MILANO - Non è proprio una public company, ma qualcosa che gli assomiglia sempre di più. Così come è accaduto in altre società quotate, l'apertura del capitale al mercato e le nuove regole sulla partecipazione in assemblea, hanno portato i fondi di investimento a diventare la prima realtà azionaria anche in Snam. E' accaduto nell'assemblea che ha nominato i nuovi vertici, con il passaggio di Carlo Malacarne alle presidenza e l'ex manager Eni Marco Alverà a prenderne il posto come amministratore delegato. La lista presentata da Assogestioni per il consiglio di amministrazione ha battuto, seppure di poco, quella presentata da Cdp Reti, socio di maggioranza con il 30 per cento delle quote, controllata a sua volta per il 70 per cento da Cassa Depositi Prestiti e per il 30 per cento dall'utility cinese State Grid.
La lista di Assogestioni è stata votata dal 34,9 per cento del capitale, contro il 33,85 per cento raccolto dai rappresentanti di Cdp Reti. Nonostante abbia ottenuti più consensi, Assogestioni ha fatto eleggere solo i suoi tre rappresentanti in consiglio, dando poi via libera ai sei consiglieri di Cdp Reti. Allo stesso modo, i fondi hanno votato in massa per la nomina di Malacarne alla presidenza (a sua favore il 66 per cento del capitale sul 69 per cento presente). Un passaggio che, in un primo mom,ento, non aveva convinto il mercato ma sul quale è poi stato trovato un accordo. In pratica, si tratta di una governance condivisa. Fatto che il neo presidente Malacarne ha subito sottolineato: "Avvicinarsi a una public company vuol dire che l'interesse dei fondi per la nostra attività è molto forte e dovrebbe essere considerato dalla società come un buon segnale".
All'assemblea si è parlato anche del futuro industriale di Snam, i cui vertici hanno dato una indicazione dell'utile operativo per l'anno in corso, che sarà attorno a 1,8 miliardi in calo rispetto all'1,95 miliardi di un anno fa. Snam ha confermato che intende crescere ancora per linee esterne, partecipando alle gare per per la quota in vendita dell'austriaca, Gas Connect, e della tedesca, Thyssen Gas. "Stiamo monitorando l'evoluzione e valutando se partecipare quando la gara sarà ufficializzata, ma al momento non abbiamo fatto ancora offerte vincolanti", ha confermato Malacarne.
Da parte sua, il nuovo amministratore delegato Marco Alverà ha chiarito le intenzioni di Snam sull'operazione straordinaria che riguarderà Italgas, per cui è previsto nei prossimi mesi lo spin off con una più che probabile quotazione in Borsa: "Manterremo una quota di minoranza; non per liberarcene ma per per accrescere sia il valore di Italgas sia di Snam. Una Italgas con un management forte r capace di andare sul mercato ha più possibilità di fare bene nel processo di gare che partiranno a breve". Alverà ha messo quella che potrebbe essere la parola fine sulla trattativa con F2ì: "Non è quella la strada", ha detto.
La lista di Assogestioni è stata votata dal 34,9 per cento del capitale, contro il 33,85 per cento raccolto dai rappresentanti di Cdp Reti. Nonostante abbia ottenuti più consensi, Assogestioni ha fatto eleggere solo i suoi tre rappresentanti in consiglio, dando poi via libera ai sei consiglieri di Cdp Reti. Allo stesso modo, i fondi hanno votato in massa per la nomina di Malacarne alla presidenza (a sua favore il 66 per cento del capitale sul 69 per cento presente). Un passaggio che, in un primo mom,ento, non aveva convinto il mercato ma sul quale è poi stato trovato un accordo. In pratica, si tratta di una governance condivisa. Fatto che il neo presidente Malacarne ha subito sottolineato: "Avvicinarsi a una public company vuol dire che l'interesse dei fondi per la nostra attività è molto forte e dovrebbe essere considerato dalla società come un buon segnale".
All'assemblea si è parlato anche del futuro industriale di Snam, i cui vertici hanno dato una indicazione dell'utile operativo per l'anno in corso, che sarà attorno a 1,8 miliardi in calo rispetto all'1,95 miliardi di un anno fa. Snam ha confermato che intende crescere ancora per linee esterne, partecipando alle gare per per la quota in vendita dell'austriaca, Gas Connect, e della tedesca, Thyssen Gas. "Stiamo monitorando l'evoluzione e valutando se partecipare quando la gara sarà ufficializzata, ma al momento non abbiamo fatto ancora offerte vincolanti", ha confermato Malacarne.
Da parte sua, il nuovo amministratore delegato Marco Alverà ha chiarito le intenzioni di Snam sull'operazione straordinaria che riguarderà Italgas, per cui è previsto nei prossimi mesi lo spin off con una più che probabile quotazione in Borsa: "Manterremo una quota di minoranza; non per liberarcene ma per per accrescere sia il valore di Italgas sia di Snam. Una Italgas con un management forte r capace di andare sul mercato ha più possibilità di fare bene nel processo di gare che partiranno a breve". Alverà ha messo quella che potrebbe essere la parola fine sulla trattativa con F2ì: "Non è quella la strada", ha detto.