MILANO - I risparmiatori guardano con apprensione alla riapertura dei mercati, dopo che l'ultima settimana è andata in archivio con perdite consistenti su tutti i mercati: con un ribasso del 13% circa dai picchi di aprile, lo Stoxx Europe 600 - paniere rappresentativo dei listini del Vecchio continente - è entrato ufficialmente in una fase di correzione. Piazza Affari ha perso il 6,5%, ma Francoforte e Londra hanno fatto peggio. La svalutazione operata dalla Cina la scorsa settimana, insieme ai timori per il rallentamento del colosso asiatico certificati anche da un Pmi manifatturiero ai minimi da sei anni, ha contagiato anche Wall Street, dove lo S&P500 ha chiuso la peggior settimana dal 2012. Non ha tranquillizzato gli investitori l'incertezza legata all'innalzamento dei tassi Fed, che manca dal 2006. Tutto sembrava fatto per il prossimo settembre, ma le turbolenze degli ultimi tempi invitano Janet Yellen alla prudenza.
Al calderone cinese si aggiunge anche la dinamica dei prezzi del petrolio, che dopo una ripresa fasulla sono tornati a livelli bassissimi, con il Wti che testa quota 40 dollari al barile. Non è un caso che sia la pattuglia europea delle aziende delle commodity ad aver sofferto di più, raschiando un quarto del valore dai picchi di aprile. L'unico porto sicuro per gli investitori sembra l'oro, che ha rivestito i panni del bene rifugio ed è tornato a salire. Il rublo in Russia e il tenge in Kazakhstan, con i loro tracolli, sono altri focolai di incertezza, insieme alla tensione della Corea del Sud. Tutti i mercati emergenti, quelli gonfiati dalla liquidità distribuita negli anni passati dalle banche centrali che si sono impegnate a contrastare la debolezza economica (dalla Fed alla BoJ, passando per BoE e Bce), ora pagano il conto di galoppate spesso giustificate solo dall'eccesso di liquidi da investire, proprio dove si trovavano gli ultimi rendimenti offerti dal Pianeta in tempi di tassi azzerati presso tutte le principali economie occidentali.
Insomma, al di là della crisi cinese per molti osservatori serviva una causa scatenante per una correzione che ha in sé molte ragioni tecniche. Per cercare di invertire la rotta, le autorità cinesi intanto dato il via libera ai fondi pensione gestiti dagli enti locali per l'accesso al mercato azionario. L'obiettivo è quello di frenare la caduta libera delle borse, che la settimana scorsa hanno perso il 12%. I fondi pensioni degli enti locali potranno investire fino al 30% delle loro attività nette nelle borse cinesi, negli equity fund e nei fondi bilanciati. In precedenza potevano investire solo in titoli del debito pubblico e nei depositi bancari. Messi insieme i fondi gestiti dagli enti locali cinsi hanno una potenza di fuoco di 2 mila miliardi di dollari, il che significa che teoricamente potranno investire in borsa 600 miliardi di dollari. In base alla nuove leggi, approvate dal Consiglio di Stato, questi fondi potranno investire anche in titoli obbligazionari convertibili, future, future sui bond e nei principali progetti infrastrutturali del paese. Sempre sulla linea di creare liquidità, secondo il Wall Street Journal, la Banca Centrale Cinese sarebbe pronta a rendere le banche più liquide riducendo l'ammontare delle riserve che gli istituti sono obbligate a tenere a garanzia dei creditori.
La settimana si annuncia dunque ricca d'interesse per gli operatori, che attendono soprattuto dati sensibili dagli Stati Uniti. Non manca il riferimento alla Grecia, dove resta da decidere la data delle elezioni, che sembrano sempre più probabili vista l'impossibilità del leader di opposizione, Evangelos Meimarakis, di condurre consultazioni incisive dopo aver ricevuto il mandato di provare a formare un governo. Ecco i principali eventi dell'agenda macroeconomica.
Lunedì 24 agosto. Negli Usa, la Fed di Chicago pubblica l'indice dell'attività nazionale.
Martedì 25 agosto. In Germania dati importanti con il Pil e l'indice Ifo sulla fiducia delle imprese. Dagli Usa, l'andamento di prezzi e vendite di nuove case, il Pmi composito di Markit, la fiducia dei consumatori e l'indice sull'attività manifatturiera della Fed di Richmond.
Mercoledì 26 agosto. Ancora Usa protagonisti con i mutui Mba e gli ordini di beni durevoli.
Giovedì 27 agosto. In Francia si guarda alla fiducia del settore manifatturiero, negli Usa al Pil e alle richieste di sussidi per la disoccupazione.
Venerdì 28 agosto. L'Istat diffonde la fiducia delle imprese e dei consumatori ad agosto, insieme alle retribuzioni contrattuali di luglio. Prima, in Giappone, si guarda a disoccupazione, inflazione e andamento del commercio. Nel Regno Unito è il giorno del Pil, in Germania quello dell'inflazione. A livello di Eurozona si attende la fiducia dei consumatori, poi di nuovo negli Usa con i redditi personali e l'indice di fiducia dell'Università del Michigan.
Al calderone cinese si aggiunge anche la dinamica dei prezzi del petrolio, che dopo una ripresa fasulla sono tornati a livelli bassissimi, con il Wti che testa quota 40 dollari al barile. Non è un caso che sia la pattuglia europea delle aziende delle commodity ad aver sofferto di più, raschiando un quarto del valore dai picchi di aprile. L'unico porto sicuro per gli investitori sembra l'oro, che ha rivestito i panni del bene rifugio ed è tornato a salire. Il rublo in Russia e il tenge in Kazakhstan, con i loro tracolli, sono altri focolai di incertezza, insieme alla tensione della Corea del Sud. Tutti i mercati emergenti, quelli gonfiati dalla liquidità distribuita negli anni passati dalle banche centrali che si sono impegnate a contrastare la debolezza economica (dalla Fed alla BoJ, passando per BoE e Bce), ora pagano il conto di galoppate spesso giustificate solo dall'eccesso di liquidi da investire, proprio dove si trovavano gli ultimi rendimenti offerti dal Pianeta in tempi di tassi azzerati presso tutte le principali economie occidentali.
Insomma, al di là della crisi cinese per molti osservatori serviva una causa scatenante per una correzione che ha in sé molte ragioni tecniche. Per cercare di invertire la rotta, le autorità cinesi intanto dato il via libera ai fondi pensione gestiti dagli enti locali per l'accesso al mercato azionario. L'obiettivo è quello di frenare la caduta libera delle borse, che la settimana scorsa hanno perso il 12%. I fondi pensioni degli enti locali potranno investire fino al 30% delle loro attività nette nelle borse cinesi, negli equity fund e nei fondi bilanciati. In precedenza potevano investire solo in titoli del debito pubblico e nei depositi bancari. Messi insieme i fondi gestiti dagli enti locali cinsi hanno una potenza di fuoco di 2 mila miliardi di dollari, il che significa che teoricamente potranno investire in borsa 600 miliardi di dollari. In base alla nuove leggi, approvate dal Consiglio di Stato, questi fondi potranno investire anche in titoli obbligazionari convertibili, future, future sui bond e nei principali progetti infrastrutturali del paese. Sempre sulla linea di creare liquidità, secondo il Wall Street Journal, la Banca Centrale Cinese sarebbe pronta a rendere le banche più liquide riducendo l'ammontare delle riserve che gli istituti sono obbligate a tenere a garanzia dei creditori.
La settimana si annuncia dunque ricca d'interesse per gli operatori, che attendono soprattuto dati sensibili dagli Stati Uniti. Non manca il riferimento alla Grecia, dove resta da decidere la data delle elezioni, che sembrano sempre più probabili vista l'impossibilità del leader di opposizione, Evangelos Meimarakis, di condurre consultazioni incisive dopo aver ricevuto il mandato di provare a formare un governo. Ecco i principali eventi dell'agenda macroeconomica.
Lunedì 24 agosto. Negli Usa, la Fed di Chicago pubblica l'indice dell'attività nazionale.
Martedì 25 agosto. In Germania dati importanti con il Pil e l'indice Ifo sulla fiducia delle imprese. Dagli Usa, l'andamento di prezzi e vendite di nuove case, il Pmi composito di Markit, la fiducia dei consumatori e l'indice sull'attività manifatturiera della Fed di Richmond.
Mercoledì 26 agosto. Ancora Usa protagonisti con i mutui Mba e gli ordini di beni durevoli.
Giovedì 27 agosto. In Francia si guarda alla fiducia del settore manifatturiero, negli Usa al Pil e alle richieste di sussidi per la disoccupazione.
Venerdì 28 agosto. L'Istat diffonde la fiducia delle imprese e dei consumatori ad agosto, insieme alle retribuzioni contrattuali di luglio. Prima, in Giappone, si guarda a disoccupazione, inflazione e andamento del commercio. Nel Regno Unito è il giorno del Pil, in Germania quello dell'inflazione. A livello di Eurozona si attende la fiducia dei consumatori, poi di nuovo negli Usa con i redditi personali e l'indice di fiducia dell'Università del Michigan.