Economia

Piazza Affari crolla con le banche: raffica di vendite. Duello Renzi-Monti

Ancora in ribasso i listini del Vecchio continente a seguito dei risultati degli stress test condotti dall'Eba. Affonda Mps, più volte sospesa, dopo il rally della vigilia. L'ex premier attacca Palazzo Chigi: "Distorce la realtà, tra il 2011 e il 2013 il sistema era solido". Il presidente del Consiglio: "Abbiamo trovato la soluzione finale per Siena". In ripresa l'euro, ancora debole Tokyo

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MILANO - Piazza Affari accelera la corsa a ribasso e chiude in rosso del 2,76% con le banche travolte dalle vendite dopo il forte calo della vigilia e dopo che Commerzbank, il secondo polo bancario in Germania per valore di mercato, ha tagliato le previsioni sull'utile. L'effetto degli stress test condotti dall'Eba, l'autorità bancaria europea, continua a farsi sentire. A pagarne lo scotto maggior è Mps che dopo diverse sospensioni al ribasso archivia la seduta a -16%: l'unica banca italiana bocciata dagli stress test ieri aveva vissuto un intenso rally in attesa che entro fine novembre si completi il piano di pulizia e rafforzamento patrimoniale, ma oggi ha perso tutto.

A preoccupare è Unicredit già crollata ieri: secondo gli analisti potrebbero servire capitali freschi per 7-8 miliardi di euro. Fari anche su Intesa Sanpaolo dopo la trimestrale pubblicata oggi. Le popolari, da Bper a Bpm fino al Banco Popolare hanno perso tutte oltre il 10%.  In rosso gli altri listini europei: Londra cede lo 0,73%, mentre Francoforte arretra dell'1,8% e Parigi l'1,84%. Male anche Wall Street: il Dow Jones perde lo 0,49%, il Nasdaq lo 0,90% e lo S&P 500 lo 0,64%.

Ma è il comparto bancario a tenere banco anche perché è quello su cui si consuma un duello a distanza tra il premier Matteo Renzi e l'ex presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti che lo attacca dalle pagine del Corriere della Sera: "Tra il 2011 e il 2013 il sistema bancario, con l'eccezione (affrontata) di Mps, non presentava problemi e non chiedeva aiuti. Attribuire le attuali difficoltà ai precedenti governi distorce la realtà", dice Monti in una lettera con la quale replica all'intervista di Renzi a Repubblica. "Se avessimo sostenuto il sistema bancario con i fondi dello Stato - spiega Monti - , avremmo aggravato la già precaria situazione dello Stato medesimo, con il probabile default".

Il premier però va avanti per la sua strada e parlando alla Cnbc rivendica "la soluzione finale" ottenuta per Mps "per la prima volta senza crediti deteriorati" e poi rilancia: "Penso che gli stress test abbiano mostrato che le banche italiane non siano il problema del sistema europeo. Abbiamo la migliore banca europea, Intesa Sanpaolo, e quattro istituti su cinque sono in una buona situazione". Il mercato, però, continua a mostrarsi scettico.

Al netto del tema banche gli addetti ai lavori si concentrano sui dati in arrivo dal fronte macroeconomico e negli Usa la spesa personale dei consumatori è salita in giugno dello 0,4%. Il dato è migliore delle attese degli analisti, che scommettevano su un aumento dello 0,3%. Gli investitori osservano ogni segnali in arrivo da Oltreoceano per capire come si muoverà in politica monetaria la Federal Reserve. Non è escluso, infatti, che Janet Yellen decida di aspettare l'inizio del 2017 prima di alzare di nuovo il costo del denaro, ma i segnali in arrivo sono contraddittori. Secondo Robert Kaplan, presidente della Fed di Dallas, un rialzo dei tassi a "settembre è davvero sul tavolo", mentre per William Dudley, presidente della Fed di New York, è troppo presto per escludere una stretta quest'anno, "serve cautela". In questo senso saranno decisivi i rilievi sull'occupazione che saranno comunicati venerdì prossimo.

L'euro è in lieve rialzo a 1,1181 dollari da 1,1166 della vigilia. Contro lo yen la moneta unica passa di mano a 114,28. Continua la guerra tra le valute, con il taglio dei tassi australiani al minimo storico (1,5%). Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 127,7 punti dai 126 della vigilia e i 128 della chiusura di ieri. Il rendimento è all'1,20%.

In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta in ribasso, seguendo l'andamento in controtendenza di Wall Street e a causa della nuova forza della valuta giapponese: l'indice Nikkei fa segnare un ribasso dell'1,47% a quota 16.391,45, con una perdita di 244 punti. La progressiva rivalutazione dello yen ha spinto il ministro delle Finanze Taro Aso a intervenire verbalmente, ribadendo che le eccessive fluttuazioni non sono desiderabili. Il governo ha varato un piano di 45 miliardi di dollari di spesa per rilanciare l'economia. Al cambio con il dollaro la divisa nipponica è tornata ad oscillare intorno a quota 102 dai 107 della scorsa settimana. Sul fronte della materie prime il petrolio è stabile poco sopra i 40 dollari: il barile Wti è a 40,11 dollari, mentre il brent quota 42,24 dollari.