I mercati accantonano la paura Brexit. Via libera Ue a scudo per le banche
Raffaele Ricciardi
Secondo gli analisti la volatilità resta elevata, ma i grandi timori sono passati. La Banca d'Inghilterra pronta a intervenire, Londra ai massimi da agosto. Il credito protagonista: Bruxelles approva il sostegno precauzionale dell'Italia agli istituti. Piazza Affari guadagna l'1,6%. Atlante entra in Veneto Banca, Mustier diventa ad di Unicredit. S&P taglia rating Ue
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MILANO - I mercati provano a scrollarsi di dosso la paura della Brexit, dopo due sedute nere e due di forti recuperi. Piazza Affari lo fa in particolare al ritmo delle banche, che sono le protagoniste di questa fase volatile e si accendono nel finale con la notizia che Bruxelles ha approvato uno schema precauzionale di supporto per il quale il governo italiano ha chiesto una autorizzazione preventiva: così sarebbe pronto a fornire garanzie agli istituti che dovessero averne bisogno. E se il Fmi rimarca che l'incertezza dal voto britannico si farà sentire sulla crescita rallentandola "soprattutto in Gran Bretagna, ma con ripercussioni anche in Europa e sull'economia globale", dalla Bank of England il governatore Carney apre a nuove misure di sostegno, dando nuova spinta ai mercati. Milano, arrivata a perdere l'1,7% in avvio, si rafforza nel finale per chiudere in rialzo dell'1,57%. Migliorano anche gli altri listini: le parole di Carney fanno volare Londra ai massimi da agosto (+2,27%), Parigi sale dell'1% e Francoforte dello 0,71%. Wall Street segue a ruota: alla chiusura dei mercati nel Vecchio continente, il Dow Jones e il Nasdaq salgono di quasi mezzo punto percentuale.
Le banche restano il comparto caldo di Piazza Affari, dopo che la Germania ha stoppato l'idea del governo di Roma di procedere a un piano per puntellare definitivamente i bilanci degli istituti, in deroga alle regole sui bail-in che prevedono il coinvolgimento di risparmiatori e investitori prima che dei soldi pubblici. Un ruolo potrebbe averlo di nuovo il Fondo Atlante, che proprio oggi ha annunciato che diventerà azionista di Veneto Banca con una quota del 97,64%: si tratta di un investimento da 988,58 milioni che assorbe parte delle risorse di cui era dotato. Considerando che il suo intervento è servito anche per la Popolare di Vicenza, per far sì che torni pienamente operativo per smaltire significativamente le sofferenze delle banche si prospetta un intervento - con la Cdp in cabina di regia - da altri 4-5 miliardi per la sua ricapitalizzazione. Novità sono però arrivate dalla Commissione europea, che ha autorizzatol'Italia a fornire sostegno alle banche solventi. Lo ha indicato la portavoce dell'Antitrust che segue gli aiuti di Stato. Si tratta di uno schema di garanzie valido fino a fine 2016, che copre le banche solventi. La portavoce ha indicato che "l'Italia ha notificato questa misura per ragioni precauzionali" e che "non c'è l'aspettativa che emerga la necessità di usarlo". Si tratta, dettaglia il Wsj, di una misura di sicurezza fino a 150 miliardi in garanzie pubbliche. Sempre nel comparto finanziario, Unicredit supera l'incertezza al vertice e nomina Mustier a capo dell'azienda, girando in positivo in Borsa. Sull'andamento complessivo degli istituti di credito europei pesava, in un primo momento, il fatto che il Banco Santander e Deutsche Bank siano stati bocciati agli stress test della Fed.
Buone notizie per il Tesoro, promosso dagli investitori con l'asta di titoli a medio-lungo termine: ha collocato Btp e CCteu per 6,75 miliardi di euro. In particolare, il mercato ha assorbito Btp quinquennali per 2,5 miliardi allo 0,33% (-0,07% e minimo record) e Btp decennali per 2,5 miliardi all'1,35% (-0,07%). Via XX settembre ha anche assegnato 1,75 miliardi di CCteu settennali allo 0,57% (+0,04%). Chiusura in calo per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale si è attestato a 138,6 punti, contro i 150 di ieri. Il rendimento del titolo italiano è all'1,254%, mentre quello del titolo tedesco è pari a -0,132%. L'euro ha toccato un massimo da oltre due anni sulla sterlina in seguito alle dichiarazioni del governatore della BoE, Mark Carney, sull'apertura a un allentamento della politica monetaria in risposta alla Brexit. La moneta comune è balzata a 83,8 pence, la quotazione più elevata dal marzo 2014. Tuttavia l'agenzia Standard & Poor'sha tagliato il rating a lungo termine dell'Unione europea da AA+ ad AA, fissando quello a breve termine ad A-1+, con outlook stabile. S&P spiega che, a seguito del referendum sulla Brexit, l'agenzia ha rivalutato l'opinione relativa alla coesione interna all'Ue, considerandola un fattore neutrale e non più un fattore positivo nella valutazione complessiva. "L'outlook è stabile, il che riflette la nostra opinione che nella maggior parte degli scenari, compreso quello di un'uscita del Regno Unito dai futuri impegni di bilancio (non quelli attuali), i nostri rating sull'Ue resteranno al livello attuale di AA/A-1+", si legge nella nota.
In Asia è proseguito il recupero dell'indice Msci Asia Pacific che ha segnato il quarto giorno di rimonta. Il petrolio ha preso fiato dopo aver rivisto i 50 dollari al barile, ma quel che lascia sperare in una "normalizzazione" degli scambi è il passo indietro dell'oro, che viene generalmente coperto d'ordini d'acquisto in fasi di tensione sui mercati. "Lo shock iniziale del voto si sta allentando in tutto il mondo", spiega Mitsushige Akino all'agenzia Usa da una casa di gestione di Tokyo. "Siamo sopravvissuti ai rischi peggiori e gli investitori stanno prendendo coscienza del fatto che l'impatto effettivo sull'economia reale è limitato. C'è piuttosto fiducia verso le misure che verranno prese a livello globale per supportare i mercati". In mattinata, la Borsa di Tokyo ha terminato poco mossa con l'indice Nikkei a 15.575 punti (+0,06%). A maggio la produzione industriale giapponese è scesa del 2,3% rispetto al precedente mese di aprile, più di quanto si aspettassero gli analisti.
Il tracollo delle azioni globali (linea bianca) e della sterlina contro il dollaro (linea blu) dopo l'esito del referendum sulla Brexit non è ancora riassorbito. Ma il recupero degli ultimi giorni è significativo
Dal fronte macroeconomico, la Germania che ha appena incassato un innalzamento delle previsioni da parte del Fmi - fatto salvo il rischio di contraccolpi dalla Brexit - registra anche la crescita delle vendite al dettaglio di maggio: +0,9% su mese e +2,6% su anno, dati in linea con le attese. La disoccupazione tedesca resta invece stabile al 6,1% a giugno. L'agenda di giornata è molto ricca: l'Istat certifica il calo del deficit nel primo trimestre dell'anno e il miglioramento del potere d'acquisto. In Francia le spese per consumi sono scese dello 0,7% mensile a maggio, mentre l'inflazione è risultata poco mossa (+0,2%) a giugno. In Italia, i prezzi hanno accelerato il ribasso annuo, mentre l'Eurozona è in recupero. Il Pil della Gran Bretagna è stato confermato a +0,4% nel primo trimestre. Negli Usa, nei sette giorni conclusi il 25 giugno il numero di lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione è cresciuto di 10.000 unità a 268.000. Il dato si attesta comunque in media sotto quota 300.000 da 69 settimane, la serie migliore dal 1973. L'indice è peggiore delle previsioni: gli analisti attendevano un dato a 265.000 unità, dalle 258.000 della settimana precedente (rivisto al ribasso dalle 259.000 della prima stima). Sopra le attese l'indice Pmi di Chicago, balzato a 56,8 punti a giugno, il massimo da gennaio 2015, dai 49,3 del mese precedente.
Come accennato, il prezzo del petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono il 2,23% a 48,77 dollari al barile. Debole anche l'oro, in calo sui mercati asiatici con il ridursi dell'impatto dell'esito del referendum sulla Brexit: il metallo prezioso cede lo 0,4% a 1.314 dollari.