso dallo stesso Tsipras che più di una volta ha denunciato la sordità dei propri interlocutori: "Dicono no a tutte le nostre proposte, è incredibile. Con Irlanda e Portogallo non è mai successo".

Il quadro resta delicato e la soluzione pare lontana, mente il 30 giugno la Grecia è chiamata a rimborsare 1,6 miliardi al Fmi. I ministri delle Finanze si sono salutati ancora con un nulla di fatto e si sono riaggiornati ai prossimi giorni, ma le trattative proseguono in serata alla riunione del Consiglio europeo. I mercati sono preoccupati e, dopo il rally degli ultimi giorni, prosegue la volatilità della vigilia. Nonostante tutto Milano chiude in rialzo dello 0,85% dopo una mattinata in altalena, mentre gli altri listini del Vecchio continente chiudono terminano la seduta contrastati: Londra scende dello 0,54%, Parigi cede lo 0,07%, mentre Francoforte tiene la parità (+0,02%). Wall Street procede poco mossa: quando chiudono i mercati europei il Dow Jones avanza dello 0,2% come l'S&P 500, mentre il Nasdaq recupera lo 0,3%.

Si allenta, dopo un iniziale ampliamento, la pressione sui titoli di stato periferici: i Btp rendono il 2,1% con lo spread in area 125 punti, poco sopra i Bonos spagnoli. Il Tesoro ha piazzato un miliardo di Btp indicizzati all'inflazione a 10 e 30 anni, con il tasso decennale in rialzo allo 0,97%. L'euro chiude stabile a 1,1190 dollari e 138,35 yen. Il mercato dei cambi si conferma poco reattivo alle evoluzioni della crisi greca. Invariato anche il cambio dollaro/yen, a quota 123,60 (le valute).

Sul fronte macroeconomico, in Germania si registra la battuta d'arresto per la fiducia dei consumatori: secondo l'indicatore Gfk la tendenza per luglio è di un calo a 10,1 punti dai 10,2 del mese precedente, si tratta della prima contrazione da ottobre dello scorso anno. Il dato è inferiore alle attese che erano per un valore stabile a 10,2. Secondo Gfk, il rischio di un'uscita della Grecia dall'euro ha smorzato le aspettative economiche. In Italia, il governatore Ignazio Visco mette in guardia dai facili entusiasmi: a questi ritmi di ripresa, è lunga anni la strada per tornare ai livelli del pre-crisi. Negli Usa si registra un +0,5% dei redditi personali a maggio, mentre le spese segnano +0,9%; fanno meglio delle attese le richieste iniziali di sussidi per la disoccupazione, che si attestano a 271mila con una crescita di 3mila unità (l'agenda dei mercati).

Questa mattina, la Borsa di Tokyo ha chiuso in calo a un giorno di distanza dal top da 18 anni e mezzo per l'impasse nei negoziati sulla Grecia: l'indice Nikkei arretra dello 0,47% a 20.778,62 punti. Tra le materie prime, il prezzo del petrolio è in leggero calo. Pesano i dati misti di ieri delle scorte settimanali petrolifere Usa, che complessivamente calano più del previsto anche se quelle di benzina a sorpresa si rafforzano. Sui mercati asiatici i future sul Light crude Wti cedono di 13 cent a 60,14 dollari e quelli sul Brent arretrano di un cent a 63,48 dollari. Tornano a salire, invece, le quotazioni
dell'oro sull'onda dell'incertezza delle trattative sulla crisi greca dopo il calo dei giorni scorsi: il lingotto con consegna immediata guadagna lo 0,3% a 1.1778 dollari l'oncia.