MILANO - I mercati del Vecchio continente rimbalzano dopo la difficile seduta della vigilia ma, in attesa del risultato degli stress test sulle banche europee che sarà pubblicato questa sera alla chiusura di Wall Street, la brusca frenata del Pil degli Stati Uniti preoccupa: nel secondo trimestre la prima economia del mondo è cresciuta dell'1,2%, ben al di sotto delle attese che erano del 2,6%. Rivista al ribasso anche la crescita del Pil nel primo trimestre, dall'1% allo 0,8%.
In Giappone, intanto, la BoJ ha varato un nuovo piano di stimoli all'economia dopo aver tagliato le stime di crescita del Paese alla luce del nuovo calo dell'inflazione, ma i mercati giudicano poco incisiva la mossa della banca centrale. In Francia, invece, si registra la gelata dell'economia che nel secondo trimestre dell'anno ha avuto crescita zero, contro una previsione di +0,3%. Un dato nettamente inferiore a quello del primo trimestre (+0,7%) e definito "deludente" dal ministero delle Finanze: secondo Parigi, però, la battuta d'arresto non mette "in discussione la previsione di crescita di 1,5% nel 2016". Tra le principali cause del rallentamento c'è , l'"effetto puntuale" dei numerosi e prolungati scioperi contro la riforma della legge sul lavoro.
Piazza Affari però si mantiene in rialzo a chiude a +1,96%, nonostante le difficoltà di Eni dopo la pubblicazione dei dati semestrali. Il mercato, invece, premia Generali dopo i conti. A trainare il listino milanese sono soprattutto le banche con il balzo di Mps nel giorno in cui il Cda valuterà i piani per gli Npl e la ricapitalizzazione. Mediaset crolla all'indomani dei conti e del via alla battaglia con Vivendi su Premium. In discesa lo spread fra Btp e Bund tedesco. La differenza di rendimento segna quota 126 punti contro i 129 della chiusura di ieri. Il rendimento è dell'1,2%. Euro in rialzo sul dollaro a fine giornata: la moneta unica si rafforza grazie al dato sul Pil Usa, cresciuto meno delle attese, che indebolisce il biglietto verde. L'euro scambia attorno a 1,1157 dollari, contro 1,1076 dollari della chiusra di ieri. Nel resto del Vecchio continente Londra chiude invariata (+0,05%), Francoforte sale dello 0,61% e Parigi dello 0,44%. Contrastata Wall Street: il Dow Jones perde lo 0,14%, il Nasdaq sale dello 0,14% e lo S&P 500 avanza dello 0,16%.
L'agenda macroeconomica di giornata è ricca di appuntamenti di rilievo. A livello di Eurozona oltre agli stress test sono arrivati i dati sul Pil del secondo trimestre che mettono in luce un rallentamento dell'economica a +0,3%, mentre l'inflazione annua a luglio si attesta al +0,2% e la disoccupazione è stabile al 10,1%. In Italia, invece, arrivano segnali di ripresa sul fronte del lavoro, mentre l'inflazione su base annua è sempre negativa. In Giappone, come detto, la Boj ha annunciato un'espansione della propria politica monetaria tramite un raddoppio dell'acquisto di fondi comuni sul mercato per un valore di 6.000 miliardi di yen (52 miliardi di euro) su base annuale. Al termine della riunione di due giorni conclusa oggi, l'istituto guidato dal governatore Haruhiko Kuroda, ha inoltre ridotto le stime di crescita per l'anno fiscale 2016 all'1% dal +1,2% e ha lasciato invariate le stime sull'inflazione per l'anno fiscale 2017 all'1,7%. La decisione della Boj segue l'annuncio dello scorso mercoledì del governo guidato da Shinzo Abe, che si appresta ad varare un piano di stimolo per l'economia da 28.000 miliardi di yen, l'equivalente di 240 miliardi di euro. Tra gli obiettivi dell'esecutivo quello di contenere l'impatto negativo scaturito dall'esito della Brexit nel Regno Unito. Il pacchetto prevede incrementi della spesa pubblica per infrastrutture e sforzi per accelerare le esportazioni agricole, con sussidi fiscali e programmi di investimento a lunga scadenza.
In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso l'ultima seduta della settimana in leggero rialzo malgrado il nuovo apprezzamento della valuta giapponese sul dollaro: l'indice Nikkei guadagna lo 0,56%, aggiungendo 92 punti a quota 16.569.27. La Banca del Giappone ha deciso di espandere la politica monetaria raddoppiando il piano di acquisto dei fondi Etf sul mercato ma ha lasciato invariata la base monetaria e i tassi di interesse, attualmente negativi al -0,1%. Una mossa giudicata troppo esitante dal mercato. Lo yen è tornato a rivalutarsi sul biglietto verde, sotto quota 104. Sul fronte delle materie prime, il prezzo dell'oro è in rialzo: il metallo con consegna immediata sale dello 0,6% a 1343,9 dollari l'oncia. Prezzo del petrolio, invece, è in calo: il greggio Wti segna un ribasso dello 0,11% a 41,03 dollari al barile. Pesa anche la decisione della Bank of Japan di aumentare solo in maniera limitata le mosse straordinarie di politica monetaria. Poco mosso il Brent che viene scambiato a 42,62 dollari al barile (-0,08%).
In Giappone, intanto, la BoJ ha varato un nuovo piano di stimoli all'economia dopo aver tagliato le stime di crescita del Paese alla luce del nuovo calo dell'inflazione, ma i mercati giudicano poco incisiva la mossa della banca centrale. In Francia, invece, si registra la gelata dell'economia che nel secondo trimestre dell'anno ha avuto crescita zero, contro una previsione di +0,3%. Un dato nettamente inferiore a quello del primo trimestre (+0,7%) e definito "deludente" dal ministero delle Finanze: secondo Parigi, però, la battuta d'arresto non mette "in discussione la previsione di crescita di 1,5% nel 2016". Tra le principali cause del rallentamento c'è , l'"effetto puntuale" dei numerosi e prolungati scioperi contro la riforma della legge sul lavoro.
Piazza Affari però si mantiene in rialzo a chiude a +1,96%, nonostante le difficoltà di Eni dopo la pubblicazione dei dati semestrali. Il mercato, invece, premia Generali dopo i conti. A trainare il listino milanese sono soprattutto le banche con il balzo di Mps nel giorno in cui il Cda valuterà i piani per gli Npl e la ricapitalizzazione. Mediaset crolla all'indomani dei conti e del via alla battaglia con Vivendi su Premium. In discesa lo spread fra Btp e Bund tedesco. La differenza di rendimento segna quota 126 punti contro i 129 della chiusura di ieri. Il rendimento è dell'1,2%. Euro in rialzo sul dollaro a fine giornata: la moneta unica si rafforza grazie al dato sul Pil Usa, cresciuto meno delle attese, che indebolisce il biglietto verde. L'euro scambia attorno a 1,1157 dollari, contro 1,1076 dollari della chiusra di ieri. Nel resto del Vecchio continente Londra chiude invariata (+0,05%), Francoforte sale dello 0,61% e Parigi dello 0,44%. Contrastata Wall Street: il Dow Jones perde lo 0,14%, il Nasdaq sale dello 0,14% e lo S&P 500 avanza dello 0,16%.
L'agenda macroeconomica di giornata è ricca di appuntamenti di rilievo. A livello di Eurozona oltre agli stress test sono arrivati i dati sul Pil del secondo trimestre che mettono in luce un rallentamento dell'economica a +0,3%, mentre l'inflazione annua a luglio si attesta al +0,2% e la disoccupazione è stabile al 10,1%. In Italia, invece, arrivano segnali di ripresa sul fronte del lavoro, mentre l'inflazione su base annua è sempre negativa. In Giappone, come detto, la Boj ha annunciato un'espansione della propria politica monetaria tramite un raddoppio dell'acquisto di fondi comuni sul mercato per un valore di 6.000 miliardi di yen (52 miliardi di euro) su base annuale. Al termine della riunione di due giorni conclusa oggi, l'istituto guidato dal governatore Haruhiko Kuroda, ha inoltre ridotto le stime di crescita per l'anno fiscale 2016 all'1% dal +1,2% e ha lasciato invariate le stime sull'inflazione per l'anno fiscale 2017 all'1,7%. La decisione della Boj segue l'annuncio dello scorso mercoledì del governo guidato da Shinzo Abe, che si appresta ad varare un piano di stimolo per l'economia da 28.000 miliardi di yen, l'equivalente di 240 miliardi di euro. Tra gli obiettivi dell'esecutivo quello di contenere l'impatto negativo scaturito dall'esito della Brexit nel Regno Unito. Il pacchetto prevede incrementi della spesa pubblica per infrastrutture e sforzi per accelerare le esportazioni agricole, con sussidi fiscali e programmi di investimento a lunga scadenza.
In mattinata la Borsa di Tokyo ha chiuso l'ultima seduta della settimana in leggero rialzo malgrado il nuovo apprezzamento della valuta giapponese sul dollaro: l'indice Nikkei guadagna lo 0,56%, aggiungendo 92 punti a quota 16.569.27. La Banca del Giappone ha deciso di espandere la politica monetaria raddoppiando il piano di acquisto dei fondi Etf sul mercato ma ha lasciato invariata la base monetaria e i tassi di interesse, attualmente negativi al -0,1%. Una mossa giudicata troppo esitante dal mercato. Lo yen è tornato a rivalutarsi sul biglietto verde, sotto quota 104. Sul fronte delle materie prime, il prezzo dell'oro è in rialzo: il metallo con consegna immediata sale dello 0,6% a 1343,9 dollari l'oncia. Prezzo del petrolio, invece, è in calo: il greggio Wti segna un ribasso dello 0,11% a 41,03 dollari al barile. Pesa anche la decisione della Bank of Japan di aumentare solo in maniera limitata le mosse straordinarie di politica monetaria. Poco mosso il Brent che viene scambiato a 42,62 dollari al barile (-0,08%).