Economia

Wall Street sostiene le Borse dopo la paura per la fuga dei fondi da Deutsche Bank

(ap)
Le tenuta dalla banca tedesca alle prese con un maxi pattaggiamento negli Stati Uniti per lo scandalo dei mutui subprime preoccupa gli investitori. Dubbi anche sull'accordo per il taglio alla produzione del petrolio: l'intesa verrà ratificata a Vienna a fine novembre, ma non è chiaro chi e quanto dovrà cedere: il prezzo del greggio torna a scendere. Poco mossi euro e spread. Pesante la seduta di Tokyo
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MILANO - Petrolio e banche zavoranno i mercati, ma poi Wall Street cambia verso alla giornata. Ad affossare i titoli finanziari in mattinata era stata la notizia che decine di hedge fund, storici partner di Deutsche Bank, avevano spostato i loro asset presso altre banche per ridurre l'esposizione verso l'istituto tedesco, le cui condizioni finanziarie sono state giudicate precarie dal mercato dopo la maxi-multa da 14 miliardi di dollari. Sul finale di seduta, complice l'apertura positiva di Wall Street, ha prevalso l'ipotesi di una riduzione a un terzo della multa attraverso un patteggiamento da 5,4 miliardi di dollari.

Sul fronte del greggio, invece, dopo l'accordo a sorpresa raggiunto al vertice informale dell'Opec di Algeri, i prezzi sono tornati a calare. I paesi del cartello hanno trovato un'intesa per limitare a 32,5 milioni di barili al giorno la produzione, tagliandola di 750mila barili: l'accordo verrà perfezionato a fine novembre a Vienna, ma i mercati cominciano ad interrogarsi sui dettagli poiché non è chiaro quali saranno le nuove quote che spetteranno ai singoli Paesi, specie quelli, come Iran, Iraq, Nigeria e Libia che non intendono diminuire le proprie produzioni, ma anzi puntano a incrementare il loro output. A New York, tuttavia, il petrolio è in lieve rialzo: Wti avanza di 12 cent a 47,95 dollari.

A Wall Street il Dow Jones guadagna lo 0,90%, il Nasdaq lo 0,81% e l'indice S&P500 lo 0,79%. In Europa, dopo una giornata in rosso, Milano chiude in rialzo dello 0,38%, Francoforte guadagna l'1%, Parigi lo 0,1%, mentre Londra si ferma poco sotto la parità. L'euro termina la seduta in rialzo sopra 1,12 dollari: la moneta europea passa di mano a 1,1242 dollari e 113,58 yen. Lo spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi è in lieve calo a 130 punti contro i 133 punti della chiusura di ieri. Il rendimento è all'1,18%.

Sul fronte macroeconomico, in Italia è stato pubblicato il dato sulla disoccupazione ferma all'11,4% ad agosto e quello sull'inflazione che ha mostrato un rialzo dello 0,1% a settembre, facendo uscire, secondo le stime provvisiorie, il Paese dalla deflazione. In Francia a settembre l'indice dei prezzi è sceso dello 0,2% rispetto ad agosto, ma è salito dello 0,4% sullo stesso periodo del 2015. La spese delle famiglie transalpine, invece, sono salite ad agosto dello 0,7% dopo quattro mesi consecutivi di cali. In Germania le vendite al dettaglio tedesche sono scese dello 0,4% su mese ad agosto, peggio delle attese, e salite del 3,7% su anno.  Negli Usa i redditi personali sono
saliti dello 0,2% mensile e le spese per i consumi personali dello 0,1%, contro un atteso +0,2% per entrambe le voci. Il Pce, l'indice dei prezzi basato sulle spese personali è aumentato ad agosto dell'1% annuale, dopo il +0,8% di luglio, mentre il Pce core avanza dell'1,7% contro l'1,6% di luglio.

Preoccupa, invece, la situazione del Giappone dove nonostante le misure straordinarie messe in atto dalla Banca centrale prosegue la deflazione. I prezzi al consumo ad agosto sono calati dello 0,5% annuale, dopo il -0,4% di luglio, registrando per il sesto mese consecutivo il segno meno. La discesa è in gran parte legata al calo del prezzo del petrolio, arretrato di oltre il 10% rispetto a un anno fa. Inoltre, è dalla primavera del 2014 che in Giappone i consumi delle famiglie sono in calo e ad agosto sono arretrati del 4,6% annuale, contro il -2,1% atteso dagli analisti. La produzione industriale in compenso è salita dell'1,5% mensile ad agosto, dopo il -0,4% di luglio. Come se non bastasse, il  tasso di disoccupazione nipponico è aumentato di 0,1 punti percentuali ad agosto al 3,1% (la condizione del mercato resta, tuttavia, positiva: ci sono 137 offerte di lavoro per ogni 100 domande). In mattinata, la Borsa di Tokyo ha chiuso in calo dell'1,46%, sulla scia dei deludenti dati macroeconomici di agosto e dei timori per Deutsche Bank.