MILANO - I mercati europei chiudono fiacchi, mentre resta la debolezza delle materie prime che spinge l'oro ai minimi dal 2010. Non ha giovato ai listini l'andamento delle Piazze asiatiche, in rosso dopo che l'indice Pmi manifatturiero cinese si è portato ai minimi da 15 mesi, mostrando la debolezza del colosso dell'Est. Milano chiude in calo dello 0,53% una giornata passata ad oscillare sulla pari. Deboli anche le altre Ue: Londra lima l'1,13%, nonostante la spinta derivante dai conti di Vodafone, Parigi lo 0,58%, e Francoforte l'1,43%. In netto ribasso Wall Street: il Dow Jones cede lo 0,91%, il Nasdaq l'1,12% e lo S&P 500 l'1,07%.
Il petrolio resta debole sotto i 49 dollari al barile. A pesare sul prezzo del greggio, spiegano gli analisti, ancora il dato sulle scorte in Usa, salito sopra le attese. Alla chiusura dei mercati Ue, a New York il greggio Wti gira in rosso verso quota 48 dollari al barile, il Brent perde oltre un punto percentuale ai minimi da quattro mesi. Vendite inarrestabili sull'oro: il metallo con consegna immediata scende in area 1.080 dollari. Tocca così il livello più basso da febbraio 2010.
L'euro chiude stabile sul dollaro: la moneta unica tratta a 1,097. Si stabilizza anche lo spread fra Btp e Bund: il differenziale segna poco più di 115 punti con un rendimento pari all'1,87%.
A luglio, l'industria manufatturiera cinese ha subito una battuta d'arresto: l'indice anticipatore del ciclo economico è sceso a 48,2 punti dai 49,4 di giugno. Si tratta del punto più basso mai raggiunto negli ultimi 15 mesi. Un livello sopra 50 significa espansione dell'attività manifatturiera, sotto la soglia dei 50 indica contrazione. Dati deludenti dall'istituto Markit, che calcola i Pmi, anche in Europa: in Germania il manifatturiero è sceso a 51,5 a luglio da 51,9 di giugno risentendo del calo dell'export, nell'Eurozona il dato composito (che tiene conto anche dei servizi) delude le attese a 53,7 punti. L'indice è stato pubblicato anche in Giappone: la lettura flash per per l'indice Pmi sulla manifattura sale a 51,4 punti a luglio, dai 50,1 punti di giugno. Il Pmi manifatturiero degli Usa è invece salito in luglio a 53,8 punti da 53,6 in giugno, livello che aveva costituito il punto più basso degli ultimi 20 mesi. Le vendite di case nuove negli Stati Uniti sono calate a sorpresa in giugno del 6,8% rispetto al mese precedente.
La Borsa di Tokyo, in mattinata, ha chiuso in calo dello 0,67% sulla scia della seduta negativa di Wall Street e della pubblicazione dei dati mediocri: alla fine degli scambi l'indice Nikkei ha perso 139,42 punti a 20.544,53 punti. Nell'intera settimana ha lasciato sul terreno lo 0,51%. L'indice più ampio Topix ha perso lo 0,54% (cioè 9,02 punti) e concluso le contrattazioni a 1.655,86 punti.
Il petrolio resta debole sotto i 49 dollari al barile. A pesare sul prezzo del greggio, spiegano gli analisti, ancora il dato sulle scorte in Usa, salito sopra le attese. Alla chiusura dei mercati Ue, a New York il greggio Wti gira in rosso verso quota 48 dollari al barile, il Brent perde oltre un punto percentuale ai minimi da quattro mesi. Vendite inarrestabili sull'oro: il metallo con consegna immediata scende in area 1.080 dollari. Tocca così il livello più basso da febbraio 2010.
L'euro chiude stabile sul dollaro: la moneta unica tratta a 1,097. Si stabilizza anche lo spread fra Btp e Bund: il differenziale segna poco più di 115 punti con un rendimento pari all'1,87%.
A luglio, l'industria manufatturiera cinese ha subito una battuta d'arresto: l'indice anticipatore del ciclo economico è sceso a 48,2 punti dai 49,4 di giugno. Si tratta del punto più basso mai raggiunto negli ultimi 15 mesi. Un livello sopra 50 significa espansione dell'attività manifatturiera, sotto la soglia dei 50 indica contrazione. Dati deludenti dall'istituto Markit, che calcola i Pmi, anche in Europa: in Germania il manifatturiero è sceso a 51,5 a luglio da 51,9 di giugno risentendo del calo dell'export, nell'Eurozona il dato composito (che tiene conto anche dei servizi) delude le attese a 53,7 punti. L'indice è stato pubblicato anche in Giappone: la lettura flash per per l'indice Pmi sulla manifattura sale a 51,4 punti a luglio, dai 50,1 punti di giugno. Il Pmi manifatturiero degli Usa è invece salito in luglio a 53,8 punti da 53,6 in giugno, livello che aveva costituito il punto più basso degli ultimi 20 mesi. Le vendite di case nuove negli Stati Uniti sono calate a sorpresa in giugno del 6,8% rispetto al mese precedente.
La Borsa di Tokyo, in mattinata, ha chiuso in calo dello 0,67% sulla scia della seduta negativa di Wall Street e della pubblicazione dei dati mediocri: alla fine degli scambi l'indice Nikkei ha perso 139,42 punti a 20.544,53 punti. Nell'intera settimana ha lasciato sul terreno lo 0,51%. L'indice più ampio Topix ha perso lo 0,54% (cioè 9,02 punti) e concluso le contrattazioni a 1.655,86 punti.