MILANO - Milano termina la seduta in rialzo del 2,83%, Parigi dell'1,57%, Francoforte dell'1,33%, mentre Londra cede lo 0,03%. Alla chiusura delle Borse europee, Wall Street segna due primati: l'indice delle 30 blue chip si è prima portato sopra il livello record a cui era finita la seduta del 19 maggio 2015, quando aveva toccato 18.312,39 punti. Poi ha superato anche il record "intraday", raggiunto durante le contrattazioni in quello stesso giorno e pari a quota 18.351,36. Il Dow ha quindi ridotto leggermente i guadagni e chiude a +0,66%, mentre il Nasdaq e lo S&P500, che già ieri aveva già aggiornato nuovi record, aggiungono lo 0,7%. In mattinata, i nuovi stimoli fiscali all'economia promessi dal premier giapponese Shinzo Abe hanno spinto la Borsa di Tokyo a una due giorni di guadagni che non si vedeva dallo scorso febbraio e i listini europei seguono sulla via del rialzo dopo un avvio cauto.
Sul fronte del reddito fisso, prosegue il calo dello spread tra Btp e Bund tedeschi, che aveva vissuto una breve fiammata all'indomani del referendum sulla Brexit: è a 132 punti e il rendimento dei decennali italiani, intorno all'1,2%, è sempre vicino ai minimi registrati nel marzo del 2015. Ne beneficia anche il Tesoro, che ha venduto tutti i 6,5 miliardi di euro del Bot annuale luglio 2017 oggi in asta, a fronte di una domanda per oltre 10 miliardi. Il rendimento è sceso a -0,176%, in calo di cinque centesimi dall'asta del mese precedente e a un nuovo minimo record.
L'attenzione degli investitori resta concentrata sul comparto delle banche: ieri dalla Ue sono emerse importanti aperture al piano italiano di puntellare gli istituti più gravati di sofferenze senza far scattare integralmente il bail-in, ovvero il coinvolgimento di risparmiatori retail e depositanti per assorbire le perdite prima di poter allungare aiuti pubblici alle banche in risoluzione. Il ministro Padoan, oggi all'Ecofin, è tornato a garantire sulla solidità del sistema, mentre Dijsselbloem ha auspicato una soluzione entro ottobre. Anche Rcs è un titolo caldo, con le due offerte contrapposte di Urbano Cairo e Andrea Bonomi a tenere banco: il cda dell'editore ha giudicato congrue entrambe le proposte, propendendo però per le "maggiori opportunità" offerte da Bonomi. Unicredit è invece sotto i riflettori per l'avvio della nuova strategia targata Mustier e le mosse sul fronte delle dimissioni. La banca ha ceduto il 10% di Fineco incassando 328 milioni di euro.
Dal fronte dell'economia reale si segnala la lieve accelerazione dell'inflazione in Germania: a giugno l'indice dei prezzi al consumo ha registrato un incremento dello 0,1% in linea con le stime. Su base annua l'inflazione accelera ad un ritmo dello 0,3% leggermente al di sopra delle stime (+0,2%). La Banca d'Italia ha poi censito la nuova crescita delle sofferenze in area 200 miliardi di euro a maggio. Secondo l'Ocse, la disoccupazione nell'area a maggio è scesa di uno 0,1 per cento al 6,3% con un calo di 1,8 punti percentuali rispetto al picco toccato nel gennaio 20013. Dalla Banca d'Inghilterra, il governatore Mark Carney ha difeso il ruolo della Banca centrale di fronte al rischio Brexit e sottolineato al Parlamento che il calo della sterlina potrebbe aiutare l'economia a restare in linea di galleggiamento a fronte delle incertezze dettate dall'uscita dalla Ue.
L'agenda macroeconomica degli Stati Uniti registra il calo sotto le attese delle scorte di magazzino all'ingrosso negli Usa: +0,1%, mentre gli analisti attendevano un incremento dello 0,2%. James Bullard, della Fed di St. Louis, ha detto che per gli Usa non ci sono rischi di recessione e il Fmi ha confermato che l'economia è in buona salute, pur avendone leggermente limato le stime di crescita. L'euro chiude stabile a 1,1082 dollari una seduta non ricchissima di spunti. Lo yen, da parte sua, arretra ulteriormente a quota 104,43 sul biglietto verde e a 115,07 sulla moneta comune. Prosegue lenta ma costante la rimonta della sterlina, che avanza a 1,3177 dollari.
Come accennato, in mattinata la Borsa di Tokyo ha proseguito la fase di recupero grazie alla chiusura record degli scambi negli Usa e le aspettative di un nuovo piano di stimolo in Giappone, in seguito alla vittoria della coalizione di governo al Senato. L'indice Nikkei ha segnato +2,46%, guadagnando 386 punti a quota 16.095.65. Secondo gli analisti, il valore delle misure che il governo nipponico metterà a disposizione per stimolare l'economia potrebbe raggiungere i 1.000 miliardi di yen, l'equivalente di 87 miliardi di euro.
Il prezzo del petrolio è in rialzo: alla chiusura dei mercati Ue il Wti tratta a 46 dollari e il Brent a 47,6. I mercati sono in attesa del rapporto mensile dell'Opec e più in in generale sembrano più favorevoli alla propensione al rischio. Le quotazioni dell'oro ripiegano dopo aver toccato nelle contrattazioni di ieri 1.375.34 dollari: quando terminano gli scambi europei, il metallo spot tratta in area 1.340 dollari.
Sul fronte del reddito fisso, prosegue il calo dello spread tra Btp e Bund tedeschi, che aveva vissuto una breve fiammata all'indomani del referendum sulla Brexit: è a 132 punti e il rendimento dei decennali italiani, intorno all'1,2%, è sempre vicino ai minimi registrati nel marzo del 2015. Ne beneficia anche il Tesoro, che ha venduto tutti i 6,5 miliardi di euro del Bot annuale luglio 2017 oggi in asta, a fronte di una domanda per oltre 10 miliardi. Il rendimento è sceso a -0,176%, in calo di cinque centesimi dall'asta del mese precedente e a un nuovo minimo record.
L'attenzione degli investitori resta concentrata sul comparto delle banche: ieri dalla Ue sono emerse importanti aperture al piano italiano di puntellare gli istituti più gravati di sofferenze senza far scattare integralmente il bail-in, ovvero il coinvolgimento di risparmiatori retail e depositanti per assorbire le perdite prima di poter allungare aiuti pubblici alle banche in risoluzione. Il ministro Padoan, oggi all'Ecofin, è tornato a garantire sulla solidità del sistema, mentre Dijsselbloem ha auspicato una soluzione entro ottobre. Anche Rcs è un titolo caldo, con le due offerte contrapposte di Urbano Cairo e Andrea Bonomi a tenere banco: il cda dell'editore ha giudicato congrue entrambe le proposte, propendendo però per le "maggiori opportunità" offerte da Bonomi. Unicredit è invece sotto i riflettori per l'avvio della nuova strategia targata Mustier e le mosse sul fronte delle dimissioni. La banca ha ceduto il 10% di Fineco incassando 328 milioni di euro.
Dal fronte dell'economia reale si segnala la lieve accelerazione dell'inflazione in Germania: a giugno l'indice dei prezzi al consumo ha registrato un incremento dello 0,1% in linea con le stime. Su base annua l'inflazione accelera ad un ritmo dello 0,3% leggermente al di sopra delle stime (+0,2%). La Banca d'Italia ha poi censito la nuova crescita delle sofferenze in area 200 miliardi di euro a maggio. Secondo l'Ocse, la disoccupazione nell'area a maggio è scesa di uno 0,1 per cento al 6,3% con un calo di 1,8 punti percentuali rispetto al picco toccato nel gennaio 20013. Dalla Banca d'Inghilterra, il governatore Mark Carney ha difeso il ruolo della Banca centrale di fronte al rischio Brexit e sottolineato al Parlamento che il calo della sterlina potrebbe aiutare l'economia a restare in linea di galleggiamento a fronte delle incertezze dettate dall'uscita dalla Ue.
L'agenda macroeconomica degli Stati Uniti registra il calo sotto le attese delle scorte di magazzino all'ingrosso negli Usa: +0,1%, mentre gli analisti attendevano un incremento dello 0,2%. James Bullard, della Fed di St. Louis, ha detto che per gli Usa non ci sono rischi di recessione e il Fmi ha confermato che l'economia è in buona salute, pur avendone leggermente limato le stime di crescita. L'euro chiude stabile a 1,1082 dollari una seduta non ricchissima di spunti. Lo yen, da parte sua, arretra ulteriormente a quota 104,43 sul biglietto verde e a 115,07 sulla moneta comune. Prosegue lenta ma costante la rimonta della sterlina, che avanza a 1,3177 dollari.
Come accennato, in mattinata la Borsa di Tokyo ha proseguito la fase di recupero grazie alla chiusura record degli scambi negli Usa e le aspettative di un nuovo piano di stimolo in Giappone, in seguito alla vittoria della coalizione di governo al Senato. L'indice Nikkei ha segnato +2,46%, guadagnando 386 punti a quota 16.095.65. Secondo gli analisti, il valore delle misure che il governo nipponico metterà a disposizione per stimolare l'economia potrebbe raggiungere i 1.000 miliardi di yen, l'equivalente di 87 miliardi di euro.
Il prezzo del petrolio è in rialzo: alla chiusura dei mercati Ue il Wti tratta a 46 dollari e il Brent a 47,6. I mercati sono in attesa del rapporto mensile dell'Opec e più in in generale sembrano più favorevoli alla propensione al rischio. Le quotazioni dell'oro ripiegano dopo aver toccato nelle contrattazioni di ieri 1.375.34 dollari: quando terminano gli scambi europei, il metallo spot tratta in area 1.340 dollari.