Economia

Istat: in Italia quasi 8mila partecipate. Con le bollette i maggiori guadagni

Le utility che erogano i servizi di elettricità e gas sono quelle con il maggior valore aggiunto, positive come quelle di servizi idrici e rifiuti. Negativa la situazione delle aziende del trasporto. Due terzi delle aziende in utile nel 2013. Per sanità e assistenza sociale stipendi lordi da 23mila euro

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MILANO - Sono 10.964 le società partecipate dalla mano pubblica in Italia, quella "giungla" che l'ex commissario alla spending review Carlo Cottarelli aveva messo nel mirino e circa le quali il governo Renzi ha promesso la riduzione a quota mille (partendo per da un calcolo di ottomila, che si riferisce alle sole attive). I dati, riferiti al 2013, provegono dall'Istat, che parla di un peso in termini di addetti pari a 953.100. L'Istituto di Statistica sottolinea anche come il 57,6% delle unità analizzate sia partecipato da soggetti per una quota maggiore del 50%, il 13,8% per una quota compresa tra il 20% e il 50%, il 28,6% per una quota inferiore al 20%. Tra le unità a partecipazione pubblica, le imprese attive sono 7.767 e impiegano 927.559 addetti, corrispondenti al 97,3% degli addetti di tutte le partecipate. Senza considerare le attività finanziarie e assicurative, le imprese a controllo pubblico generano complessivamente oltre 57 miliardi di valore aggiunto (circa l’11% di quello complessivo delle imprese dell’industria e dei servizi).

Delle imprese attive, quelle partecipate da almeno una amministrazione pubblica regionale o locale ammontano a 6.120, per un totale di 486.676 addetti. Se si restringe il campo di osservazione alle imprese controllate, cioè con partecipazione pubblica maggiore del 50% del capitale, si individuano 4.715 imprese, per un totale di 661.919 addetti.

Dall'Istat arrivano anche altri dettagli. Si scopre così che la dimensione media delle imprese partecipate è di 119 addetti per impresa. La forma giuridica con la dimensione media maggiore (307 addetti per impresa), è la società per azioni, scelta dal 31,8% delle imprese partecipate, che ha un peso in termini di addetti dell'81,6% sul totale delle imprese partecipate. Il settore di attività economica con il maggior numero di imprese attive partecipate da un soggetto pubblico è quello delle Attività professionali, scientifiche e tecniche, con il 13,9% di imprese e il 2,7% di addetti. Il settore che impiega invece il maggior numero di addetti è quello del Trasporto e magazzinaggio, che raccoglie il 37,4% di addetti e il 10,3% di imprese. Nel 23,3% dei casi la sede delle imprese partecipate è situata nel Centro Italia (54,4% degli addetti).

La composizione settoriale e dimensionale delle aziende controllate dalla Pubblica Amministrazione influenza i livelli di produttività del lavoro (misurata in termini di valore aggiunto per addetto), pari a circa 87 mila euro, rispetto ai circa 56 mila euro del totale delle imprese. Si sente molto, in parole povere, la presenza nella fornitura di energia elettrica, con la quale è difficile non far soldi: al netto di tale settore, la produttività delle imprese a controllo pubblico scende a 68.556 euro. Circa due terzi delle controllate hanno registrato un utile d’esercizio nel 2013 (poco meno di 1 miliardo di euro). I settori che generano i maggiori volumi di utile sono la Fornitura di energia elettrica e gas (702 milioni) ed i Servizi idrici e gestione dei rifiuti (348 milioni). Il settore con i maggiori volumi di perdite è quello dei Trasporti (-180 milioni).

Dalle tabelle dell'Istat, emerge anche dove si trovano gli stipendi migliori. Con 56mila euro lordi l'anno vince il settore dell'attività estrattiva, seguito a poco meno di 50mila euro dai servizi di informazione e comunicazione. In coda alla graduatoria ci sono i 22mila euro scarsi delle attività amministrative, si scende a 20.500 euro nei servizi di alloggio e ristorazione. Basse anche le retribuzioni di sanità e assistenza sociale (meno di 23mila euro) e istruzione, sotto 30mila euro.

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