"La sensazione è che il Def sia costruito in funzione di continuare una politica di qualche aggiustamento di qualche decimale che, come abbiamo visto, non determina le condizioni per quella crescita, in particolare degli investimenti e dell'occupazione, di cui il Paese ha bisogno", ha detto della Cgil, Susanna Camusso, oggi a Milano per firmare la proposta di legge del sindacato sulla 'Carta dei diritti universali del lavoro'. Parole che si scontrano con quanto rilevato proprio dal ministro Pier Carlo Padoan, che nella conferenza di presentazione del Documento di ieri sera ha sottolineato i segnali positivi su consumi e investimenti.
Temi ribaditi oggi dal Forum Ambrosetti di Cernobbio. Dal lago di Como, il titolare delle Finanze ha spiegato che "l'Italia ha tutte le carte in regola per chiedere la flessibilità" e che ogni spazio disponibile verrà usato "per il taglio delle tasse". Sul tema delle banche, considerando che gli osservatori danno ormai in rampa di lancio una Sgr da cinque miliardi per garantire gli aumenti di capitale del settore (finanziata con soldi privati), Padoan ha rimarcato: "Le banche italiane sono in grado di risolvere le loro criticità all'interno del sistema bancario con le energie e le risorse del sistema stesso".
Il Def del governo, le misure in rampa di lancio
Quattro punti caratterizzano il Def, per come lo descrive nella sua introduzione il ministro Pier Carlo Padoan: "Una costante azione di riforma strutturale del Paese e di stimolo agli investimenti, privati e pubblici; una impostazione della politica di bilancio al tempo stesso favorevole alla crescita e volta ad assicurare un graduale ma robusto consolidamento delle finanze pubbliche, tale da ridurre in misura via via crescente il rapporto tra debito e Pil; la riduzione del carico fiscale, che si associa a una maggiore efficienza della spesa e dell’azione delle pubbliche amministrazioni; il miglioramento del business environment e della capacità competitiva del sistema Italia". Ecco alcune delle misure per la crescita messe in cantiere dal governo.
"Vogliamo prima leggere, siamo troppo abituati ad annunci e a spot. Noi speriamo che ci sia un'inversione di tendenza, così come ogni tanto dice il presidente del Consiglio, che guarda ad Obama", ha detto invece il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, da Potenza. "Per guardare ad Obama - ha aggiunto - bisogna fare quello che è stato fatto negli Stati Uniti, che investono mille miliardi di dollari l'anno per raggiungere il 3,4% di crescita. Qui - ha concluso Barbagallo - noi non investiamo un euro, siamo ancora al livello di soldi virtuali". "E' ancora presto per formulare un Giudizio netto sul def approvato dal consiglio dei ministri. Abbiamo bisogno di leggere e approfondire bene i testi e il piano delle riforme allegato al documento", sottolinea infine il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. Sta di fatto che le stime prudenziali sul Paese "non sono un dato incoraggiante".
SPENDING REVIEW, serve un altro scatto