MILANO - Le Borse europee si lasciano alle spalle le tensioni sul comparto del credito e chiudono la settimana in rialzo brindando al piano anti recessione lanciato ieri dalla Banca d'Inghilterra e al rapporto americano sull'occupazione. Il governatore Mark Carney ha tagliato il costo del denaro dallo 0,5% al nuovo minimo storico dello 0,25%: è la prima sforbiciata dal 2009. Amplito che il programma di stimolo all'economia: il piano di acquisto di titoli di Stato è stato portato da 375 a 435 miliardi di sterline, inoltre verrà avviato l'acquisto fino a 10 miliardi di sterline di debito societario di alta qualità e un altro, con un valore potenziale fino a 100 miliardi di sterline, per garantire il credito bancario a seguito del taglio dei tassi di interesse. Secondo la BoE "l'outlook economico si è significativamente indebolito".
L'appuntamento più importante della giornata riguardava, però, il rapporto sull'occupazione americana a luglio: ebbene le aziende a stelle e strisce hanno creato molti più posti di lavoro del previsto, cosa che segnala una ripresa dello slancio del mercato dell'occupazione negli Stati Uniti dopo le incertezze dei mesi precedenti. A luglio sono stati creati 255.000 posti di lavoro mentre gli analisti attendevano un aumento di 179.000 Unità. Come riferito dal Dipartimento al Lavoro, il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,9%, mentre gli analisti attendevano un dato in calo al 4,8%: di fatto è aumentata la partecipazione al mondo del lavoro. Se il trend venisse confermato a inizio settembre, la Fed potrebbe accelerare il rialzo dei tassi. Stando ai future sui Fed Funds, usati dagli investitori per scommettere sulle mosse della Banca centrale Usa, le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre e a dicembre sono rispettivamente al 12% e al 39%. Charles Evans, numero uno della Fed di Chicago, ha dichiarato che un rialzo dei tassi potrebbe essere appropriato quest'anno, ma che preferirebbe non vederne nessuno fino a quando l'inflazione non salirà più vigorosamente.
Piazza Affari ha quindi archiviato la giornata in rialzo del 2,4%, Londra dello 0,79%, Francoforte dell'1,36% e Parigi dell'1,49%. Chiusura positiva anche per Wall Street con l'indice Dow Jones in rialzo dell'1,04% a 18.542,23 punti e il Nasdaq che guadagna l'1,06% e tocca un nuovo record a 5.221,12 punti. Positivo anche lo S&P che chiude a +0,86% a 2.182,85 punti. Chiusura in calo per l'euro sul dollaro sotto quota 1,11. La moneta unica passa di mano a 1,1070 dollari mentre si rafforza nei confronti della valuta nipponica a 112,77 yen. Il dollaro si rafforza sullo yen a 101,91. Lo spread tra Btp e Bund decennali è poco mosso a 121 punti base. Il rendimento è all'1,14%. In Francia, intanto, il deficit commerciale è peggiorato nel primo semestre di 1,1 miliardi, attestandosi a 24 miliardi, appesantito dal settore manifatturiero e dalla bolletta elettrica. Nei sei mesi, l'export è sceso dell'1,4% e l'import dell'1%. A Milano ancora le banche sotto i riflettori dopo che Mediobanca ha annunciato l'interesse a partecipare al fondo Atlante 2 e alla ricapitalizzazione di Mps.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha terminato piatta l'ultima seduta della settimana, in attesa dalle indicazioni sul mercato del lavoro Usa: l'indice Nikkei conclude a quota 16.254.45, praticamente invariato rispetto alla chiusura di giovedì. Lo yen nel frattempo è stabile sul dollaro, a quota 101. Sul fronte delle materie prime, l'oro è in lieve rialzo con il lingotto con consegna immediata che passa di mano a 1.361,15 dollari l'oncia (+0,2%). Petrolio stabile: viene trattato a 41,6 dollari (-0,33%).
L'appuntamento più importante della giornata riguardava, però, il rapporto sull'occupazione americana a luglio: ebbene le aziende a stelle e strisce hanno creato molti più posti di lavoro del previsto, cosa che segnala una ripresa dello slancio del mercato dell'occupazione negli Stati Uniti dopo le incertezze dei mesi precedenti. A luglio sono stati creati 255.000 posti di lavoro mentre gli analisti attendevano un aumento di 179.000 Unità. Come riferito dal Dipartimento al Lavoro, il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,9%, mentre gli analisti attendevano un dato in calo al 4,8%: di fatto è aumentata la partecipazione al mondo del lavoro. Se il trend venisse confermato a inizio settembre, la Fed potrebbe accelerare il rialzo dei tassi. Stando ai future sui Fed Funds, usati dagli investitori per scommettere sulle mosse della Banca centrale Usa, le probabilità di un rialzo dei tassi a settembre e a dicembre sono rispettivamente al 12% e al 39%. Charles Evans, numero uno della Fed di Chicago, ha dichiarato che un rialzo dei tassi potrebbe essere appropriato quest'anno, ma che preferirebbe non vederne nessuno fino a quando l'inflazione non salirà più vigorosamente.
Piazza Affari ha quindi archiviato la giornata in rialzo del 2,4%, Londra dello 0,79%, Francoforte dell'1,36% e Parigi dell'1,49%. Chiusura positiva anche per Wall Street con l'indice Dow Jones in rialzo dell'1,04% a 18.542,23 punti e il Nasdaq che guadagna l'1,06% e tocca un nuovo record a 5.221,12 punti. Positivo anche lo S&P che chiude a +0,86% a 2.182,85 punti. Chiusura in calo per l'euro sul dollaro sotto quota 1,11. La moneta unica passa di mano a 1,1070 dollari mentre si rafforza nei confronti della valuta nipponica a 112,77 yen. Il dollaro si rafforza sullo yen a 101,91. Lo spread tra Btp e Bund decennali è poco mosso a 121 punti base. Il rendimento è all'1,14%. In Francia, intanto, il deficit commerciale è peggiorato nel primo semestre di 1,1 miliardi, attestandosi a 24 miliardi, appesantito dal settore manifatturiero e dalla bolletta elettrica. Nei sei mesi, l'export è sceso dell'1,4% e l'import dell'1%. A Milano ancora le banche sotto i riflettori dopo che Mediobanca ha annunciato l'interesse a partecipare al fondo Atlante 2 e alla ricapitalizzazione di Mps.
In mattinata, la Borsa di Tokyo ha terminato piatta l'ultima seduta della settimana, in attesa dalle indicazioni sul mercato del lavoro Usa: l'indice Nikkei conclude a quota 16.254.45, praticamente invariato rispetto alla chiusura di giovedì. Lo yen nel frattempo è stabile sul dollaro, a quota 101. Sul fronte delle materie prime, l'oro è in lieve rialzo con il lingotto con consegna immediata che passa di mano a 1.361,15 dollari l'oncia (+0,2%). Petrolio stabile: viene trattato a 41,6 dollari (-0,33%).