Economia

Def, Camusso scettica: "Non determina crescita"

Barbagallo (Uil): "Speriamo ci sia inversione di tendenza". Furlan: "No segnale incoraggiante". Padoan: "Carte in regola per la flessibilità, ogni spazio disponibile per tagliare le tasse". Sulle banche: "Capaci di risorvere da sole i loro problemi"

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MILANO - Tra scetticismo e buoni auspici, il mondo sindacale risponde all'approvazione del Documento di economia e finanza da parte del governo. L'esecutivo ha tagliato la stima di crescita per quest'anno all'1,2%, più dello 0,8% del 2015 ma sotto il +1,6% che era indicato nello scorso autunno, e annunciato una nuova richiesta di flessibilità alla Ue: il deficit scenderà sì all'1,8% del Pil (dal 2,2% dell'autunno), ma la correzione non porterà fino all'1,1% programmato qualche mese fa.

"La sensazione è che il Def sia costruito in funzione di continuare una politica di qualche aggiustamento di qualche decimale che, come abbiamo visto, non determina le condizioni per quella crescita, in particolare degli investimenti e dell'occupazione, di cui il Paese ha bisogno", ha detto della Cgil, Susanna Camusso, oggi a Milano per firmare la proposta di legge del sindacato sulla 'Carta dei diritti universali del lavoro'. Parole che si scontrano con quanto rilevato proprio dal ministro Pier Carlo Padoan, che nella conferenza di presentazione del Documento di ieri sera ha sottolineato i segnali positivi su consumi e investimenti.

Temi ribaditi oggi dal Forum Ambrosetti di Cernobbio. Dal lago di Como, il titolare delle Finanze ha spiegato che "l'Italia ha tutte le carte in regola per chiedere la flessibilità" e che ogni spazio disponibile verrà usato "per il taglio delle tasse". Sul tema delle banche, considerando che gli osservatori danno ormai in rampa di lancio una Sgr da cinque miliardi per garantire gli aumenti di capitale del settore (finanziata con soldi privati), Padoan ha rimarcato: "Le banche italiane sono in grado di risolvere le loro criticità all'interno del sistema bancario con le energie e le risorse del sistema stesso". Dal Def, in attesa dei documenti ufficiali, non si evince ancora un impegno concreto di estendere il bonus da 80 euro ai pensionati minimi, messo sul tavolo dal premier Matteo Renzi pochi giorni fa, e Camusso ribadisce il suo scetticismo a riguardo: mi chiedo, dice, "se è il segno dell'ennesimo annuncio o se è il segno del modo di distrarre dalle difficoltà del governo".

"Vogliamo prima leggere, siamo troppo abituati ad annunci e a spot. Noi speriamo che ci sia un'inversione di tendenza, così come ogni tanto dice il presidente del Consiglio, che guarda ad Obama", ha detto invece il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, da Potenza. "Per guardare ad Obama - ha aggiunto - bisogna fare quello che è stato fatto negli Stati Uniti, che investono mille miliardi di dollari l'anno per raggiungere il 3,4% di crescita. Qui - ha concluso Barbagallo - noi non investiamo un euro, siamo ancora al livello di soldi virtuali". "E' ancora presto per formulare un Giudizio netto sul def approvato dal consiglio dei ministri. Abbiamo bisogno di leggere e approfondire bene i testi e il piano delle riforme allegato al documento", sottolinea infine il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. Sta di fatto che le stime prudenziali sul Paese "non sono un dato incoraggiante".

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