Borse incerte sui tassi Usa. Via alle Ipo di Poste italiane e Ferrari
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERILo spread è stabile sotto quota 110 punti base, i mercati continuano a interrogarsi sulle prossime mosse di politica monetaria della Federal Reserve. Il Tesoro avvia il collocamento della società postale e Fca lancia il Cavallino Rampante valutandolo poco meno di 10 miliardi
MILANO - Avvio di settimana all'insegna dell'incertezza per i mercati del Vecchio continente condizionati anche dalla chiusura di Tokyo per festività e dall'attività ridotta di Wall Street per le celebrazioni del Columbus Day. Gli investitori sono reduci dal G20 di Lima con un bagaglio crescente di dubbi sulle prossime mosse della Federal Reserve e sull'impatto globale del rallentamento cinese continuano a tenere i mercati in tensione. I dati sul commercio che verranno diffusi domani da Pechino rischiano di rivelarsi una nuova doccia fredda.
D'altra parte, fosse solo per le condizioni dell'economia americana, la stretta monetaria sarebbe già iniziata, ma la precaria salute dei mercati emergenti invita alla prudenza. E la Fed resta divisa sul quando avviare il rialzo: secondo i future sui Fed Funds - usati dagli investitori per leggere le mosse della banca centrale Usa - difficilmente accadrà qualcosa prima di gennaio. ll vice presid…
D'altra parte, fosse solo per le condizioni dell'economia americana, la stretta monetaria sarebbe già iniziata, ma la precaria salute dei mercati emergenti invita alla prudenza. E la Fed resta divisa sul quando avviare il rialzo: secondo i future sui Fed Funds - usati dagli investitori per leggere le mosse della banca centrale Usa - difficilmente accadrà qualcosa prima di gennaio. ll vice presid…
MILANO - Avvio di settimana all'insegna dell'incertezza per i mercati del Vecchio continente condizionati anche dalla chiusura di Tokyo per festività e dall'attività ridotta di Wall Street per le celebrazioni del Columbus Day. Gli investitori sono reduci dal G20 di Lima con un bagaglio crescente di dubbi sulle prossime mosse della Federal Reserve e sull'impatto globale del rallentamento cinese continuano a tenere i mercati in tensione. I dati sul commercio che verranno diffusi domani da Pechino rischiano di rivelarsi una nuova doccia fredda.
D'altra parte, fosse solo per le condizioni dell'economia americana, la stretta monetaria sarebbe già iniziata, ma la precaria salute dei mercati emergenti invita alla prudenza. E la Fed resta divisa sul quando avviare il rialzo: secondo i future sui Fed Funds - usati dagli investitori per leggere le mosse della banca centrale Usa - difficilmente accadrà qualcosa prima di gennaio. ll vice presidente della Fed, Stanley Fisher, si attende di alzare i tassi di interesse nel 2015, ma "non è un impegno", mentre il presidente della Bce, Mario Draghi, ha detto: "Siamo soddisfatti del Quantitative easing, ha perfino superato le nostre aspettative iniziali, ma ci vorrà più del previsto affinché l'inflazione raggiunga livelli che sono vicini al 2%".
Dal punto di vista macroeconomico la giornata è scarica di eventi di rilievo al netto dell'assegnazione del Nobel per l'economia e dell'asta di Bot a 12 mesi in Italia: il Tesoro ha collocato tutti i 7 miliardi di titoli con tassi in calo allo 0,023% dallo 0,028% della metà di settembre. Nel frattempo, i Btp rendono l'1,69% con lo spread a 108 punti base. L'Ocse ha tracciato un tasso di disoccupazione stabile al 6,8% ad agosto, confermando la discesa sotto il 12% per l'Italia, dove i senza lavoro sono all'11,9%. Dall'Inps sono arrivati i dati sui nuovi contratti: quelli stabili, tra gennaio e agosto, sono risultati 90mila in più.
Sulle Piazze finanziarie, intanto, inizia il collocamento di Poste e Ferrari (l'agenda dei mercati). Sotto i riflettori Ubi Banca dopo che l'assemblea ha decretato la trasformazione in Spa della società. Milano si conferma in rosso sul finale di seduta e cede lo 0,75%, ma anche gli altri mercati del Vecchio continente chiudono deboli: Parigi arretra dello 0,27%, Londra dello 0,7% e la sola Francoforte riesce a salire dello 0,23%. A Wall Street i listini sono poco mossi, ma alla fine chiudono in positivo: l'indice Dow Jones si è collocato a 17131,59 punti, in avanzamento dello 0,28%. Il Nasdaq ha messo a punto un rialzo dello 0,15% a 4837,64 punti. In mattinata le borse asiatiche - con Tokyo chiusa per festività - hanno chiuso in rialzo trainate da Shanghai che ha guadagnato il 3,28%, come non le accadeva da inizio agosto. Balzo anche per Shenzhen: +4,18%. L'euro chiude stabile a 1,1371 dollari, ai massimi da tre settimane, dopo aver toccato un picco di giornata di 1,1396 dollari.
Sul fronte delle materie prime, dopo la caduta di venerdì il petrolio torna sopra la soglia dei 50 dollari con i contratti sul greggio Wti che guadagnano 50 centesimi a 50,13 dollari il barile. Ad incidere le prospettive di crescita della domanda. Il Brent avanza di 34 centesimi a 52,9 dollari. L'Opec ha alzato le stime sulla domanda mondiale per quest'anno. Secondo il rapporto mensile di ottobre dell'Organizzazione dei principali paesi produttori, la domanda mondiale di petrolio nel 2015 salirà di 1,5 milioni di barili al giorno, con una revisione al rialzo di 40 mila barili rispetto alla stima precedente, "dovuta principalmente ai numeri migliori del previsto del terzo trimestre 2015". La domanda è ora attesa a 92,86 milioni di barili. Per il 2016, invece, la domanda mondiale dovrebbe crescere di 1,25 milioni, con un taglio dalla precedente stima di 40 mila barili a 94,11 milioni. Le quotazioni dell'oro sui mercati asiatici consolidano i rialzi e in avvio di settimana guadagnano un altro 0,2%. Il metallo con consegna immediata viene scambiato a 1.159,1 dollari l'oncia.
D'altra parte, fosse solo per le condizioni dell'economia americana, la stretta monetaria sarebbe già iniziata, ma la precaria salute dei mercati emergenti invita alla prudenza. E la Fed resta divisa sul quando avviare il rialzo: secondo i future sui Fed Funds - usati dagli investitori per leggere le mosse della banca centrale Usa - difficilmente accadrà qualcosa prima di gennaio. ll vice presidente della Fed, Stanley Fisher, si attende di alzare i tassi di interesse nel 2015, ma "non è un impegno", mentre il presidente della Bce, Mario Draghi, ha detto: "Siamo soddisfatti del Quantitative easing, ha perfino superato le nostre aspettative iniziali, ma ci vorrà più del previsto affinché l'inflazione raggiunga livelli che sono vicini al 2%".
Dal punto di vista macroeconomico la giornata è scarica di eventi di rilievo al netto dell'assegnazione del Nobel per l'economia e dell'asta di Bot a 12 mesi in Italia: il Tesoro ha collocato tutti i 7 miliardi di titoli con tassi in calo allo 0,023% dallo 0,028% della metà di settembre. Nel frattempo, i Btp rendono l'1,69% con lo spread a 108 punti base. L'Ocse ha tracciato un tasso di disoccupazione stabile al 6,8% ad agosto, confermando la discesa sotto il 12% per l'Italia, dove i senza lavoro sono all'11,9%. Dall'Inps sono arrivati i dati sui nuovi contratti: quelli stabili, tra gennaio e agosto, sono risultati 90mila in più.
Sulle Piazze finanziarie, intanto, inizia il collocamento di Poste e Ferrari (l'agenda dei mercati). Sotto i riflettori Ubi Banca dopo che l'assemblea ha decretato la trasformazione in Spa della società. Milano si conferma in rosso sul finale di seduta e cede lo 0,75%, ma anche gli altri mercati del Vecchio continente chiudono deboli: Parigi arretra dello 0,27%, Londra dello 0,7% e la sola Francoforte riesce a salire dello 0,23%. A Wall Street i listini sono poco mossi, ma alla fine chiudono in positivo: l'indice Dow Jones si è collocato a 17131,59 punti, in avanzamento dello 0,28%. Il Nasdaq ha messo a punto un rialzo dello 0,15% a 4837,64 punti. In mattinata le borse asiatiche - con Tokyo chiusa per festività - hanno chiuso in rialzo trainate da Shanghai che ha guadagnato il 3,28%, come non le accadeva da inizio agosto. Balzo anche per Shenzhen: +4,18%. L'euro chiude stabile a 1,1371 dollari, ai massimi da tre settimane, dopo aver toccato un picco di giornata di 1,1396 dollari.
Sul fronte delle materie prime, dopo la caduta di venerdì il petrolio torna sopra la soglia dei 50 dollari con i contratti sul greggio Wti che guadagnano 50 centesimi a 50,13 dollari il barile. Ad incidere le prospettive di crescita della domanda. Il Brent avanza di 34 centesimi a 52,9 dollari. L'Opec ha alzato le stime sulla domanda mondiale per quest'anno. Secondo il rapporto mensile di ottobre dell'Organizzazione dei principali paesi produttori, la domanda mondiale di petrolio nel 2015 salirà di 1,5 milioni di barili al giorno, con una revisione al rialzo di 40 mila barili rispetto alla stima precedente, "dovuta principalmente ai numeri migliori del previsto del terzo trimestre 2015". La domanda è ora attesa a 92,86 milioni di barili. Per il 2016, invece, la domanda mondiale dovrebbe crescere di 1,25 milioni, con un taglio dalla precedente stima di 40 mila barili a 94,11 milioni. Le quotazioni dell'oro sui mercati asiatici consolidano i rialzi e in avvio di settimana guadagnano un altro 0,2%. Il metallo con consegna immediata viene scambiato a 1.159,1 dollari l'oncia.