Economia

Panama Papers, Verdone: "Dimostrerò la mia totale e assoluta onestà"

Il regista e attore romano finito nel filone italiano dell'inchiesta giornalistica, scrive su Facebook e affronta per la prima volta la vicenda: "Ve lo dico chiaramente: non ho soldi o immobili a Panama, non ho mai pianificato di trasferire denaro in quel luogo"

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ROMA - "Cari amici, mi dispiace molto non aver postato nulla per parecchi giorni. Ma mettetevi nei miei panni... non è affatto gradevole apparire sui media come una persona che avrebbe commesso qualche reato. Sono vicende queste che, senza i dovuti approfondimenti da parte di chi di dovere mi ascolterà, possono gettare ombre insopportabili e farmi apparire per quello che non sono e non sono mai stato". Lo scrive su Facebook Carlo Verdone finito nel filone italiano dell'inchiesta giornalistica "Panama Papers" con cui L'Espresso spiega e circostanzia in quali paradisi fiscali finiscano le ricchezze dei personaggi più in vista a livello globale e che adesso vede attivarsi anche le Procure italiane.

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"Ve lo dico chiaramente: non ho soldi o immobili a Panama, non ho mai pianificato di trasferire denaro in quel luogo. E, attenzione, non ho mai incaricato nessuno di aprire società ed esserne socio. Visto che appare il mio nome in una società costituita a Panama, nel momento in cui avrò l'opportunità di essere ascoltato saprò, con estrema chiarezza, dimostrare la mia assoluta e totale onestà. E arrivare a chi, senza autorizzazione, carpendo la mia buona fede, ipotizzo che possa averlo fatto. Ho pagato le mie tasse sui miei guadagni, con la massima diligenza. Sempre. E mai ho subìto un rilievo dai regolari accertamenti che la Finanza analiticamente e severamente svolge", scrive ancora Verdone.

TUTTO SUI PANAMA PAPERS

E' la prima volta che l'attore e regista romano parla, o meglio scrive, della vicenda pubblicamente, in prima persona. Una settimana fa la smentita alle accuse era arrivata con una nota dal suo ufficio stampa: "Carlo Verdone non è titolare di nessun conto o proprietà all'estero, neanche per interposta persona. Naturalmente Carlo Verdone tutelerà la propria rispettabilità in tutte le sedi giudiziarie".

Secondo le carte emerse grazie alla gigantesca fuga di notizie generata da un insider dello studio legale panamense "Mossack Fonseca", Verdone è risultato titolare di una società offshore a Panama, la Athilith Real Estate, registrata nel 2009 e liquidata nel 2014.


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Oggi sul social network è apparso un post lungo, in cui Verdone, alla fine, ringrazia chi lo ha rincuorato. "Molti di voi mi hanno fatto sentire il loro affetto: mi hanno rincuorato e li ringrazio tanto. Ma capisco anche chi ha pensato diversamente, leggendo queste "notizie", andandoci giù pesante e arrecandomi molta amarezza. Ma è normale. A tutti, ripeto, quando questa insopportabile e oscura vicenda giungerà in superficie, saprò assolutamente rispondere in maniera limpida e sincera. Datemi fiducia. Vi chiedo solo questo. Grazie per avermi ascoltato".
E con la pubblicazione della lista, continuano ad arrivare smentite. Oggi Stefano Pessina e Ornella Barra precisano che "la società menzionata dai Panama Papers (Farniente holding) è parte della struttura societaria relativa al loro patrimonio familiare, è infatti proprietaria della loro abitazione principale (situata nel principato di Monaco)", si legge in una nota. Nell'anticipazione dell'Espresso si afferma che Pessina, 74 anni, a capo della multinazionale Wallgreens Boots Alliance, insieme alla compagna Barra "controlla una offshore con un'insegna quantomeno originale. Si chiama Farniente Holding".

"La società - si legge nella nota - è stata costituita e opera da sempre nella più completa legalità e trasparenza, e la sua riferibilità al patrimonio personale è sempre stata palesata e nota alle autorità competenti. La questione, inoltre, non ha alcuna rilevanza sul piano fiscale in Italia né altrove, poiché Stefano Pessina e Ornella Barra sono cittadini del principato di Monaco e lì residenti da decenni".