MILANO - I mercati europei temono l'esplodere dello scandalo sulle emissioni partito dalla Volkswagen al Vecchio continente e trattano in ribasso, in attesa delle parole di Janet Yellen che potrebbe modo schiarire le nubi che avvolgono le intenzioni circa l'aumento dei tassi Fed, rinviato nel board di metà settembre. Tra gli investitori, sottolinea a Bloomberg Tsutomu Soma da Tokyo, prevale una fase di allontanamento dal rischio e non a caso vengono premiati quegli investimenti considerati 'porti sicuri' come lo yen, l'oro o i Treasury americani. Su tutto aleggia pure lo spettro del rallentamento cinese, che contribuisce ad acuire i timori. Milano peggiora sul finale e chiude a -2,31%. In rosso anche le altre: Parigi scende dell'1,93%, Francoforte dell'1,92% e Londra lima l'1,17%. Sempre sotto i riflettori il titolo della casa di Wolfsburg, invariato nel finale dopo le dimissioni del ceo Winterkorn. A Piazza Affari tratta in netta controtendenza Mps, che ha trovato un accordo con Nomura sul derivato Alexandria, mentre Fca passa da una sospensione per eccesso di ribasso in scia al comparto dell'auto.
Dal fronte macroeconomico si registra che l'indice Gfk sul morale dei consumatori in Germania torna in calo a ottobre: arretra da 9,9 a 9,6 punti, il minimo da febbraio, mentre gli analisti si aspettavano un rialzo a 9,8 punti. In forte calo le aspettative che arretrano al minimo dal novembre scorso. Diverso il discorso per le imprese, con l'indice Ifo che sale a settembre a sorpresa a 108,5 da 108,4 di agosto. Le attese erano per un calo a 107,9. Sale anche l'indice di fiducia delle imprese in Francia, dove passa da 103 a 104 punti tra agosto e settembre. In Italia indicazioni contrastanti dall'industria: scivola il fatturato di luglio, ma è balzo di ordini. Positivo l'andamento delle vendite al dettaglio, mentre Moody's ha alzato le stime del Pil italiano a +0,7% per il 2015 e +1,2% per l'anno prossimo (contro +0,9 e +1,6% del governo) e definito come 'negativo' - in termini di impatto sul rating - il taglio delle tasse sulla casa. Andamento in lieve calo per lo spread tra Btp e Bund: il differenziale segna quota 114 punti contro i 116 della chiusura di ieri. Il rendimento espresso è pari all'1,74%. L'euro torna sopra 1,12 dollari, in attesa dell'intervento di Yellen: la moneta europea passa di mano a 1,125 dollari, il cambio tra euro e yen è a 134,5.
Raffica di dati negli Usa: gli ordini di beni durevoli sono scesi del 2% ad agosto, facendo però meglio delle attese, l'indice della Fed di Chicago è peggiorato a -0,41, mentre le richieste di sussidi per la disoccupazione sono scese a 267mila unità, contro attese per 275mila. Le vendite di case nuove sono salite del 5,7% ad agosto, anche in questo caso battendo le attese. Dopo una giornata difficile, Wall Street prosegue il momento negativo: Il Dow Jones perde lo 0,46%, il Nasdaq cede lo 0,38% mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,3%. Crolla Caterpillar dopo l'annuncio di un piano di maxi-esuberi da 10mila persone e il netto taglio delle stime.
La Borsa di Tokyo, chiusa da inizio settimana per festività nazionale, si allinea alle perdite che gli altri listini hanno registrato nei giorni passati e chiude in calo del 2,8%: affonda Mazda (-7%) e il produttore di componenti Ngk (-11%), che ha come cliente la casa di Wolfsburg. Secondo gli analisti nel lungo termine le case automobilistiche giapponesi potrebbero beneficiare dei problemi della Volkswagen, ma a breve i contraccolpi sono generali. Nel Sol Levante, l'indice di tutte le attività del settore industriale sono aumentate dello 0,2 per cento mese su mese a luglio, più lentamente rispetto all'aumento dello 0,5 per cento registrato a giugno. Gli economisti si aspettavano che l'indice restasse piatto. In calo invece l'indice Pmi manifatturiero: a settembre è sceso a 50,9 punti, secondo la lettura preliminare, dai 51,7 punti di agosto.
In Cina, la Borsa di Shanghai chiude in rialzo (+0,9%): secondo un'analisi di Hsbc, ulteriori scivoloni dei listini cinesi sono probabilmente evitabili perché si è assai ridotto il 'margin lending' (cioè l'investimento su titoli azionari con una fortre leva del debito) tra i trader locali. Dai picchi di giugno, l'ammontare di questa tipologia di prestiti - finalizzata all'acquisto di azioni e garantita dalle azioni stesse, con l'effetto di moltiplicare il potenziale di intervento di un investitore - è crollata del 60% a 147 miliardi di dollari: "Il processo di riduzione della leva è ampiamente compiuto", sostengono da Hsbc.
Il petrolio, risalito in area 45 dollari dopo il calo delle scorte Usa, torna a stabilizzarsi: a New York, quando in Europa chiudono le contrattazioni, il Wti segna 44,5 dollari al barile. In Norvegia, la Banca centrale ha tagliato i tassi in negativo dello 0,75%, con l'economia afflitta dal basso prezzo del petrolio, e potrebbe spingersi ancora più in basso. Oro in rialzo: il metallo con consegna immediata aggiunge due punti percentuali a 1.150 dollari.
Dal fronte macroeconomico si registra che l'indice Gfk sul morale dei consumatori in Germania torna in calo a ottobre: arretra da 9,9 a 9,6 punti, il minimo da febbraio, mentre gli analisti si aspettavano un rialzo a 9,8 punti. In forte calo le aspettative che arretrano al minimo dal novembre scorso. Diverso il discorso per le imprese, con l'indice Ifo che sale a settembre a sorpresa a 108,5 da 108,4 di agosto. Le attese erano per un calo a 107,9. Sale anche l'indice di fiducia delle imprese in Francia, dove passa da 103 a 104 punti tra agosto e settembre. In Italia indicazioni contrastanti dall'industria: scivola il fatturato di luglio, ma è balzo di ordini. Positivo l'andamento delle vendite al dettaglio, mentre Moody's ha alzato le stime del Pil italiano a +0,7% per il 2015 e +1,2% per l'anno prossimo (contro +0,9 e +1,6% del governo) e definito come 'negativo' - in termini di impatto sul rating - il taglio delle tasse sulla casa. Andamento in lieve calo per lo spread tra Btp e Bund: il differenziale segna quota 114 punti contro i 116 della chiusura di ieri. Il rendimento espresso è pari all'1,74%. L'euro torna sopra 1,12 dollari, in attesa dell'intervento di Yellen: la moneta europea passa di mano a 1,125 dollari, il cambio tra euro e yen è a 134,5.
Raffica di dati negli Usa: gli ordini di beni durevoli sono scesi del 2% ad agosto, facendo però meglio delle attese, l'indice della Fed di Chicago è peggiorato a -0,41, mentre le richieste di sussidi per la disoccupazione sono scese a 267mila unità, contro attese per 275mila. Le vendite di case nuove sono salite del 5,7% ad agosto, anche in questo caso battendo le attese. Dopo una giornata difficile, Wall Street prosegue il momento negativo: Il Dow Jones perde lo 0,46%, il Nasdaq cede lo 0,38% mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,3%. Crolla Caterpillar dopo l'annuncio di un piano di maxi-esuberi da 10mila persone e il netto taglio delle stime.
La Borsa di Tokyo, chiusa da inizio settimana per festività nazionale, si allinea alle perdite che gli altri listini hanno registrato nei giorni passati e chiude in calo del 2,8%: affonda Mazda (-7%) e il produttore di componenti Ngk (-11%), che ha come cliente la casa di Wolfsburg. Secondo gli analisti nel lungo termine le case automobilistiche giapponesi potrebbero beneficiare dei problemi della Volkswagen, ma a breve i contraccolpi sono generali. Nel Sol Levante, l'indice di tutte le attività del settore industriale sono aumentate dello 0,2 per cento mese su mese a luglio, più lentamente rispetto all'aumento dello 0,5 per cento registrato a giugno. Gli economisti si aspettavano che l'indice restasse piatto. In calo invece l'indice Pmi manifatturiero: a settembre è sceso a 50,9 punti, secondo la lettura preliminare, dai 51,7 punti di agosto.
In Cina, la Borsa di Shanghai chiude in rialzo (+0,9%): secondo un'analisi di Hsbc, ulteriori scivoloni dei listini cinesi sono probabilmente evitabili perché si è assai ridotto il 'margin lending' (cioè l'investimento su titoli azionari con una fortre leva del debito) tra i trader locali. Dai picchi di giugno, l'ammontare di questa tipologia di prestiti - finalizzata all'acquisto di azioni e garantita dalle azioni stesse, con l'effetto di moltiplicare il potenziale di intervento di un investitore - è crollata del 60% a 147 miliardi di dollari: "Il processo di riduzione della leva è ampiamente compiuto", sostengono da Hsbc.
Il petrolio, risalito in area 45 dollari dopo il calo delle scorte Usa, torna a stabilizzarsi: a New York, quando in Europa chiudono le contrattazioni, il Wti segna 44,5 dollari al barile. In Norvegia, la Banca centrale ha tagliato i tassi in negativo dello 0,75%, con l'economia afflitta dal basso prezzo del petrolio, e potrebbe spingersi ancora più in basso. Oro in rialzo: il metallo con consegna immediata aggiunge due punti percentuali a 1.150 dollari.