Economia

Contrastate le Borse europee: cresce l'incertezza sulle mosse della Fed

(reuters)
L'accelerata della fiducia dei consumatori americani potrebbe convincere Janet Yellen ad anticipare la stretta monetaria. Attesa per il dato sull'occupazione in arrivo venerdì. Il dollaro si rafforza. Stabile lo spread, mentre torna a indebolirsi il petrolio. Cala la disoccupazione in Italia
2 minuti di lettura
MILANO - Sono giornate di riflessione per gli investitori dopo il balzo record della fiducia dei consumatori americani elaborato dall'Università del Michigan. Secondo gli addetti ai lavori il dato avvicina sempre più il rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, ma i mercati preferiscono restare cauti in attesa del dato sulla disoccupazione a stelle e strisce in arrivo venerdì. Nel frattempo, il settore privato ha creato nell'ultimo mese 177mila nuovi posti di lavoro, oltre le attese (175mila).

Per il dato di venerdì, invece, gli analisti attendono un tasso di disoccuazione in calo dal 4,9 al 4,8% e la creazione di 180.000 posti di lavoro, dopo i 255.000 di luglio. Il rapporto sarà comunque cruciale in quanto l'ultimo prima della riunione della Fed del 20 e 21 settembre prossimi. La prossima settimana, però, sarà la Bce ha inaugurare il ballo della banche centrali: gli addetti ai lavori sono convinti che Mario Draghi annuncerà nuove mosse a sostegno della ripresa.

Seduta positiva per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib chiude la seduta in rialzo dello 0,31% dopo un avvio in rosso. Deboli Londra e Francoforte che cedono lo 0,52% e lo 0,45%, mentre Parigi limita i danni a -0,17%. In rosso anche Wall Street: il Dow Jones perde lo 0,30%, il Nasdaq cede lo 0,19% mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,24%. Non basta a sostenere le quotazioni la corsa dell'indice delle richieste settimanali di nuovi mutui negli Stati Uniti che sale del 2,8% per la settimana che si è chiusa lo scorso 26 agosto. Sotto i riflettori il comparto bancario in scia a rumor secondo cui Deutsche Bank starebbe considerando la fusione con Commerzbank. L'operazione, però, è stata smentita dal ceo di Deutsche Bank Johan Cryaine che dichiara di non cercare un partner sul mercato tedesco. 

A livello macroeconomico i fari sono rivolti verso l'Italia con il rapporto sull'occupazione a luglio che ha mostrato un calo della disoccupazione all'11,4%. In Germania, invece, le vendite al dettaglio sono cresciute - il mese scorso - dell'1,7%, mentre la disoccupazione è calata dal 6,4 al 6,1%. In Francia l'inflazione in francia registra una crescita dello 0,3% mensile a luglio e dello 0,2% tendenziale, ma preoccupa il continua rallentamento dei consumi delle famiglie francesci che a luglio sono calati dello 0,2%.

Lo spread è stabile poco sopra quota 120 punti base con i Btp che sul mercato secondario rendono l'1,14%. Dopo il buon andamento dell'asta di Bot di lunedì, ieri il Tesoro ha venduto quasi tutti i 6 miliardi di euro di Btp a 5 e 10 anni (5,915 miliardi) con tassi scesi ai nuovi minimi storici. Il rendimento medio del quinquennale è sceso a 0,19% da 0,26% dell'asta di luglio, mentre quello del decennale è calato all'1,14% dall'1,24% precedente. L'euro chiude stabile a 1,1147 dollari in attesa dei dati sul mercato del lavoro Usa di venerdì, cruciali per le prossime decisioni della Fed. Continua ad affondare lo yen, dopo che i deludenti dati sulla produzione industriale nipponica hanno aumentato le probabilità di una nuova tornata di allentamento monetario. La divisa giapponese arretra a quota 103,28 sul biglietto verde e a 115,98 sull'euro.

Come detto a Tokyo delude la produzione industriale rimasta ferma a luglio rispetto al mese precedente dopo il balzo del 2,3% registrato a giugno. Il dato è inferiore alle attese degli analisti che si attendevano una crescita attorno allo 0,8 per cento. Le previsioni stimano un balzo del 4,1% ad agosto e una crescita dello 0,7% a settembre. Nonostante tutto, il principale listino asiatico è riuscito a chiudere in positivo approfittando proprio della flessione dello yen nel cambio con il dollaro: l'indice Nikkei dei titoli guida ha guadagnato lo 0,97% a 16.887,40 punti.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio quotato al Nymex prosegue in negativo e incrementa i ribassi, scendendo ai minimi in oltre tre settimane, dopo il dato sulle scorte settimanali pubblicato dal dipartimento all'energia americano. A pesare sui prezzi del Wti, che scivola sotto i 46 dollari al barile, è l'aumento superiore alle previsioni delle scorte settimanali di petrolio (+2,276 milioni di barili, mentre le stime erano per un incremento di 1,2 milioni) nella settimana conclusa il 26 agosto. L'aumento delle scorte è stato superiore anche a quanto anticipato dall'American Petroleum Institute, che aveva ipotizzato una crescita di 942.000 barili. Alla debolezza dei prezzi contribuiscono anche il rafforzamento del dollaro e l'eccesso di produzione che non accenna a diminuire complici anche paesi come Iran, Iraq e Nigeria che preannunciano nuovi aumenti.